Non avevamo dubbi: il dramma del terremoto in Emilia Romagna ha avuto subito un effetto anche sul costo della benzina. Immediato aumento di due centesimi, ennesima accisa su carburante. Un motivo in più per aderire allo sciopero dell’Aci del prossimo 6 Giugno. Per 24 ore non andiamo a fare carburante. Abbiamo anche creato un evento su Facebook in merito. Partecipate e invitate i vostri amici!
In tanti non condividono tale protesta. Ma prima di decidere sentite cosa ha da dire Angelo Sticchi Damiani, Presidente dell’Aci “Gli automobilisti non faranno rifornimento il 6 giugno per dire coralmente basta agli aumenti dei prezzi alla pompa, saliti di oltre il 20% in un anno. Il problema sta nelle troppe accise, che continuano a rappresentare la forma di tassazione preferita dallo Stato perché immediata, ineludibile e senza costi gestionali per l’Erario. L’attuale pressione fiscale sui veicoli è ormai insostenibile e ha scatenato una raffica di aumenti: una famiglia spenderà per l’auto nel 2012 1.680 euro in carburante, ai quali vanno aggiunti 715 euro per l’assicurazione, 270 euro per la manutenzione, 220 euro per parcheggi e garage, 190 euro per pedaggi, 120 euro per le multe e un insieme di altri costi per un totale complessivo di oltre 3.500 euro a fronte dei 3.278 euro del 2011. Negli Stati Uniti, ricorda l’Aci, un’analoga iniziativa generò nel 1997 una riduzione del costo della benzina fino a 30 centesimi di dollaro in 24 ore. Un risultato difficilmente replicabile oggi ma che comunque dimostra l’efficacia di una risposta corale degli automobilisti contro l’eccessivo carico fiscale sui carburanti.”
In qualche modo bisogna pur iniziare a far sentire la propria voce o si vuole sempre accettare tutto passivamente???
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