Atelier Yumia The Alchemist of Memories & the Envisioned è il nuovo capitolo della serie Atelier che ha rappresentato per anni un angolo accogliente e rassicurante nel panorama videoludico giapponese. Con la sua formula incentrata sull’alchimia, la raccolta di materiali e la costruzione di relazioni tra i personaggi, ha saputo conquistare un pubblico affezionato in tutto il mondo.

I suoi ritmi rilassati, le storie spesso incentrate sulla crescita personale dei protagonisti e un sistema di crafting profondo ma accessibile hanno definito un genere a sé stante, allontanandosi dalle epiche battaglie e dalle trame intricate di molti altri JRPG. Ogni nuovo capitolo portava con sé una nuova alchimista, un nuovo mondo da esplorare (solitamente suddiviso in aree connesse) e una miriade di oggetti da sintetizzare. L’enfasi era posta sulla scoperta, sulla sperimentazione e sul piacere di vedere i propri sforzi concretizzarsi in potenti strumenti e pozioni.

Con “Atelier Yumia: The Alchemist of Memories & the Envisioned Land”, Gust e Koei Tecmo decidono di intraprendere un sentiero inesplorato, segnando un cambio di rotta significativo per la serie. Abbandonando la tradizionale struttura a zone interconnesse, il gioco si presenta come un vero e proprio open world, un’ambiziosa novità che prometteva di rivoluzionare l’esperienza Atelier. Disponibile su PlayStation 5 (versione da noi testata), PlayStation 4, Xbox Series X/S, Xbox One, Nintendo Switch e PC, “Atelier Yumia” si pone come un titolo potenzialmente in grado di attrarre sia i fan di lunga data che i nuovi giocatori incuriositi da questa inedita formula.

La prima cosa che salta all’occhio, una volta avviata l’avventura nei panni della giovane e talentuosa alchimista Yumia, è proprio l’immensità del mondo di gioco. La “Envisioned Land” si estende a perdita d’occhio, offrendo una libertà di esplorazione senza precedenti per la serie. Foreste rigogliose, montagne imponenti, villaggi pittoreschi e rovine antiche sono disseminate in questa vasta mappa, invitando il giocatore a perdersi nella ricerca di nuovi materiali alchemici e segreti nascosti. Questa transizione all’open world è senza dubbio l’elemento più distintivo di “Atelier Yumia” e rappresenta un’evoluzione coraggiosa che, almeno sulla carta, sembrava poter infondere nuova linfa vitale alla formula. La sensazione di poter vagare liberamente, imbattendosi in eventi casuali, missioni secondarie e punti di interesse, è indubbiamente appagante e dona al gioco un respiro molto più ampio rispetto ai suoi predecessori.

Tuttavia, questa libertà di esplorazione porta con sé anche alcune ombre. Se da un lato la vastità del mondo è impressionante, dall’altro si percepisce una certa mancanza di densità in alcune aree. A volte ci si ritrova a vagare per ampie zone relativamente vuote, con pochi elementi di interazione o materiali rari da scovare. Inoltre, sebbene la mappa sia vasta, le attività proposte non sempre riescono a riempire questo spazio in modo significativo. Le missioni secondarie, pur presenti, tendono a essere piuttosto semplici e ripetitive, spesso riducendosi a incarichi di raccolta o di sconfiggere un determinato numero di nemici.

Un altro aspetto che potrebbe non convincere appieno i fan storici della serie è la difficoltà eccessivamente tarata verso il basso. Tradizionalmente, i giochi Atelier offrivano una sfida equilibrata, con alcuni boss opzionali particolarmente ostici che richiedevano una preparazione accurata e un uso sapiente delle proprie abilità alchemiche. In “Atelier Yumia”, invece, anche affrontando i nemici più potenti, raramente si percepisce un vero senso di pericolo. I combattimenti risultano spesso fin troppo semplici, e anche le fasi di crafting, pur mantenendo la loro complessità intrinseca, non richiedono lo stesso livello di pianificazione strategica dei capitoli precedenti. Questa scelta potrebbe rendere il gioco più accessibile ai neofiti, ma rischia di deludere coloro che apprezzavano la componente strategica e la soddisfazione derivante dal superare sfide impegnative.

Fortunatamente, “Atelier Yumia” brilla sotto altri aspetti. Uno dei miglioramenti più evidenti rispetto alle produzioni precedenti della serie è senza dubbio il comparto tecnico. Graficamente, il gioco fa un notevole passo avanti, con modelli dei personaggi più dettagliati, ambientazioni più ricche e effetti visivi di buona qualità. La “Envisioned Land” è un piacere da esplorare, con una cura per i dettagli che rende il mondo di gioco più vivo e coinvolgente. Anche le animazioni, sia durante l’esplorazione che nei combattimenti, appaiono più fluide e naturali. Questo miglioramento tecnico contribuisce in modo significativo a rendere l’esperienza di gioco più immersiva e appagante, soprattutto su una console come PlayStation 5 che permette di sfruttare al meglio le potenzialità del motore grafico.

Tuttavia, non tutto è rose e fiori dal punto di vista tecnico. Un’assenza che si fa sentire, soprattutto per il pubblico italiano, è la mancanza di una localizzazione nella nostra lingua. I testi e i dialoghi sono disponibili unicamente in inglese e giapponese. Sebbene la conoscenza dell’inglese sia ormai diffusa, l’assenza dei sottotitoli in italiano rappresenta comunque una barriera per una parte del pubblico che potrebbe essere interessata al gioco. Considerando la quantità di dialoghi e la centralità della narrazione nella serie Atelier, questa mancanza è sicuramente un peccato e speriamo che possa essere colmata in futuro tramite un aggiornamento.

Atelier Yumia The Alchemist of Memories & the Envisioned Land Recensione – IN CONCLUSIONE

In conclusione, “Atelier Yumia: The Alchemist of Memories & the Envisioned Land” rappresenta un tentativo coraggioso di rinnovare la formula Atelier, introducendo l’ambiziosa novità dell’open world. Questo cambiamento porta con sé indubbi vantaggi, come una maggiore libertà di esplorazione e una sensazione di vastità del mondo di gioco. Tuttavia, alcune scelte di design, come la difficoltà eccessivamente bassa e una certa mancanza di densità in alcune aree della mappa, potrebbero non essere condivise da tutti i fan storici della serie. Nonostante ciò, il significativo miglioramento tecnico rispetto ai capitoli precedenti e la generale atmosfera rilassante e coinvolgente rendono “Atelier Yumia” un’esperienza piacevole e consigliabile. Per questi motivi, e pur riconoscendo alcune mancanze, il nostro voto finale è di 8 su 10. Il gioco segna un’evoluzione importante per la serie, aprendo nuove possibilità per il futuro, ma alcune decisioni potrebbero dividere la fanbase. Resta comunque un titolo meritevole di attenzione, soprattutto per chi è alla ricerca di un’esperienza di gioco rilassante e appagante, con un sistema di alchimia profondo e un mondo da scoprire.

Atelier Yumia The Alchemist of Memories & the Envisioned Land Recensione – VOTO: 8