Nel vasto panorama dei videogiochi indipendenti, ogni tanto spunta un titolo che, pur non essendo tecnicamente impeccabile o completo al lancio, riesce a far parlare di sé grazie a un’idea forte, a una visione particolare o semplicemente a una direzione artistica che colpisce nel segno. La Quimera è uno di questi casi. E anche se la stragrande maggioranza delle recensioni circolanti in rete tende a stroncarlo senza appello, noi di ItaliaTopGames ci sentiamo di andare controcorrente. Sì, La Quimera, attualmente disponibile soltanto su PC, è uscito troppo presto anche se soltanto in accesso anticipato. Sì, ci sono problemi evidenti, alcuni dei quali impattano pesantemente sull’esperienza di gioco. Ma c’è anche molto di più, e chi saprà andare oltre i difetti evidenti potrà scorgere il potenziale di un progetto che – se curato a dovere – potrebbe diventare una vera perla del genere FPS story-driven.
Fantascienza distopica in Sud America: una scelta vincente
Uno dei principali punti di forza di La Quimera è sicuramente l’ambientazione. Abituati da anni a scenari post-apocalittici tutti troppo simili, La Quimera sceglie coraggiosamente una via diversa: ci porta in un Sud America distopico, in cui la tecnologia e la decadenza convivono in un equilibrio precario. Questa scelta geografica e culturale non è solo estetica: permea l’intera struttura narrativa, i dialoghi, le architetture e perfino il sound design, conferendo al gioco una personalità ben definita, rara da trovare in produzioni simili.
La narrazione, pur semplice nei suoi snodi principali, è ricca di sottotesti e suggestioni. Non aspettatevi la classica epopea eroica, ma piuttosto un racconto crudo, a tratti visionario, che affronta temi come il controllo sociale, la manipolazione della memoria e la disumanizzazione tecnologica. L’approccio “story-driven” è evidente sin dalle prime battute, e anche se la scrittura non sempre brilla, è comunque funzionale e coinvolgente, soprattutto per chi ama le atmosfere alla Black Mirror o Deus Ex.
La Quimera: Un fascino visivo (quasi) sorprendente
Dal punto di vista tecnico, il gioco è un piccolo paradosso. Da un lato, i volti dei personaggi sembrano provenire da una generazione videoludica ormai passata, con animazioni rigide e texture poco rifinite. Dall’altro, gli effetti visivi, le luci dinamiche, i giochi di ombre e – soprattutto – gli scenari fanno davvero un figurone, restituendo spesso immagini suggestive e coinvolgenti.

Gli ambienti sono ben costruiti, coerenti con il contesto narrativo e ricchi di dettagli. Si percepisce la cura con cui il team di sviluppo ha cercato di dare vita a un mondo credibile e immersivo, fatto di rovine urbane, corridoi industriali, zone di guerra abbandonate e segreti nascosti tra i muri di edifici apparentemente innocui. Peccato che questo impianto visivo venga spesso vanificato da problemi tecnici non trascurabili, come cali di framerate, bug grafici e caricamenti troppo frequenti.
Gameplay: idee buone, ma ancora da raffinare
Sul fronte del gameplay, La Quimera mostra buone intuizioni, ma anche qui si sente il peso di uno sviluppo incompleto. La struttura è quella di uno sparatutto in prima persona con elementi narrativi marcati, e in alcune sezioni è possibile affrontare l’esperienza anche in modalità cooperativa, sebbene la feature sia ancora acerba. Le armi sono piuttosto classiche, ma funzionali, e il feeling degli scontri, pur non eccellente, è sufficiente per mantenere vivo l’interesse.
Il level design, per quanto breve e lineare, riesce in alcuni momenti a sorprendere con scelte intelligenti che valorizzano il ritmo e la tensione. Tuttavia, la brevità dell’avventura è un problema: al momento, La Quimera si può completare in poche ore, lasciando l’amaro in bocca non tanto per ciò che è stato raccontato, quanto per ciò che si intravede ma non viene mai esplorato.

Inoltre, la mancanza di una vera ottimizzazione penalizza l’esperienza anche per chi gioca su configurazioni hardware di buon livello. È evidente che il titolo non era pronto per il rilascio: errori di programmazione, sezioni instabili e alcuni crash occasionali compromettono un prodotto che, con qualche mese in più di sviluppo, avrebbe potuto ottenere un’accoglienza molto diversa.
Un futuro ancora possibile
Ed è proprio qui che si innesta il grande “però” della nostra recensione. Sì, La Quimera è stato lanciato troppo presto. È un dato di fatto. Ma altrettanto vero è che il gioco ha tutte le carte in regola per evolversi in qualcosa di molto interessante. Il fascino c’è, la direzione artistica pure, e la base narrativa è solida. Mancano solo tempo, risorse e – ci auguriamo – la volontà del team di sviluppo di continuare a credere nel progetto.
Negli ultimi anni abbiamo assistito a diversi casi di titoli lanciati in modo prematuro e poi rinati grazie a patch, aggiornamenti e contenuti aggiuntivi. No Man’s Sky, Cyberpunk 2077, Hello Neighbor 2 e tanti altri giochi hanno dimostrato che il “redemption arc” è possibile, e La Quimera ha tutte le potenzialità per seguirne l’esempio.
La Quimera: da tenere d’occhio, nonostante tutto
Per tutti questi motivi, non ci sentiamo di assegnare al momento un voto a La Quimera. Valutarlo adesso significherebbe ignorare il suo potenziale, schiacciandolo sotto il peso dei suoi difetti attuali. Il nostro consiglio, invece, è quello di seguirlo con attenzione nei prossimi mesi, attendere eventuali aggiornamenti e non perderlo di vista. Perché sotto la crosta ruvida di un gioco incompleto si nasconde un’esperienza che, se rifinita a dovere, potrebbe diventare una delle sorprese più affascinanti della scena indie contemporanea.
