Max Payne il Film – La Recensione

Postato Dic 1 2008 - 12:00am da ITG

Max Payne è un poliziotto cui sono state uccise la moglie e la figlia neonata da criminali sotto l’effetto di Valkyr, una nuova droga. Determinato a trovare i produttori e gli spacciatori della droga, si fa arruolare nella DEA, la Drug Enforcement Agency, per stanare i colpevoli ed ottenere vendetta. Si troverà a combattere con la famiglia mafiosa che controlla il mercato del Valkyr e, accusato ingiustamente della morte di un collega, verrà braccato anche dalla polizia.

Ma sì, la genesi videogamica, il bullett-time ormai inguardabile, il confronto con il gioco… tutto vero. Ma ciò che fa di Max Payne un film davvero brutto è la scrittura miserabile. Non sarebbe così grave il fatto che il film di Moore è, comunque, una sagra del già visto: se rielaborato in modo intelligente il gioco action-fantasy, omicidio-vendetta, è un classico che diverte sempre. Però almeno un’idea originale, una, anche piccola, è d’obbligo. Debitore per ambientazioni ed atmosfere del già non esaltante Constantine, quest’ennesimo sparatutto si presenta in teoria con buone credenziali, tanti soldi, un protagonista in ascesa, una bonazza al top, un trito mix tra delitto e castigo, delirio visivo e orge di proiettili. Ma la solita solfa del poliziotto solitario cui hanno sterminato la famiglia (e pertanto legittimato a compiere qualsiasi nefandezza) finisce per diluirsi in una sceneggiatura (?) più esile di quella del videogame, in cui almeno l’attenzione viene tenuta desta dal desiderio di non farsi ammazzare al primo livello.

Continua a Leggere qui

Commenta con Facebook