A volte ritornano: la lunga e travagliata storia di Duke Nukem Forever

Postato Set 17 2010 - 12:00am da ITG

Duke Nukem (o il Duca, come è chiamato affettuosamente ed amorevolmente nel nostro idioma) si sa, è duro a morire. O perlomeno, lo sa chi, nel lontanissimo 1996 mise le mani su un gioco che lasciò un segno indelebile nella mente di chi , forse ai tempi senza nemmeno troppa consapevolezza, ebbe la “fortuna” di giocare a Duke Nukem 3D: titolo che per certi aspetti segnò una vera a propria rivoluzione all’interno del genere di appartenenza, quello degli fps.

A parte il personaggio carismatico, un protagonista ultra pompato strafatto di steoridi che faceva il verso ai vari eroi senza macchia né vergogna dei film anni ’80 come Rambo o Commando(e che interloquiva tramite fraseggi del tipo “Come get some!” et similia), il titolo si fa piacevolmente ricordare per un level design di prim’ordine impreziosito dall’implementazione del jet-pack (rigorosamente a carburante limitato), da un gameplay assolutamente corroborato e divertente e da miriadi di situazioni ludiche originalissime. Per non parlare poi delle “Babes”, donne opportunamente svestite che dovevano essere liberate dagli alieni o che potevano essere tranquillamente maciullate qualora si fosse optato per il sangue anziché per il sesso.

Ma non è di certo nostra intenzione sviscerare i tanti aspetti di un gioco che ha fatto storia (sarebbe impossibile in questa sede) quanto piuttosto ricapitolare per chiarire che cosa è successo nei TREDICI anni che sono passati dall’annuncio di Duke Nukem Forever, titolo che, prima del recentissimo passaggio nelle mani di Gear Box sembrava destinato a cadere per sempre nel limbo dei titoli che non usciranno mai. Dopo infatti aver annunciato il gioco nel 1997, 3D Realms (sviluppatori anche di Duke Nukem 3D) comunica che il titolo sfrutterà il motore di Quake 2. Passano tre anni e nel 2000 il team di sviluppo fa sapere alla stampa che il nuovo motore eletto per far girare il gioco è adesso l’Unreal Engine, sicuramente più performante; intanto la data di uscita ufficiale, quella del 1998 è stata superata di un paio di anni.

Nel 2002 il titolo viene ricompilato da capo per l’ennesima volta e vengono assunti nuovi programmatori: da qui in poi la data viene posticipata di continuo in un’odissea senza fine e iniziano a girare voci che tra le tante difficoltà il lead designer abbia anche problemi di l’alcol. Nel 2007 3D Realms pubblica un’inserzione di ricerca lavoro su Gamasutra con una immagine di Duke che tiene in mano una pistola: la speranza per un gioco che sembrava ormai defunto si riaccende per tantissimi fan, per spegnersi però tragicamente nel 2009, quando 3D Realms chiude i battenti per mancanza di fondi. Tutto sembra ormai perduto quando, appunto, come sopra detto, il gioco viene “resuscitato” (si fa per dire, in realtà il codice era quasi completo) da GearBox, ragazzi in gamba, che hanno partorito giochi del calibro di Brothers in Arms (sia il primo che i successivi: Earned in Blood e Hell’s Highway) e Borderlands (e tutte le relative espansioni): titoli in soggettiva che hanno fatto del gameplay e dell’estetica i propri punti di forza.

Da un certo punto di vista quindi possiamo ben sperare, dall’altro, certo, rimane l’amaro in bocca per un titolo che non sarà 100% 3D Realms e ancor più dispiacere reca l’idea che 3D Realms non farà più giochi. Non siamo d’accordo con chi ritiene che forse sarebbe stato meglio che Duke Nukem Forever fosse stato archiviato per sempre. O meglio, solo una nostra parte, dentro di noi, la pensa così: per il resto, il Duca, in un modo o nell’altro è ancora vivo e questo e quello che conta, alla fine. Sarà poi la prova su pista, a gioco uscito, a decretare se i 13 anni e il recente passaggio di mani hanno reso onore al Duca o meno, consapevoli del fatto che sempre, in ogni caso, un sogno non realizzato schiaccerà qualsiasi realtà per quanto bella questa possa essere. O almeno, di certo sarà così per l’immaginario collettivo…

Nicola “Demon’s Souls” Coccia

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