Detective Pikachu Returns Recensione del nuovo videogame disponibile in esclusiva per la famiglia di console Nintendo Switch. Per chi ancora non lo sapesse, Pikachu è da sempre la mascotte dei Pokémon, una delle icone più popolari e di successo dell’intrattenimento al mondo.

Grazie alla sua popolarità, il simpatico roditore elettrico è riuscito a guadagnarsi un videogioco interamente a lui dedicato, uscito in Europa nel marzo del 2018 sul mitico Nintendo 3DS: Detective Pikachu, l’avventura investigativa che vedeva un Pikachu parlante e amante del caffè come protagonista. Successivamente arrivò anche il film Pokémon: Detective Pikachu uscito l’anno successivo e che fu un grande successo a livello mondiale.

A distanza di 5 anni dal primo videogame è giunto dunque il momento di un sequel per Switch che andiamo subito a conoscere più da vicino.

Detective Pikachu: il ritorno ripropone dunque la formula in salsa noir “soft” del suo predecessore aggiungendo ovviamente qualche elemento inedito anche grazie alla maggiore potenza disponibile su Switch rispetto che al 3DS. Ad esempio l’ambientazione di Ryme City, dove umani e Pokémon convivono in armonia, è decisamente più grande e variegata. Per esser chiari: non siamo di fronte ad un open world ma le differenze con il predecessore sono nette ed evidenti.

Qui il nostro piccolo grande investigatore dovrà dialogare con gli abitanti, investigare, porre domande e a volte sfruttare i poteri esclusivi di alcuni Pokemon che saranno indispensabili per raccogliere indizi, seguire le tracce disseminate nella città e attraversare gli scenari cavalcandoli. Nel mentre c’è anche tanto e sano umorismo ovviamente delicato e dolce…

Ma quale è la missione principale del gioco e dunque perchè c’è di nuovo bisogno che Pik metta il cappello da Sherlock Holmes? Svelare, al fianco del giovane Tim Goodman, i risvolti sulla scomparsa di Harry Goodman, partner di Pikachu e padre del suo nuovo compagno di investigazione. Il tutto avverrà all’interno di dinamiche in parte assimilabili ad una visual novel nipponica, in parte ad un’avventura grafica di stampo occidentale con in più ovviamente la “Pokémon Difference” ed anche un po’ di azione.

Dove indubbiamente Detective Pikachu non eccelle è sul fronte della realizzazione tecnica. Il fatto che il primo capitolo sia uscito su Nintendo 3DS è decisamente evidente e per quanto il team di sviluppo abbia migliorato ogni aspetto del predecessore, la sua natura originaria è piuttosto evidente. Reputiamo però che il target di riferimento principale del gioco, quello dei giovanni, non lo considereranno sostanzialmente un problema. Niente da dire invece sul sonoro sempre molto puntuale e pollice in alto per la cura con cui tutti i testi del gioco sono stati localizzati in italiano.

Detective Pikachu Returns Recensione – IN CONCLUSIONE
Detective Pikachu Returns merita una valutazione positiva per approcciare nuovamente l’universo dei Pokemon in modo alternativo ed intrigante pur facendo riferimento ad un target principalmente giovanissimo come la serie principale. Tanta tenerezza ed umorismo sui generis per una produzione indubbiamente lontana dalle migliori produzioni sul lato tecnico di Nintendo Switch ma reputiamo che i gamer a cui è destinata principalmente questa avventura non lo considereranno un problema. Tra l’altro il “mid price” con cui è stato commercializzato è un ulteriore plus da non sottovalutare.

VOTO: 8