Deathloop Recensione del titolo di Arkane e Bethesda arrivato in esclusiva su Playstation 5 (la versione da noi testata) e PC dallo scorso 14 settembre. Prima di parlarvi del videogame, vi ricordiamo che nella nostra scheda del gioco, trovate tutti i voti e link delle recensioni di Deathloop dei principali siti italiani di videogiochi.
Nonostante i trailer e gli approfondimenti letti in questi mesi ci avessero messi sull’avviso, lo start di Deathloop è comunque sorprendente. Ci ritroviamo sulla spiaggia di un’isola, senza memoria e da lì comincia la nostra esperienza interattiva. Di seguito i nostri primi 30 minuti filmati mentre giocavamo sulla console next generation di casa Sony.
Se avete visto il filmato qui sopra, avrete fatto la conoscenza di Colt, il nostro alter ego digitale, un personaggio sangugno dallo spiccato gusto del turpiloquio ma, anche grazie ad un doppiaggio in italiano di pregevole caratura e che dovrebbe far scuola, che ci fa sentire davvero nei suoi panni e nei problemi in cui si trova davvero fino al collo ed oltre.
Colt infatti è su un’isola dove vive un loop temporale di 24 ore che ricomincia sempre da capo. Per uscire da questo vortice cronologico paradossale, deve eliminare otto “visionari“, le figure che amano questa situazione contro natura: solo con la loro scomparsa nell’arco della stessa giornata, il giorno che si ripete all’infinito potrà concludersi. Altrimenti si ricomincia, con più informazioni della volta scorsa, in un crescendo di colpi di scena e misteri che difficilmente non incuriosirà alla follia il giocatore.
Chi conosce Arkane, sa bene che questo team di sviluppo ha sempre messo nelle sue produzioni una forte impronta autoriale e con Deathloop si sono spinti ancora oltre. In questo caso siamo di fronte ad un vero e proprio azzardo per una produzione “tripla A” next generation dove alla chiara componente shooter, si uniscono elementi puzzle-investigativi, dinamiche roguelite oltre che componenti stealth (a volte necessarie) ed action – platform.
Deathloop Recensione. Il gioco trasuda di stile sotto ogni punto di vista: detto dei dialoghi, lo stesso può dirsi per la colonna sonora, così come per l’estetica e la complessità dell’universo immaginifico creato. A volte si eccede pure in spiegazioni testuali troppo prolisse, ma indubbiamente creare un nuovo brand dal nulla senza eccedere in richiami troppo espliciti ad altri masterpiece, è tutt’altro che facile.

Non è detto che Deathloop possa piacere a tutti proprio per il suo essere sotto vari aspetti unico ma non gli si può non riconoscere tanti meriti oggettivi difficilmente riscontrabili tutti assieme in una sola esperienza di gioco. Il sistema di potenziamento progressivo del nostro personaggio è straordinario e ci dà modo di assimilare poteri che cambiano le carte in regola nei rapporti di forza con i nostri avversari e che si rivelano essenziali per realizzare il “loop perfetto”.
E a proposito di avversari, non potremmo non citare in questa recensione Julianna, la nostra “ex amica” (così ci viene detto nelle primissime ore di gioco…) che diviene il nostro più temibile avversario, l’unica che si mette in contatto con Colt e che parla attraverso lo speaker interno del DualSense. Non solo è splendidamente caratterizzata nei dialoghi e nell’estetica, ma riveste anche un ruolo fondamentale nella componente multiplayer del gioco.

Avete capito bene: potremo incontrare Julianna mossa da un giocatore online oppure impersonare noi stessi il suo ruolo ed intrufolarci nel loop di qualche altro gamer e provare cosa significhi stare dall’altra parte. E’ opportuno segnalare comunque che potrete selezionare o rimuovere questa possibilità nel vostro loop a vostro completo piacimento.
Per quanto riguarda la realizzazione visiva, Deathloop consente di scegliere fra tre opzioni: una che punta ai 60 fotogrammi al secondo sacrificando risoluzione e altri dettagli visivi, un’altra tendi sempre ai 60 fps ma con qualche abbassamento pur di mantenere la qualità visiva ed infine una modalità che dimezza il numero di frame ma introduce anche il ray-tracing. Dopo aver provato tutte e tre ci sentiamo di consigliare o quella votata al frame rate (meno bella ma fluidissima) o quella con il ray-tracing se preferite sacrificare la fluidità ma volete il top da un punto di vista dell’immagine.

Deathloop ha molti elementi decisamente “next gen” tanto che il titolo è disponibile solo su Playstation 5 e PC (tra un anno circa dovrebbe arrivare su console Xbox) ma è soprattutto nel suo stile e nella sua estetica a conoscere le sue maggiori eccellenze. L’unicità viene messa in scena sia dalla grafica che dal sonoro, quest’ultimo di incredibile valore anche dal punto di vista musicale ed incredibilmente dinamico rispetto all’azione su schermo.
Ultime considerazioni infine per il DualSense: se dello speaker interno vi abbiamo già detto, non possiamo non elogiare la qualità del feedback aptico che sottolinea ogni nostro passo ed anche i momenti in cui la nostra arma si inceppa e ci sentiamo davvero sfiduciati nei confronti della nostra permanenza in quel loop. Eccellenti anche i grilletti adattivi, capaci di reagire sempre diversamente a seconda della bocca da fuoco utilizzata.

Deathloop Recensione – IN CONCLUSIONE
Deathloop è stato un bell’azzardo da parte di Arkane. Un titolo “tripla A” comunque sperimentale sotto vari punti di vista, con un suo “mood” caratteristico e netto che potrebbe non piacere a tutti. Detto questo e non nascondendo anche alcuni limiti della produzione in precedenza esposti, la produzione di Bethesda ha stile da vendere sotto ogni punto di vista ed esalta letteralmente in alcuni frangenti anche grazie ad un utilizzo eccellente del DualSense sotto ogni versante: feedback aptico, grilletti adattivi e speaker interno. La ciliegina sulla torta è rappresentata da una localizzazione in italiano di pregevole caratura, aspetto tutt’altro che da sottovalutare visto che aiuta e di tanto ad entrare in empatia con il nostro alter ego Colt.
VOTO: 9
Deathloop Recensione Fine Articolo
