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Haunted House Recensione del secondo remake (il primo uscì nel 2010 senza grande successo) del classico di Atari già disponibile su Windows PC, Nintendo Switch, Xbox One e Series X|S, PlayStation 4 & 5. Il nostro articolo del lavoro svolto dal team di Orbit Studio, si basa proprio sulla versione PS5.

Il titolo originale disponibile sul mitico Atari 2600 viene considerato a ragione il primissimo survival horror della storia dei videogiochi, Questo secondo remake è un’avventura 3D isometrica ambientata in una magione spettrale ricca di personaggi variegati. In omaggio al titolo originale, Haunted House premia l’approccio furtivo e la capacità di problem-solving, dando meno importanza ai combattimenti e proponendo anche dinamiche stealth e puzzle. Il tocco di modernità è dato dall’introduzione di elementi roguelite, con una disposizione delle stanze della magione che sarà diversa a ogni partita.

In Haunted House vestiamo i panni di Lyn Graves, nipote del leggendario cercatore di tesori Zachary Graves. Lyn visita la magione di suo zio con i suoi migliori amici solo per scoprire che è stata infestata da fantasmi e mostri che rapiranno immediatamente i suoi compagni di avventura. Per liberarli, Lyn dovrà recuperare i frammenti di un’urna magica e ricostruirla.

In uno scenario composto da stanze generate proceduralmente, pareti girevoli, nemici posizionati in luoghi imprevedibili e incontri spettrali, Lyn deve strisciare, sgattaiolare e correre, affrontando orde di spettri ed ectoplasmi per ritrovare i suoi amici e suo zio. Ciascun frammento dell’urna è sorvegliato da un boss terrificante e pertanto, ogni scontro richiederà di aguzzare l’ingegno. E se viene messa al tappeto da uno spettro, Lyn è spedita nuovamente all’ingresso della magione, con stanze e nemici disposti in modo casuale per una partita sempre diversa.

Haunted House è un gioco che convince sotto l’aspetto delle dinamiche ludiche proposte. Il livello di sfida è equilibrato e c’è un gusto non indifferente a potenziare il proprio personaggio, inizialmente molto “gracile” con aggiornamenti permanenti e riaffrontare nuovi schemi generati proceduralmente. Forse si poteva rendere meno macchinoso il sistema di controllo del nostro alter ego ma una volta che si comprendono quali sono le dinamiche (da comprendere soprattutto la componente stealth del gioco) si riuscirà ad ovviare il problema.

Dove invece c’è ben poco da fare è sulla realizzazione grafica di Haunted House. Va bene la visuale isometrica così come lo stile grafico adottato, ma c’è una eccessiva ripetizione degli elementi su schermo così come è piuttosto evidente la pochezza delle cutscene che invece avrebbero potuto dare un maggior rilievo all’atmosfera complessiva dell’esperienza che ci auguravamo potesse essere più cinematografica. L’accompagnamento musicale è discreto anche se tende a ripetersi leggermente troppo.

Haunted House Recensione – IN CONCLUSIONE
Haunted House riesce nell’intento di mantenere un “fil rouge” ideale con il titolo originale pur con dinamiche attuali grazie all’implementazione di elementi tipicamente roguelite. Il mix è perfettamente riuscito e non si può che premiare il lavoro svolto sul fronte del gameplay. Lo stesso non si può dire per la realizzazione tecnica, ben al di sotto degli standard di oggi (e anche di ieri…). Se comunque in un videogame tenete più in considerazione la sostanza più della forma, prendetelo assolutamente in considerazione.

VOTO: 7.5

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