La fidanzata di papà con Boldi e Ventura

Postato Nov 18 2008 - 12:00am da ITG

Proprietario di un albergo a Cortina, il vedovo Massimo Bondi (sic) ha un figlio, Matteo, che vive a Miami. Quando questi gli annuncia che la sua compagna sta per avere un figlio, decide di partire per raggiungerlo insieme alla figlia e al fratello. Giunti in America, Massimo si scatena in una serie di gaffes con la futura consuocera mentre intanto l’amore tra Matteo e Barbara rischia di essere compromesso da un evento inatteso.

Recensione
Perdonateci la seriosità e il moralismo, ma anche Shakespeare e Omero (non parliamo poi di Dante) sono stati influenzati e infastiditi dagli eventi del loro tempo. Ma forse non è un caso che il paese capace di lanciare il 14 novembre 2008 un film come La fidanzata di papà sia lo stesso che il giorno precedente ha pronunciato la vergognosa sentenza sui fatti del G8 di Genova. Suvvia, non staremo attribuendo troppo valore a un filmetto come tanti? Non sarà casomai il risultato dell’Italia attuale piuttosto che una delle cause? Può darsi. E’ vero infatti, come diceva Moravia, che Cristo non si è mai scandalizzato ma concedetecelo almeno stavolta. Tanto i cinepanettoni di natale spravvivono, anzi raddoppiano, triplicano, proliferano e infettano. Per la gioia dei De Laurentiis, Medusa e i loro servi che sostengono che film del genere contribuiscono a sostenere il cinema italiano, un po’come i negozi di souvenir mantengono in vita il British Museum. Il modello super market applicato al cinema per adesso produce l’omologazione su un modello piuttosto basso, ma aspettiamo fiduciosi.

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