Un viaggio nella storia e nella cultura popolare giapponese che parte dai karakuri, gli ingegnosi automi creati dagli artigiani in epoca Tokugawa (1603-1868) e che arriva agli anni Settanta analizzando la ricca e caleidoscopica produzione giapponese di manga e anime a tema robotico che ha preceduto l’avvento dei più celebri Mazinga e Goldrake.
Se tra le luci sfavillanti di Akihabara, il quartiere di Tōkyō noto per essere un vero e proprio supermercato dell’elettronica, è possibile non solo trovare qualsiasi tipo di gadget ultra tecnologico, tra cui anche robot giocattolo realizzati con grande cura dei dettagli, è altrettanto vero che bastano pochi passi per imbattersi in antichi templi, retaggio di un passato glorioso che convive, in maniera più o meno armonica, con la modernità e i suoi nuovi riti.
Una dicotomia questa che si ritrova, non a caso, anche nei fumetti e nei disegni animati dove gli elementi della storia e della tradizione si sposano, in maniera quasi sempre del tutto naturale, con la modernità e il futuro immaginato dalla fervida mente degli autori di manga e anime.
Se questo vale in generale, vale ancora di più in particolare per i fumetti e i disegni animati aventi come protagonisti dei robot che risultano essere un vero e proprio compendio tra passato, presente e futuro, avveniristici giganti di acciaio che tradiscono, in maniera evidente, il retaggio di una cultura più antica e pregna di simboli, con richiami neppure troppo velati alla tradizione marziale:
Raccontare la storia dei robot giapponesi significa intraprendere un lungo viaggio tra realtà e fantasia che, dai primi automi creati da abili artigiani in epoca Tokugawa (1603-1868), arriva alla più moderna produzione di manga, anime e serie tv, in un florilegio di idee e protagonisti che hanno segnato un’epoca e l’immaginario fantastico di più di una generazione.
Da Tetsuwan Atom a Tetsujin 28, da Eight Man ai Cyborg 009, da Astroganga a Doraemon, la fantasia degli autori giapponesi ha dato vita a una lunga serie di personaggi che hanno accompagnato tutta la storia del Giappone moderno gettando le basi per una produzione che, a partire dagli anni Settanta, ha subito un incremento esponenziale con la creazione di numerose serie che hanno trovato nel mercato europeo il loro Eldorado.
Prima dei più noti Mazinga, Goldrake e Jeeg, dunque, ci sono molti altri robot, spesso famosi e talvolta sconosciuti, che hanno conquistato il grande pubblico. Questa è la loro storia.
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