Dishonored: La Morte dell’Esterno – La Recensione

Postato Set 21 2017 - 3:12pm da ITG

In un mercato inflazionato come è quello attuale dei videogames, per un team di sviluppo è difficile direzionare su di sé l’attenzione del grande pubblico e farsi strada quindi tra i nomi più blasonati ed oramai storici. Eppure un team come quello degli Arkane Studios dopo aver partorito titoli come Arx Fatalis e Dark Messiah of Might and Magic, di certo non perfetti ma contraddistinti da tanta passione e dalla voglia di osare, oramai cinque anni fa riuscì nel suo intento con Dishonored, un action FPS disponibile su PS3, Xbox 360 e PC per certi tratti molto originali sia in fatto di gameplay che da un punto di vista estetico.

Dopo la definitive edition per PS4 e Xbox One, è arrivato un secondo capitolo apprezzatissimo dai fan della serie e dalla critica ed ora ecco questo spin-off la Morte dell’Esterno (qui tutte le recensioni italiane) disponibile su Playstation 4, Xbox One e PC (la versione da noi testata).

Diciamolo sin da subito: al di là di una semplificazione della gestione dei poteri, questo spin-off propone le stesse dinamiche ludiche del secondo capitolo della serie e d’altronde non poteva essere altrimenti.  L’esperienza di gioco proposta , che dura intorno a poco meno di 10 ore a cui potrete aggiungere tutto il tempo che vorrete a completare tutti gli obiettivi secondari delle 5 missioni presenti, ha tutte le caratteristiche di un action-stealth in prima persona e che pesca a piene mani (e non fa nulla per nasconderlo) da mostri sacri quali i capitoli originali di Thief, Metal Gear Solid, Splinter Cell, Hitman e Deus Ex: caratteristica peculiare del lavoro di Arkane Studios è quella di conferire grande autonomia e libertà d’azione al giocatore grazie ai vari poteri speciali e ad un level design da vero e proprio sand box con varie diramazioni sia in orizzontale che in verticale.

Il videogame può essere giocato come un tipico action ma secondo la nostra opinione, a causa di un combat system non proprio immune da eventuali critiche, lo si apprezza molto di più come uno stealth game: a tal proposito risultano davvero utili la possibilità di sbirciare dal buco della serratura di una porta prima di entrare i una stanza e quella di potervi sporgere da dietro un oggetto per vedere senza essere visti.

Da un punto di vista della narrazione, questo spin-off continua l’ottima vena degli sceneggiatori di Arkane. Ritroviamo così un’alleata di Corvo Attano, Meagan Foster, che ha deciso di farsi chiamare nuovamente con il suo nome originale di Billie Lurk. L’incipit del gioco è una missione di salvataggio nei confronti del suo mentore Daud. Liberato il suo ex capitano, quest’ultimo gli propone una missione pazzesca: uccidere l’Esterno, l’entità mistica che aveva concesso i suoi poteri in passato ad alcuni personaggi della serie.

Stranamente l’Esterno si mette in contatto con Billie e conferisce anche lei i poteri. Ovviamente pian piano nella storia le questioni si faranno più chiaro fino ad un end game che mettono la parola fine a questa trilogia di Dishonored e che, nel caso in cui (lo si spera…) la serie prosegua, in qualcosa di assolutamente nuovo ma non vi diciamo nulla per non spoilerarvi alcunché!

Passiamo infine all’analisi audiovisiva. Come i suoi predecessoeri anche la Morte dell’Esterno ha personalità da vendere, con le sue ambientazioni decadenti dal fortissimo impatto emotivo sul giocatore. Decisamente meno convincente invece l’aspetto più prettamente tecnico con alcuni NPC realizzati in maniera approssimativa e più in generale con un dettaglio delle location non sempre elevatissimo oltre ad effetti grafici come quello dell’acqua tutt’altro che memorabili. 

Le musiche appaiono in modo saltuario ma preciso e opportuno, mentre il doppiaggio in italiano presenta risultati altalenanti soprattutto di alcuni comprimari, anche se nel complesso può essere considerato su livelli discreti.

IN CONCLUSIONE
Al prezzo di 29.99 euro (e si trova anche a meno), Dishonored La Morte dell’Esterno è un acquisto imprescindibile per i fan della serie anche perché conclude un ciclo narrativo iniziato cinque anni fa e portato avanti nel migliore dei modi con il secondo capitolo e questo spin-off. Un eccellente prodotto sotto (quasi) tutti i punti di vista ma difficilmente apprezzabile a chi si accosta per la prima volta alla serie. Se ne siete incuriositi, la definitive edition del primo capitolo si trova veramente a prezzi molto bassi.

VOTO: 8.5

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