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La dipartita di Itagaki dal Team Ninja si è fatta decisamente sentire, soprattutto se si prendono in considerazioni titoli come Ninja Gaiden 3 e l’ultimo Metroid: le nuove produzioni non sono riuscite a convincere infatti né critica né tanto meno il pubblico. Chissà però che non Dead or Alive 5 le cose non siano andate diversamente, o che almeno quest’ultima uscita sia riuscita a mantenere intatti punti di forza della serie, cosa che non è riuscito al buon vecchio Ayabusa…

C’è una domanda che serpeggia nella mente di ogni appassionato di picchiaduro che si rispetti ed è: perchè in questo genere di giochi gli sviluppatori non si degnano mai di inserire una storia lunga ed approfondita limitandosi a brevissime cut-scene che servono giusto a presentare i personaggi?

Bene, è proprio dalla volontà di dar risposta a questa domanda che Team Ninja deve aver preso le mosse, tanto che possiamo dire senza timore di smentita che Dead or Alive 5 presenta uno Story Mode unico nel suo genere, con una trama quantitativamente ricchissima e che coinvolge praticamente tutti i personaggi. Abbiamo scritto “quantitativamente”, perché dal punto di vista della qualità c’è da fare tutto un altro discorso, visto che siamo di fronte ad un insieme di situazioni bizzarre ed a a tratti imbarazzanti per quanto ridicole…

Come i capitoli precedenti, anche Dead or Alive 5 è basato su un meccanismo del tipo forbice, carta sasso, vale a dire che le contromosse vincono sui colpi, le proiezioni vincono sulle contromosse e i colpi vincono sulle proiezioni. Ma questo triangolo, che in passato era fortemente squilibrato a causa dell’estrema semplicità con cui venivano eseguite le counter (e per la loro letalità), adesso è stato rivisto e il tutto appare ben bilanciato, grazie anche all’introduzione di counter direzionali specifiche legate ai quattro diversi tipi di attacco.

Ottima poi l’introduzione di del Power Blow (colpo molto lento ed efficace da utilizzare quando la propria barra dell’energia è sotto il 50%) e dello scoppio critico (che manda l’avversario in stordimento critico), in grado di dare maggior spessore al gameplay.

Dal punto di vista tecnico i programmatori hanno svolto un lavoro a dir poco egregio, a partire dalla realizzazione dei lottatori, pieni de dettagli e di effetti come sudore e sporcizia resa ottimamente. Degne di nota sono anche le animazioni, che ormai rasentano la perfezione e danno la sensazione di assistere a combattimenti tra lottatori veri; anche le arene si presentano in ottima forma, varie, ispirate e dislocate su diversi livelli. Più che buono il sonoro, con musiche ritmate che accompagnano al meglio la violenza degli scontri; al solito invece nella sufficienza il doppiaggio, con molti alti e bassi a seconda del personaggio.

IN CONCLUSIONE
Nonostante ci siamo avvicinati a Dead or Alive 5 in maniera pregiudizievole (a causa della qualità delle ultime uscite targate Team Ninja), dobbiamo ammettere, con un certo sollievo, che il titolo sorprende per qualità e per l’introduzione di nuovi elementi di spessore. Anzitutto la trama, in assoluto la più lunga e degna di questo nome di tutta la storia dei picchiaduro, per quanto caratterizzata da una sceneggiatura a tratti ridicola. Poi il bilanciamento del sistema di combattimento, grazie anche all’introduzione di Power Blows e scoppio critico, nonché un netto miglioramento del comparto video. Insomma, se anche non possiamo affermare che sia il miglior picchiaduro in circolazione, di certo Dead or Alive 5 è un ottimo gioco e il miglior capitolo dell’intera serie.

GLAMOUR 8
GRAFICA 9
SONORO 8.2
GAMEPLAY 8.8
LONGEVITA’ 8.4




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