La Recensione di Orphanage

Postato Nov 15 2008 - 12:00am da ITG

Laura è cresciuta felicemente nell’orfanotrofio del Buon Pastore. Quando col marito medico Carlos e il loro bambino adottivo Simon pensa di mettere su una casa-famiglia per ragazzi bisognosi decide di tornare in quella vecchia e grande casa, cercando forse di ritrovare la felicità perduta con l’infanzia. Ma il terribile passato del luogo non lascerà pace alla tranquilla famiglia.

Dopo oltre un anno da quando ha visto la luce delle sale per la prima volta, e dopo sette premi Goya e altri riconoscimenti a rilanciarne l’uscita in mezza Europa, The Orphanage arriva anche da noi col suo titolo anglofono. Di quest’opera prima di J. A. Bayona (formatosi a colpi di videoclip) si è lodata l’abilità, lo stile, con cui è girata; della sceneggiatura di Sergio G. Sanchez si è elogiato il realismo psicologico intrecciato a un plot fantastico: a dire il vero l’operazione sembra riuscita a metà, sia dal punto di vista della regia sia da quello dello script. Il ritmo del film è senz’altro in crescendo, ma la prima parte è davvero troppo lenta e poco originale nel riproporre tutti gli stilemi del genere.

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