Il ritorno di una storica saga come Fatal Fury non è mai un evento da prendere alla leggera. Con City of the Wolves, SNK ha scelto di riprendere le redini di una delle serie che ha fatto la storia dei picchiaduro 2D, cercando il giusto equilibrio tra nostalgia e innovazione. Disponibile su PC, PlayStation e Xbox, e testato per questa recensione su PC, il gioco si propone come un’esperienza accessibile ma profonda, pensata per appassionati di lunga data e per chi si avvicina per la prima volta al franchise. E per chi avesse bisogno di un ulteriore incentivo per provare il titolo, SNK ha calato un asso inaspettato: Cristiano Ronaldo come personaggio giocabile.

Un sistema di combattimento che premia tutti

Il cuore pulsante di qualsiasi picchiaduro è senza dubbio il sistema di combattimento, e Fatal Fury: City of the Wolves non delude. SNK ha progettato un gameplay tecnico, profondo, ma al tempo stesso accessibile, in grado di accogliere sia i veterani delle sale giochi anni ’90 che i nuovi arrivati. I controlli sono reattivi, e le combo risultano fluide senza essere opprimenti: ogni personaggio ha mosse uniche, ma anche strumenti universali come parate, counter e tecniche avanzate che richiedono pratica per essere padroneggiate.

In un’epoca in cui molti picchiaduro cercano di semplificare al massimo l’esperienza per renderla più accessibile, SNK sceglie un approccio intelligente: City of the Wolves è inclusivo senza essere banale. La curva di apprendimento è ben strutturata, con tutorial chiari, missioni di addestramento avanzate e una modalità prova mossa per ogni personaggio. Il risultato è un gioco che invita a migliorare, invece di punire chi sbaglia.

Contenuti online e offline: c’è sostanza

Dal punto di vista dei contenuti, Fatal Fury: City of the Wolves si difende bene. In modalità offline, oltre al classico arcade e al già citato training, troviamo una modalità storia ben scritta e doppiata, con interazioni tra i personaggi che aiutano a valorizzare il contesto narrativo del titolo. Ogni combattente ha un suo arco narrativo, anche se non tutti brillano allo stesso modo. In questo senso, la presenza di Cristiano Ronaldo come personaggio extra rappresenta un’eccezione interessante: la sua narrativa è volutamente sopra le righe, tra l’omaggio e il meme, ma riesce a inserirsi nel contesto del gioco senza stridere troppo. Da calciatore a combattente di strada, CR7 sorprende per un moveset che unisce mosse da arti marziali a colpi ispirati al suo stile sul campo: sì, c’è anche una “bicycle kick” devastante che può chiudere un round.

Per chi ama il gioco competitivo online, City of the Wolves offre matchmaking veloce, lobby personalizzabili e un netcode rollback che, almeno su PC, si è dimostrato molto solido anche in match intercontinentali. I filtri per livello e connessione aiutano a garantire un’esperienza equilibrata, e la modalità classificata incentiva a giocare con costanza grazie a ricompense stagionali e missioni giornaliere. Da segnalare anche l’aggiunta di eventi speciali e tornei sponsorizzati all’interno del gioco, una scelta che strizza l’occhio alla scena eSport indubbiamente.

Una presentazione artistica al passo coi tempi

Dal punto di vista visivo, City of the Wolves abbandona il pixel art classico della serie per adottare uno stile cel-shading 2.5D molto curato. I modelli dei personaggi sono ben realizzati, con effetti dinamici di luce e particellari che rendono ogni combattimento spettacolare. Gli stage sono vari e pieni di dettagli, anche se a volte soffrono di un certo riciclo artistico nei fondali.

Il comparto audio è un altro punto di forza: la colonna sonora fonde jazz, elettronica e rock in modo efficace, e ogni personaggio ha un tema riconoscibile che contribuisce a costruirne l’identità. Gli effetti sonori danno il giusto impatto agli scontri, mentre il doppiaggio — disponibile in giapponese e inglese — si mantiene su buoni livelli.

Un plauso va anche all’interfaccia, semplice da navigare e ben leggibile, sia con tastiera che con controller. Su PC, il gioco si comporta egregiamente, con prestazioni stabili anche su macchine di fascia media e una serie di opzioni grafiche che permettono una buona personalizzazione dell’esperienza.

Fatal Fury City of the Wolves Recensione – IN CONCLUSIONE

Fatal Fury: City of the Wolves è un ottimo esempio di come si possa rinnovare una serie storica senza tradirne le radici. Il gioco funziona a livello ludico, diverte, offre contenuti sia per il singolo che per il competitivo, ed è tecnicamente solido. L’aggiunta di Cristiano Ronaldo come ospite speciale è una mossa intelligente per attrarre visibilità, ma difficilmente basterà a catturare chi non è già appassionato del genere o della saga. Nonostante le sue qualità evidenti, City of the Wolves rimane un prodotto fortemente ancorato alla sua nicchia: chi ama i picchiaduro troverà pane per i suoi denti, ma il grande pubblico, quello attirato magari dalla semplice curiosità per CR7, potrebbe fermarsi a un primo approccio. In definitiva, SNK confeziona un picchiaduro di alta qualità, destinato a soddisfare i fan storici della saga e i combattenti digitali più esigenti, ma che probabilmente non riuscirà ad ampliare significativamente la propria base d’utenza. E forse va bene così.

Fatal Fury City of the Wolves Recensione – VOTO: 8.5