Yooka Laylee: La Recensione

Postato Apr 18 2017 - 7:59pm da ITG

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Disponibile per Playstation 4 (la versione da noi testata), Xbox One, PC e Nintendo Switch, Yooka Laylee è nato tramite un riuscitissimo crowfunding su Kickstarter, probabilmente tra quelli maggior successo degli ultimi anni. La software house che ha realizzato il titolo poi prodotto da Team 17, si chiama Playtonic e al suo interno troviamo alcuni nomi del periodo d’oro di Rare, lo sviluppatore britannico che ha realizzato alcuni titoli cult come Banjo-Kazooie.

Playtonic per “pompare” Yooka Laylee (qui trovate tutte le recensioni italiane), lo ha definito l’erede spirituale proprio di BK ma in realtà il videogame omaggia tutto un periodo storico dei videogiochi e più in particolare dei platform andando a pescare citazioni da altri titoli “mitici” come Super Mario 64, ed i primi capitoli di Spyro e Jak & Daxter.

Per chi ancora non lo sapesse Yooka e Laylee sono i protagonisti del videogame, rispettivamente un camaleonte ed un pipistrello. Il loro dolce non far niente viene interrotto dai piani diabolici di Capital B, un losco figuro che vuole accaparrare tutti i libri del mondo e trasformarli in denaro. Come se non bastasse sotto sotto nasconde un piano ancora più malefico che il nostro dinamico duo deve fermare a tutti i costi.

La trama di Yooka Laylee non è sicuramente il punto forte del videogame. Non mancano battute più o meno metareferenziali ma il grosso problema è rappresentato dai dialoghi che invece di essere stati doppiati in un qualsiasi idioma comprensibile da un qualche essere umano, vengono recepiti con strani suoni gutturali incredibilmente fastidiosi. Per fortuna dopo le prime linee di dialoghe, le successive sono skippabili e non ci sono molti dubbi sul fatto che lo farete molto rapidamente.

Le cose vanno molto meglio sotto il profilo del gameplay, fedele alla tradizione dei titoli prima citati, e la struttura ludica proposta che invece strizza l’occhio a produzioni più recenti. Siamo infatti di fronte ad un titolo con un hub centrale in cui pian piano sbloccare i vari mondi senza una strada già predefinita ma da decidere in autonomia. I livelli si potranno anche riaffrontare per ottenere maggiori poteri speciali da acquistare da Sir Bliss, il nostro mercante di fiducia.

All’interno dei vari mondi di gioco sarà poi possibile affrontare sottogiochi diversissimi fra loro come gare di kart, picchiaduro stile Dynasty Warriors, platform 2D solo per citarne alcuni, che poi potremo anche rivivere a parte in multiplayer locale. Il level design quindi è di eccellente fattura mentre il gameplay è piacevolissimo, macchiato soltanto in talune situazioni da una gestione non sempre perfetta della telecamera.

La realizzazione tecnica non fa gridare al miracolo e le schede grafiche di console e PC non andranno certo in ebollizione ma l’estetica tra citazioni ed ispirazione ai classici del genere si fa decisamente amare sotto ogni punto di vista. Il frame rate rimane abbastanza stabile sui 30 fotogrammi al secondo.

Del sonoro, detto della negatività dei suoni gutturali per i dialoghi (saranno anche un omaggio al già citato Banjo-Kazooie ma veramente sono irritanti!), possiamo definire piacevoli le musiche di sottofondo ed in perfetta empatia con l’azione su schermo.

IN CONCLUSIONE
Yooka Laylee è un deciso omaggio ai platform di una volta, a cominciare dai titoli cult di Rare da cui parte del team che ha realizzato questo videogame proviene. Non è un prodotto esente da alcuni difetti ma se avete vissuto quel periodo storico (Nintendo 64, prima Playstation per intenderci) l’effetto nostalgia lo renderà veramente molto appetibile insieme ad una lunga serie di pregi che abbiamo elencato nei paragrafi precedenti.

VOTO: 8

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