Dopo Oddworld Stranger’s Wrath HD, su Nintendo Switch arriva un altro capitolo della serie creata da Sherry McKenna e Lorne Lanning:  Oddworld Munch’s Oddysse.

Il titolo si porta sul groppone quasi due decenni visto che la sua prima uscita risale in esclusiva sulla primissima Xbox, nell’oramai lontanissimo 2001. Ma, anticipando le conclusioni, questo porting prodotto da Microids ha ancora il suo perché per un sacco di buoni motivi.

Ambientato in un mondo fantascientifico molto crudo e con forti accenti politici, il gioco si muove sulle coordinate del platform 3D con alcuni elementi caratteristici. In primis la presenza di due co-protagonisti: da una parte il Gabbit di nome Munch. Il nostro mezzo alter ego è stato rapito da scienziati senza cuore che gli  impiantano un dispositivo alieno nel cranio per cacciare altre creature destinate alla sperimentazione.

Dall’altra Abe, che vuole salvare a tutti i costi, i suoi amici Mudokon. Chi ha già giocato alla versione originale o ad uno degli altri porting, sa bene che possibile “switchare” da Munch e Abe a seconda della situazione e di alcune delle loro caratteristiche uniche. Utilizzando speciali poteri psichici, potenziamenti fantastici e altre abilità speciali, Abe e Munch avranno la loro vendetta sui Vykkers Labs e cercheranno di recuperare le ultime uova di gabbit su Oddworld, recuperandole dalle lattine di Gabbiar, sorta di “caviale” già pronto per essere venduto.

A distanza di quasi vent’anni, Oddworld Munch’s Oddysee presenta un level design ancora da lodare in modo convinto anche per via delle sue zone esclusive raggiungibili da un personaggio o dall’altro. Da un punto di vista del gameplay, fasi tipicamente platform sono arricchite dalla risoluzione di enigmi, esplorazione e la gestione di alcuni nostri alleati a cui dovremo impartire vari ordine per la prosecuzione della nostra avventura per un mix decisamente convincente a tutt’oggi.

Dal punto di vista del porting su Nintendo Switch, dobbiamo subito dire che lo abbiamo apprezzato maggiormente in modalità portatile piuttosto che collegato al televisore visto che in questo modo la risoluzione non certo elevatissima delle texture si nota meno per quanto sia ben realizzata la rimasterizzazione in alta definizione. Rimangono poi certi difetti storici del gioco come la telecamera che a volte non risulta così puntuale rispetto a quanto accade su schermo.

IN CONCLUSIONE

Per quanto Oddworld Munch’s Oddysee soffra alla lunga di una certa ripetitività, a distanza di quasi venti anni dalla sua uscita originale su Xbox, risulta ancora oggi, con tutti i limiti tecnici innegabili, un platform originale e convincente che ci sentiamo di consigliare sia ai vecchi fan di questa particolarissima saga, sia a chi è alla ricerca di qualcosa di differente del solito da ricercare nel passato più o meno prossimo della storia del gaming.

VOTO: 7