Nasce su Internet Cinema e Videogiochi: Intervista a Marco Accordi Rickards ed Eliana Bentivegna

Postato Mar 18 2010 - 12:00am da ITG

Cinema e Videogiochi è un nuovo sito Internet, ma con una redazione notissima fra gli appassionati di Cinema e soprattutto di Videogiochi. Per conoscere insieme questa nuova realtà del web (già entrata nel network di ItaliaTopGames) abbiamo intervistato due amici di ITG, Marco Accordi Rickards (Direttore CVG) ed Eliana Bentivegna (Editor-in-Chief CVG). Ecco la nostra intervista!

Cominciamo con la domanda più canonica per un nuovo sito Internet: perchè Cinema e Videogiochi? Da quali motivazioni parte il vostro nuovo progetto?
Marco Accordi Rickards: CVG – Cinema e Videogiochi è il magazine online che avevamo in mente dal 2006 e che, da circa dieci giorni, è finalmente realtà. L’idea era di creare una nostra testata giornalistica che raccontasse i mondi che seguo da dieci anni: i videogiochi e il cinema. Come sapete, da giornalista, ho diretto molte testate videoludiche (da Cube a Game Pro, passando per tantissime altre) e anche una cinematografica (DVD.it Film Magazine): mi sembrava logico e giusto mettere tutta questa esperienza al servizio di una nuova realtà editoriale. Inoltre il cinema e i videogiochi sono media molto vicini e fortemente contaminati tra loro, quindi sembrava giusto trattare i due universi insieme, anche per sottolineare i momenti di contatto, sovrapposizione e derivazione.
Eliana Bentivegna: Come giornalista, nasco nel settore cinematografico, ma l’esperienza sul campo mi ha portato a studiare e conoscere sempre di più anche il Videogioco e l’industria dietro di esso. Dopo una laurea specialistica in editoria con tesi sulle riviste di videogiochi, il lavoro per Game Pro come inviata speciale e l’impegno in AIOMI, dove attualmente ricopro l’incarico di Segretario Generale, ho creduto fosse perfetto impegnarmi in un progetto che affronta pariteticamente il mondo del cinema e dei videogiochi. La sfida è dura ma essere a capo di una realtà come CVG è davvero esaltante! Spero di rivelarmi all’altezza del compito!

Sempre più siti di videogames parlano di cinema e viceversa. Qual è la specificità di CVG per cui i lettori dovrebbero venirvi a trovare costantemente?
Marco Accordi Rickards: Le ragioni, a mio avviso, sono molte. Innanzitutto su CVG scrivono molti redattori che hanno esperienza pluriennale sulla carta stampata, colleghi e amici davvero bravi che hanno condiviso con me tante avventure editoriali, a partire da Eliana Bentivegna e Guglielmo De Gregori, Editor-in-Chief e Deputy Editor. E altri ne arriveranno, credetemi. Ma ovviamente non è solo per seguire ‘Metalmark & friends’ che consiglio di leggere CVG. Abbiamo altre due peculiarità che non molti possono vantare: in primis siamo anche un programma televisivo, in onda ogni sabato alle 20:15 su Odeon TV; inoltre avremo anche un nostro festival, che debutterà quest’anno a Roma, a maggio. Il tema? Ma che domande! Sarà ovviamente il primo festival italiano dedicato a Cinema e Videogiochi!
Eliana Bentivegna: I marchi sono solo parole… come i nomi delle aziende… La differenza, ora e sempre, la fanno le persone, e dietro CVG ci sono tanti grandi professionisti che da tanti anni lavorano al top di questo settore. Lavorare con Marco è un onore e un piacere, e ogni giorno sento di crescere e imparare meglio questa professione. Sono certa che ai lettori arriverà la forza della nostra passione e della nostra serietà!

Siete on line da qualche settimana e già si parla molto di voi in rete. Ma quali soto i principali feedback che avete ricevuto sia in positivo (ed anche in negativo se li avete ricevuti)?
Marco Accordi Rickards: Siamo online da neanche due settimane, in realtà, e finora abbiamo ricevuto splendidi feedback… davvero un’ondata di entusiasmo che ha superato le nostre più rosee aspettative! Noi però restiamo con i piedi per terra e continuiamo a lavorare e costruire il futuro. Di novità se ne vedranno tante, ve lo assicuro.
Eliana Bentivegna: Abbiamo fondato un gruppo su Facebook che, in una settimana, ha raccolto 400 iscritti. Tutti sono molto contenti di CVG… forse c’era davvero bisogno di questa nuova testata!

Cinema e Videogiochi sono due "media" sempre più di confine e sempre più intenti ad influenzarsi reciprocamente. Cominciamo dal cinema: da Matrix in poi, l’estetica videoludica ha sempre di più influenzato un certo cinema di genere. Non pensate però che si stia anche esagerando in alcune pellicole a riguardo?
Marco Accordi Rickards: Sono perfettamente d’accordo con te. Il cinema (o almeno una gran parte di esso) sta perdendo consistenza alla continua ricerca di azione frenetica, effetti speciali e altri vuoti involucri che sempre più nascondono una drammatica mancanza di sostanza. Dove sono le sceneggiature, i dialoghi, i personaggi, l’introspezione? In molte grandi produzioni attuali non se ne trova traccia, e questo avvicina molti film al videogioco medio, che è sfortunatamente caratterizzato proprio da queste lacune dovute alla marcata tecnocrazia vigente nella game industry. Ai miei studenti, all’università, ricordo sempre come di un brutto film senza sceneggiatura, tutto azione idiota, venga detto che ‘sembra un videogioco’. Non bisogna scandalizzarsi, perché è vero. Semmai bisogna prendere atto della situazione e battersi perché le cose cambino. I segnali ci sono, ma il tema è caldo: CVG seguirà sempre con particolare attenzione i rapporti tra cinema e videogiochi e viceversa.
Eliana Bentivegna: La forza del grande cinema è proprio nella sua carica evocativa, e questo avviene grazie a storie credibili, bei dialoghi e personaggi ispirati. L’azione è un extra, non il centro di tutto. Se perdiamo questo, è la fine… vorrebbe dire che il cinema, invece di contagiare positivamente il videogioco, si sta facendo influenzare in negativo dalle uniche parti che non funzionano del medium videoludico.

Ed invece secondo voi qual è l’alchimia (se esiste) per produrre una buona pellicola tratta da un videogame? Vi do un aiutino: in primis non scegliere come regista Uwe Boll. E poi? 🙂
Marco Accordi Rickards: È già un ottimo inizio! Scherzi a parte, credo che trarre un buon film da un videogioco richieda tanti ingredienti da dosare nel giusto modo. Prima di tutto occorre individuare quale sia il cuore, l’essenza del videogioco da trasporre sul grande schermo. Una volta trovata questa coordinata, bisogna staccarsi dal resto del gioco e lavorare in modo originale e creativo, secondo le regole del grande cinema, per realizzare un film che sia degno di questo nome, che soddisfi gli appassionati del gioco restando fedele al concept base ma che al contempo sappia offrire loro nuovi contenuti declinati correttamente in conformità del medium filmico. Prince of Persia di Disney potrebbe rivelarsi il primo vero grande film tratto da una serie di videogiochi. Teniamo le dita incrociate, perché un precedente del genere libererebbe energie e potenzialità ora sopite in una specie di sonno criogenico. L’importante, ad ogni modo, è evitare quella che ho definito ‘la sindrome Lara Croft’: Tomb Raider nasce come riproposizione videoludica di Indiana Jones e, trasformando il tipo di azione e situazioni della nota saga di Lucas in gameplay, ottiene un successo pazzesco. Poi però viene pedissequamente riportato al cinema, dove ovviamente appare per quel che è: un bando clone senza arte né parte di Indiana Jones. Volete un esempio di Sindrome di Lara Croft? Max Payne. Il videogioco è la geniale riproposizione videoludica dei cliché del noir hard boiled cinematografico… il film tratto dal gioco, di conseguenza, sembra solo un banale e inutile noir di serie b.
Eliana Bentivegna: Il regista dovrebbe voler fare un buon film prima ancora di preoccuparsi di acchiappare i fan della serie videoludica di riferimento. Se manca il nucleo base di ogni buon film, il resto è tutto inutile. Pensate a Silent Hill: i setting e le creature erano fatti bene, ma la storia era piuttosto sciocca… il risultato? Il film non funzionava. E pensare che è uno dei migliori tratti da un videogioco!

Passiamo al lato videoludico. Ho la mia personale opinione che chi ha fatto i passi migliori del processo di ibridazione fra cinema e videogames sia stata Sony. Ho apprezzato moltissimo (tendenzialmente io ed un tizio di Cleveland ed un terzo di origine ignota perchè si vergogna a dirlo…) Heavenly Sword , Uncharted 2 ed Heavy Rain, esempi (se pur diversi) di contaminazione riuscita fra i due medium. Mentre tu Marco su CVG hai espresso molte perplessità sulla produzione firmata da David Cage. Anche in questo caso vi chiederei le vostre idee su come (e se) si possano incontrare favorevolmente cinema e videogames in modo interattivo.
Marco Accordi Rickards: Come è giusto che sia, la critica videoludica esprime opinione diverse e legittime sulle varie opere multimediali interattive. A mio parere, Heavenly Sword è un titolo mediocre di poco conto e Heavy Rain un lavoro sperimentale mal riuscito ma molto importante da studiare e analizzare. Uncharted 2, invece, lo considero un videogioco di grande qualità, anche a livello di approccio alla narrazione interattiva, che credo trovi però il suo apice attuale in Mass Effect 2 e, più in generale, nella scuola BioWare. Chiaramente, non esiste un unico modo corretto di approcciarsi alla ‘interactive storytelling’: la scuola Valve inaugurata con il seminale Half-Life è una delle più importanti risposte, ma anche la via apparentemente conservativa scelta da Hideo Kojima in Metal Gear Solid resta valida e di estremo impatto, tanto per fare un esempio. E non dimentichiamoci di come Infocom narrasse storie interattive attraverso ‘text-only adventures’, perché il suo modello, per il genere, non è ancora stato superato.
Eliana Bentivegna: Il cinema può essere una fonte di ispirazione per tutte le opere multimediali interattive di tipo narrativo. Il director si ispiri ai grandi registi cinematografici per migliorare le inquadrature, il ritmo e molti altri elementi. Anche per le sceneggiature occorrerebbe ispirarsi al cinema. L’importante (Heavy Rain insegna!) è non rinunciare al gameplay, altrimenti non parliamo più di videogiochi, non credete?

C’è una sezione su CVG ancora under costruction chiamata "CVG in TV". Volete darci qualche anticipazione a riguardo?
Marco Accordi Rickards: CVG è anche una trasmissione televisiva in onda su Odeon TV ogni sabato alle ore 20:15, quindi presto dal sito potrete vedere in streaming l’ultima puntata andata in onda in TV, nonché accedere a tutto l’archivio delle puntate precedenti. Il programma (già in onda, lo ricordo) è un esperimento unico in Italia che manda in onda in tv settimanalmente il meglio dei cinema e dei videogiochi ma con la competenza e il linguaggio della migliore stampa specializzata. Anticipazioni e recensioni di giochi appena usciti per non perdere nulla su grande e piccolo schermo. Il programma, condotto dalla bravissima e carinissima Giada Guida, è gestito a livello editoriale da Eliana e dalla redazione e si conclude con un mio videoeditoriale finale su un tema di interesse concernente il cinema, i videogiochi o le interferenze tra i due media. Inutile dire che ci piacerebbe molto ricevere opinioni e consigli sul programma TV: l’intenzione è infatti quella di migliorare sempre e fare tesoro delle critiche costruttive degli spettatori, che al momento sono circa 350.000 (dati Auditel).
Eliana Bentivegna: Siamo sempre di fretta e sempre in ritardo, inutile negarlo. Presto potrete seguire in streaming CGV (la trasmissione tv) anche dal nostro portale, ma le sorprese non finiranno qui. Ehm… se parlo oltre, temo che Marco possa uccidermi, quindi meglio chiudere qui!

Abbiamo trovato nella sezione "redazione" un bel team di persone, alcune anche molto note in ambito editoriale. Volete presentarci rapidamente la vostra squadra e pur essendo sul web esistono dinamiche "redazionali"?
Marco Accordi Rickards: Esistono eccome. CVG ha una redazione centrale a Roma e una presenza fissa a Milano nella persona di Eliana Bentivegna, Chief Editor del magazine. Inoltre abbiamo moltissimi bravi collaboratori dislocati sul territorio nazionale, come ogni buon network online. Eliana e Guglielmo, Deputy Editor di CVG nonché ex curatore della sezione Hype di Game Pro, in accordo con me, dettano quotidianamente la linea editoriale della testata,

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