Disponibile per Playstation 4 (la versione da noi testata), Xbox One e PC, Immortal: Unchained già prima della sua uscita è stato ribattezzato Dark Souls con le pistole. Effettivamente la debuttante software house svedese Toadman Interactive non ha fatto nulla per nascondere le influenze da cui ha preso spunto per realizzare il suo primo progetto.
Un universo sci-fi inizialmente convincente ed intrigante ma poi troppo poco caratterizzato, è il modo per differenziarsi da un titolo che ha fatto scuola nel senso letterale del termine e da cui poi riprende tutto o quanto meno ci prova nel portare avanti la tradizione concettuale dell’hardcore action-RPG.
Immortal: Unchained è infatti un titolo molto difficile, davvero frustrante che richiede dosi di pazienza ai livelli mostruosamente alti. Il guaio però che a differenza del suo “mentore” non raggiunge le stesse vette qualitative con un level design a volte confusionario ed una difficoltà che si basa tutta sul numero incredibilmente elevato dei nemici e non sulla qualità degli algoritmi dell’intelligenza artificiale.
Anche il combat system non è certo così raffinato, portandoci a conti fatti ad eliminare tutti i nemici alla spalle quanto meno potendo scegliere su un arsenale di armi piuttosto grande e degno di produzioni da tripla A.

Lo stesso può dirsi per la grafica che cerca di mantenere una certa fluidità riuscendoci quasi del tutto ma non riuscendo poi a nascondere in modo convincente le carenze di una produzione low budget che va ad inficiare in tutti i parametri con cui valutare l’appeal visivo di un videogame (ombre, texture, modelli poligonali, effetti luce) e lo stesso può dirsi per un sonoro non orrendo ma sicuramente anonimo.
Un plauso va fatto però per l’alta longevità del titolo che difficilmente riuscirete a concludere prima di 30 ore e se sarete riusciti ad avere la tanta pazienza richiesta, elemento davvero necessario per arrivare fino in fondo nell’esperienza di gioco proposta da Immortal: Unchained.

IN CONCLUSIONE
Ben lungi dall’essere un capolavoro, Immortal: Unchained porta in un universo fantascientifico sci-fi le dinamiche ludiche create da quel titolo, lui sì davvero immortale, Dark Souls. Si possono apprezzare le buone intenzioni ma d’altra parte i limiti di questa produzione sono anche piuttosto evidenti. Comunque qualche buona idea c’è, così come una buona longevità ma per apprezzarlo dovrete davvero avere tanta, tanta, tanta pazienza. Giocatore avvisato…
VOTO: 6
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