In origine fu Shen Mue, titolo sviluppato da Sega per il caro vecchio Dreamcast nell’oramai lontanissimo 1999. Quel titolo fu amatissimo dal pubblico, nonostante la (o forse proprio grazie alla) sua natura particolare che lo rendeva più simile ad un passatempo che ad un videogioco vero e proprio.
Grazie al successo ottenuto, Sega sviluppò un seguito; la saga di Yakuza prese spunto proprio dal gameplay e dall’impostazione di Shen Mue per raccontare però una nuova storia con nuovi protagonisti. Il titolo ebbe così successo che a distanza di 19 anni dal suo “antenato”, siamo qui parlarvi del sesto capitolo della serie già disponibile nei negozi in esclusiva per Playstation 4.
Yakuza 6 (qui tutte le recensioni italiane) inizia tendenzialmente dove era finito il quinto capitolo con il nostro protagonista Kazuma Kiryu che rimarrà nelle patrie galere nipponiche per tre anni. Tutto risolto direte voi? Assolutamente no visto che la sua nipote d’azione finisce in coma per un incidente. Inizialmente la colpa sembra ricadere alla fatalità e all’azione criminale di un anonimo pirata della strada ma pian piano la verità verrà a galla e come di consueto dietro c’è una famiglia della Yakuza…
Da questo incipit parte una storia ricca di colpi di scena e tanti riferimenti ai capitoli precedenti della saga con la presenza anche di personaggi che i fan della saga ameranno rivedere. E poi c’è anche una guest star di elevatissimo valore come Takeshi Kitano.

Diciamolo subito: Yakuza 6 non è un titolo per tutti per un semplice motivo. Il gioco ha il parlato in giapponese ed i sottotitoli in inglese. Purtroppo niente italiano e questo aspetto ovviamente precluderà la piacevolezza dell’esperienza narrativa proposta a chi non abbia una certa dimestichezza con l’idioma anglossassone.
Detto questo, la struttura ludica di Yakuza 6 non si discosta dai titoli precedenti. Torneremo dunque in un open world dalle dimensioni ridotte rispetto agli standard attuali ma dove saranno tantissime le attività extra da fare tramite vari minigiochi, il karaoke, missioni secondarie ed una side quest molto ampia con struttura simil strategica e dei boss nuovamente special guest visto che sono lottatori della New Japan Pro-Wrestling. Non mancano neppure veri e propri coin-op firmati SEGA con cui giocare tutto il tempo che vorremo. Qualche nome? Super Hang-On, Out Run, Space Harrier,Fantasy Zone, Puyo Puyo, Virtua Fighter 5: Final Showdown. Questi ultimi si possono anche giocare in compagnia di un amico ma solo in locale. Niente online dunque.

I fan di Yakuza sanno che oltre ai momenti di combattimento e a tutte le attività extra già indicate, c’è anche l’angolo “hot” con le hostess dei night club e le chat dove ad attendervi ci saranno giovani supermaggiorate giapponesi ovviamente gestite dall’intelligenza artificiale.
Yakuza 6 è il primo capitolo della serie nativo di Playstation 4. Sotto vari punti di vista, la realizzazione tecnica è pregevole, in particolare per gli effetti luce ed il dettaglio generale. Peccato per la presenza di un aliasing veramente al di fuori degli standard attuali, una risoluzione che su PS4 “standard” non va oltre i 900p e presenta anche qualche rallentamento nelle fasi più concitate.
IN CONCLUSIONE
Yakuza 6 segna il debutto nativo della serie su Playstation 4 e sotto tanti punti di vista, la produzione di SEGA riesce a far un importante boost di prestazioni. Qualche limatura, anche profonda, deve ancora essere fatta in alcuni aspetti, ma The Song of Life è una esperienza così ricca di elementi narrativi, di cose da fare più o meno canoniche da consigliare senza esitazioni. Un titolo certamente non per tutti, sia per la sua essenza profondamente nipponica e sia per la totale assenza della localizzazione in italiano. In ogni caso la demo potrebbe risultarvi utile per capire se possa fare o meno al caso vostro.
VOTO: 8.5
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