Loot box: sono davvero gioco d’azzardo?

Postato Apr 20 2018 - 1:47pm da ITG

Sta facendo molto discutere la notizia della messa al bando di vari videogiochi in Olanda. E non stiamo parlando di titoli minori ma alcuni fra i videogames più giocati in ogni angolo del nome. Stiamo infatti parlando di autentici besteller come FIFA 18, Rocket League, PlayerUnknown’s Battlegrounds e DOTA 2. La ragione? La presenza di loot box e la possibilità di rivendere gli “item” che si trovano al loro interno li fanno considerare dalle autorità competenti veri e propri giochi d’azzardo senza però avere la giusta regolamentazione in merito.

Ma davvero si può parlare di gioco d’azzardo in questo caso? I giocatori di Fifa Ultimate Team e degli altri giochi citati nel paragrafo precedente dunque possono essere paragonabili ad esempio a chi decide di provare Spintastic Casinò ed i suoi famosi e apprezzatissimi codici promo in cui sono sempre disponibili bonus di benvenuto per invitare nuovi giocatori a tentare la fortuna e dove addirittura, pochi altri casino AAMS lo fanno a dirla tutta, si arriva ad un bonus di 500 euro per il primo deposito e fino a 200 giri gratis proprio per invogliare il giocatore ad iniziare e provare le possibilità offerte dal portale specializzato in gambling online?

Le motivazioni della commissione olandese per il gioco d’azzardo per la messa al bando dei titoli già citati, hanno parlato di videogiochi in cui “all’apertura di una cassa, suoni ed effetti grafici invogliano i giocatori a ritentare la fortuna tanto che questi giochi sono progettati come giochi d’azzardo e illudono i giocatori di aver quasi ottenuto un premio.”

Difficile esprimersi sull’argomento anche perché bisognerebbe conoscere al meglio la legislazione olandese a riguardo del gioco d’azzardo. Di certo però c’è un aspetto che tutti gli appassionati di videogiochi non possono non notare soprattutto se hanno questa passione da molti anni.

Nell’arco di pochissimi anni il mondo dei videogiochi è cambiato notevolmente. Se prima si acquistava un videogame e la storia finiva lì, oggi spesso i giochi, soprattutto su dispositivi mobile spesso vengono anche regalati, non perché le software house vogliano fare beneficenza, tutt’altro ma perché poi riescono a guadagnare molto di più dagli acquisti che gli utenti fanno all’interno del negozio presente nella app tramite le microtransazioni.

E poco importa se si tratta di potenziamenti che trasformano il gioco da free-to-play a pay-to-win o se invece si tratta soltanto di modifiche estetiche e visive: l’importante per le software house è fare grossi profitti ed alcuni titoli tra cui Fornite, stanno generando centinaia di milioni di dollari al suo produttore, Epic Games, proprio con questa formula.

Tornando al gioco d’azzardo, nel campo degli eSports e del multiplayer competitivo, sono sempre di più i portali specializzati in scommesse sportivi che oltre agli eventi “reali”, propongono agli utenti di scommettere proprio sui videogames e nelle competizioni sia in sfida a singolo o in squadra, cosa semplicemente impensabile soltanto qualche anno fa.

Le loot box sembrano poi un problema ricorrente per Electronic Arts, uno dei più grandi publisher al mondo nel campo dei videogiochi. Prima del divieto olandese per Fifa 18, EA ha dovuto affrontare un mare di polemiche per la presenza delle “casse” con i potenziamenti presenti in Star Wars Battlefront 2, sequel del giocatissimo videogame pensato per il multiplayer online ambientato nell’universo immaginifico creato da George Lucas ed ora nelle mani della Walt Disney.

Tante furono le polemiche, in particolare da parte dei fan di Star Wars con la realizzazione di petizioni online e simili, che Electronic Arts e lo studio svedese Dice, il team di sviluppo che ha realizzato il videogame, dopo il lancio decisero repentinamente di eliminare le odiate loot box anche per la minaccia di alcuni stati europei di indagare sulla faccenda, cosa che poi con l’Olanda si è avverata se pur per altri titoli.

Siamo quasi certi comunque che la questione loot box probabilmente verrà presa in esame anche da altri paesi e che la questione è decisamente ben lungi dall’essere chiusa. Ovviamente da queste pagine noi cercheremo di aggiornarvi costantemente su tutte le novità in merito.

 

 

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