Tethered – La Recensione per Playstation VR, PS4 e PC

Postato Apr 19 2017 - 11:24am da ITG

Inizialmente disponibile soltanto per Playstation VR (e questa recensione si basa sulla prova con caschetto alla testa), Tethered è ora giocabile anche su Playstation 4 “normale” e PC. Chi videogioca da un bel po’ di anni probabilmente ricorderà titoli come Popolous, Megalomania o Black & White. Tutti giochi in cui ci trovavamo nei panni di una divinità alle prese con il proprio creato.

Tethered porta così avanti questa prestigiosa tradizione che da qualche anno è stata in letargo. Nella produzione del team Secret Sorcery Towers tra le cui fila troviamo ex membri di Evolution Studios (quelli di Driveclub per intenderci…) vestiremo i panni di una divinità che dovrà riuscire dal tutorial fino al più difficile dei tredici livelli a gestire una popolazione di simpatici esseri bipedi e antropomorfi ma ben lungi dall’essere definibili come esseri umani e chiamati Peeps.

Come vuole la tradizione, i nostri “sudditi” dovranno pensare alla sussistenza (cibo), alla difesa (armi e caserma), all’estrazione di materie prime (legno, metalli) e saremo noi a dover fornire tutti i comandi. Oltre ai simpatici esserini potremo anche gestire le condizioni meteo come far piovere sulle verdure per farle crescere, far ghiacciare un fiume se i nostri esserini devono attraversarlo. Sarà comunque importante mantenere anche alto il mortale delle nostre creature che altrimenti giù di morale, si toglieranno la vita con l’impossibilità di completare il livello. Ecco quindi che sarà importante farli riposare e costruire ad esempio una bella locanda.

Tethered funziona molto bene in tutti i suoi aspetti e le possibilità di tracking dati da Playstation VR riescono a gestire la situazione per il meglio nonostante i tanti parametri e aspetti da prendere in considerazione. Unica nota stonata la mancanza dei salvataggi manuali sostituiti da checkpoint fissi che però in un titolo del genere possono rivelarsi insufficienti e portare ad una certa ripetitività nelle azioni.

Per quanto riguarda infine la realizzazione audivisiva, siamo di fronte ad un prodotto che di certo non surriscalderà le schede grafiche di PC e console ma la caratterizzazione estetica stile comics funziona molto bene e rende così il titolo decisamente gradevole alla vista.

Per l’audio,  Secret Sorcery Towers ha deciso di affidarsi all’autore Kenny Young, già noto in campo videoludico per quella perla chiamata Tearaway e qui propone dei motivi di accompagnamento perfettamente in sintonia con il tipo di interazione videoludica proposta.

IN CONCLUSIONE
Tethered riporta alla ribalta un genere come quello dei “God Games” da troppo tempo dimenticato e trascurato. Il videogame è stato ben congegnato, soprattutto se vissuto con Playstation VR e propone una sfida longeva e intrigante per chi ama questo tipo di interazioni videoludiche. Unico neo della produzione, l’assenza dei salvataggi manuali che ben si sarebbero prestati a questo tipo di esperienza gestionale. Un titolo non per tutti ma che per chi ha vissuto gli anni di Popolous e Megalomania avrà il quid in più rappresentato dall’effetto nostalgia.

VOTO: 8

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