GTA 5 tra volere, potere e dovere: una riflessione su liberta’, personalizzazione e…

Postato Dic 30 2011 - 12:00am da ITG

Un anno sta finendo e il nuovo bussa alle porte...insieme ai migliori auguri che è naturale scambiarsi in questo periodo per uno splendido 2012, c’è un altro pensiero che affolla le menti dei videogiocatori e le pagine del Web: quel pensiero di chiama Grand Theft Auto 5 (già iscritti alla fanpage italiana su Facebook?).

Gli ultimi giorni sono stati densi di contenuti, notizie e riflessioni sull’attesissimo (tanto per usare un eufemismo) titolo Rockstar, a partire dalle parole di Dan Houser sulla mappa mastodontica del titolo, passando per le previsioni di vendita (stellari) e finendo con la curiosa notizia dei panini reali che prendono forma dall’universo di GTA. Ma arrivati alla fine di questo 2011, viene spontaneo fare alcune riflessioni su cosa rappresenterà GTA 5, su come potrà essere e, soprattutto, su come dovrà essere.

Le nostre osservazioni non possono non partire dal concetto di libertà, che i ragazzi di Rockstar hanno inaugurato col ciclo Playstation 2 e che ha raggiunto il proprio apice con il veneratissimo San Andreas, ancor oggi miglior capitolo della serie, a detta di molti estimatori, nonostante l’uscita di Grand Theft Auto 4 sulle console next-gen.

Ma torniamo appunto al concetto di libertà, che nei vari capitoli di Gta 3 hanno fatto la fortuna della serie, rivelandosi vera chiave di volta della rivoluzione videoludica: mai prima d’ora si aveva avuta la sensazione di avere di fronte un mondo vero, vivo, che reagiva in modo naturale e non necessariamente predeterminato alle nostre azioni/decisioni.

Chi scrive ricorda con una certa emozione il primo inseguimento alle calcagna di un furgone, i vari speronamenti, le sportellate fino all’espulsione del suo guidatore, il successivo inseguimento a piedi con tanto di paratoria, la riappropriazione di nuovi veicoli fino alla spettacolare esplosione dell’auto del malcapitato (e alla sua morte) a seguito di rovinosa caduta in un avvallamento. Spettacolare, da film, ma soprattutto vero. E vero perchè libero.

Ecco, è proprio su questo che GTA 4 ha fallito in parte, nel negare o ridimensionare quella libertà a cui ci eravamo abituati, ripiegando su dinamiche furbescamente scriptate, in cui la spettacolarità è prevista dagli sviluppatori e sapientemente mascherata da libertà. E proprio su questo dovrà puntare GTA 5 se vorrà essere all’altezza delle aspettative, e magari superarle: non riconsegnandoci la libertà, ma sviluppandone il concetto a nuovi livelli, grazie alla potenza computazionale offerta dalle attuali console.

Tutto questo dovrà passare necessariamente attraverso un profondo sviluppo dell’intelligenza artificiale di tutti gli “attori” di GTA 5, con routine innovative e rivoluzionarie, in modo da settare nuovi parametri per la concezione di “mondo vivo”. E sempre a proposito di libertà e, più nello specifico di scelte, in molti sono rimasti male di fronte alla scarsa customizzazione di Nico Bellic: il personaggio non ingrassava o dimagriva, non poteva tagliare i capelli, non poteva effettuare tatuaggi.

Anche questo rappresenta una grande sfida per Grand Theft Auto 5: come possiamo immedesimarci se non vediamo il nostro personaggio mutare aspetto in base alle proprie azioni? Ancora una volta, non si tratta di riproporre quanto visto in passato, perchè non basterebbe (a rendere GTA 5 quel capolavoro che tutti si aspettano): adesso, il corpo mutevole del protagonista dovrà essere integrato con l’innovativa e spettacolare tecnica di motion capture realizzata da Team Bondi per L.A. Noire, in modo tale che i cambiamenti siano vivi, visibili nelle cut-scene e, perchè no, badavo ad incidere sull’espressività dei personaggi.

Si è parlato di San Andreas e non a caso, proprio questa città rappresenterà l’ambientazione di GTA 5, segno evidente che gli sviluppatori sono ben consapevoli di quanto abbiamo sopra espresso: ma riproporre un’ambientazione non è sufficiente per bissare un successo. E poi, soprattutto, se ci pensiamo bene, che significa riproporre San Andreas?

Con la speranza che non si tratti di una cronica mancanza di idee, è chiaro che anche in questo caso ci si aspetta molto da Rockstar Games e non stiamo parlando solo di level design: quello che davvero manca ormai da tempo a questa serie è, oltre ad una convincente interattività coi fondali (se si fa eccezione per qualche lampione che è possibile buttare giù con l’auto) anche la possibilità di proporre edifici vivibili e vissuti, che non siano solo scatoloni “pieni” atti a dar forma alla città, ma spazi in cui le persone abitano e in cui è possibile compiere le più svariate attività, lecite o illecite che siano.

Proporre come è stato fatto con GTA 4, pochi edifici interagibili come il bowling o i night club la cui esplorazione ed interazione viene a noia già poco dopo è francamente troppo poco, soprattutto se si tiene in considerazione la potenza computazionale delle console attuali.

In conclusione quindi, di certo la carne al fuoco non manca e siamo sicuri che i ragazzi Rockstar sapranno stupirci una volta di più, come è loro abitudine, ma non si può di certo negare che ci siano anche diverse nuvole all’orizzonte, che solo un prodotto di portata rivoluzionaria potrà dissipare: serve innovazione e non riproposizione, approfondimento e non solo ampliamento. Tutte sfide che GTA 4 ha rimandato e che GTA 5 dovrà in qualche modo accogliere e soddisfare per essere, a pieno titolo, quel capolavoro annunciato di cui tutti parlano.

Prima di lasciarvi alcune domande pro-memoria su Grand Theft Auto 5: vi siete già iscritti alla nostra fanpage italiana su FacebookAvete letto la nostra immensa F.A.Q.? Visti tutti i filmati e le immagini già disponibili?)

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