Payday 3 Recensione del terzo capitolo della serie nata nell’oramai lontano 2011, sviluppato da Starbreeze Studios e pubblicato da Deep Silver già disponibile su Playstation 5 (la versione da noi testata), Xbox Serie X (anche tramite abbonamento GamePass) e PC.
Chi ha giocato e completato il secondo capitolo della serie, sa bene che la banda di criminali, dopo un bel po’ di colpi gobbi finiti bene, aveva intenzione di ritirarsi dalle scene ma stavolta la missione sembra conoscere degli ostacoli più precisamente qualcuno di misterioso ma incredibilmente ben organizzato che gliela vuole far pagare per qualche motivo ugualmente non noto.
Con queste premesse Payday 3 ci porta nella città delle possibilità illimitate, la grande mela, New York. Dallas, Hoxton, Wolf, Chains insieme a Joy (ed una interessante new entry…) tornano dunque dalla “pensione” tra nuovi colpi (otto in totale almeno inizialmente) da mettere a segno e questa minaccia misteriosa che però fa paura anche a dei duri come loro…
Fatte le doverose premesse su narrazione e ambientazione, veniamo al gameplay di Payday 3 che si muove sostanzialmente sulle dinamiche dei predecessori. Siamo infatti di fronte ad un’esperienza in prima persona cooperativa on line dove 4 giocatori potranno provare a portare a casa il malloppo con tecniche “stealth” furtive. Se il piano A non va a buon fine niente paura: si scendono le maschere e si inizia a sparare all’impazzata fin quando non riusciamo a far nostro il bottino.
Rispetto ai capitoli precedenti ovviamente c’è qualche nuova dinamica come la liberazione di qualche ostaggio per ottenere secondi preziosi e ritardare l’intervento della polizia. Rivisto anche il metodo di potenziamento delle abilità e dell’equipaggiamento. Sostanzialmente in Payday 3 c’è da sbloccare tutto o quasi, completando varie sfide all’interno dei colpi. Inizialmente basta soltanto giocare e si completano in automatico, più andremo avanti e più gli obiettivi da completare si complicheranno pian piano. Qualsiasi tipo di progressione richiede qualcosa da fare e questo potrà piacere o meno a seconda delle proprie inclinazioni.
Per quanto riguarda infine la realizzazione audiovisiva, il gioco fa un netto passo avanti rispetto al suo predecessore ma di certo non può competere con i massimi rappresentanti da un punto di vista grafico del genere di appartenenza. Su PS5 tutto gira in modo molto fluido a 60 fotogrammi al secondo anche nelle situazioni più concitate (e non ne mancheranno nel corso dei colpi da mettere a segno) ma indubbiamente texture, effetti di illuminazione e dettagli non fanno gridare al miracolo. Discreto il sonoro sotto tutti i punti di vista e segnaliamo come il gioco sia stato localizzato in italiano tramite sottototitoli.

Payday 3 Recensione – IN CONCLUSIONE
Payday 3 si conferma come i precedenti capitoli, un titolo assolutamente coinvolgente e con tratti caratteristici, nonostante i tanti tentativi di imitazione da quando il primo capitolo è uscito oramai 12 anni fa. Una esperienza di gioco più di sostanza che di forma visto che soltanto l’aspetto grafico non è all’altezza di produzioni ben più blasonate. Se però amate un certo genere di cinema “action” ed i first person shooter a natura cooperativa, è indubbiamente un’esperienza da non perdere.
VOTO: 8
