Cult of the Lamb Recensione. Il mondo dei videogiochi sta cambiando e diversificando le sue produzioni sempre di più. Nonostante queste premesse, immaginarsi di trovarsi di fronte ad un “simulatore di setta” o di culto se preferite è comunque qualcosa di davvero sorprendente.

L’opera di Massive Monster prodotta da Devolver Digital disponibile ad un prezzo molto basso (peccato soltanto per l’assenza di una localizzazione in italiano) per console Playstation (la versione da noi testata), Xbox, Nintendo Switch e PC propone una particolarissima “ibridazione” tra rogue lite e gestionale, riuscendo nell’arduo compito di proporci qualcosa di davvero innovativo e convincente, arricchito anche da uno storytelling fuori dagli schemi.

Di roguelite, CotL ha la componente combat per le crociate da compiere mentre di gestionale ha tutto il resto con l’importanza di tenere alta la fede degli adepti e non farli dubitare del loro “idolo”. Più avrete devoti e più vi adoreranno, più il culto potrà salire di livello e sbloccare nuovi poteri e costruzioni.

Ogni adepto avrà una barra di lealtà che potremo far aumentare facendogli regali, indottrinandoli o fargli fare missioni secondarie che sbloccheranno ulteriori elementi volti a far crescere la potenza della setta. Visto che però non si vive di sola fede, dovremo anche tenere sotto controllo il parametro della fame: i nostri adepti devono essere anche rifocillati altrimenti se non abbiamo abbastanza seguaci non potremo allargare il nostro quartier genere e proseguire nella storia.

Detto così CotL potrebbe sembrare un gioco complicato e difficile da gestire ma nell’esperienza diretta in realtà è tutto perfettamente calibrato e difficilmente abbiamo visto negli ultimi tempi un prodotto così sapientemente equilibrato. Ci sarebbero tante altre dinamiche da spiegare soprattutto sulla gestione del tempo nelle crociate ma se avete trovato interessante quello che avete letto fino ad oggi le potrete scoprire direttamente voi nell’esperienza in game.

Sotto il profilo audiovisivo, CotL è una produzione indie e quindi non ci sarà nulla che farà surriscaldare GPU e CPU di PC e console ma la caratterizzazione grafica è ai limiti del geniale così come la componente audio è di livello eccellente. Una perla insomma davvero sotto tutti i punti di vista. Una perla “indie” ovviamente, lontana dai canoni delle produzioni tripla A ma non per questo meno brillante e convincente.

Cult of the Lamb Recensione – IN CONCLUSIONE
Cult of the Lamb è indubbiamente una delle più grandi sorprese dell’anno, un particolarissimo incrocio fra gestionale e roguelite con uno “storytelling” davvero fuori dagli schemi e che lascia davvero sorpresi in più di una occasione. Una produzione indie indubbiamente che potrebbe non incontrare il gusto di tutto ma oggettivamente siamo di fronte ad una produzione straordinaria nel senso più letterale del termine. Occhio però all’assenza della localizzazione in italiano.

VOTO: 9