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Ci sono videogiochi che cercano di raccontare storie profonde, altri che puntano tutto sulla spettacolarità e poi c’è Dung Ho! – Pirates of the Veld. Un gioco nel quale il vostro principale obiettivo sarà… trasportare una gigantesca palla di sterco.

No, non avete letto male.

Il titolo sviluppato da Lesser Weevil disponibile su PC Steam, prende una delle attività meno glamour che si possano immaginare e la trasforma in un’avventura cooperativa basata sulla fisica, sul caos e su una quantità davvero sorprendente di situazioni comiche. La nuova versione Pirates of the Veld amplia inoltre l’esperienza con nuovi contenuti, nemici, percorsi e sfide, mantenendo intatta quella follia che rappresenta probabilmente il suo più grande punto di forza.

Scarabei, sterco e una missione importantissima

Partiamo dalla cosa più importante: chi interpreta il giocatore?

Degli scarabei stercorari.

E cosa devono fare?

Portare una gigantesca palla di sterco fino a casa.

Già questa frase dovrebbe essere sufficiente per capire che Dung Ho! non è esattamente il classico videogioco che capita tutti i giorni. Il titolo prende il comportamento reale degli scarabei stercorari e lo trasforma in una sorta di documentario naturalistico completamente impazzito, nel quale fino a sei giocatori devono collaborare per spingere il prezioso carico attraverso ambientazioni africane piene di ostacoli, pendii, animali pericolosi e imprevisti.

La cosa divertente è che, nonostante l’assurdità della premessa, tutto funziona secondo una logica molto precisa. La palla ha un peso, una forma e una fisica che influenzano costantemente i movimenti. Bisogna quindi capire come spingerla, come frenarla e soprattutto come evitare che una piccola disattenzione trasformi un lavoro apparentemente semplice in una tragedia nazionale.

La fisica è la vera protagonista

Se dovessimo indicare un elemento che caratterizza davvero Dung Ho! – Pirates of the Veld, sarebbe proprio il sistema fisico.

La palla di sterco non è semplicemente un oggetto da accompagnare dal punto A al punto B. È praticamente un altro personaggio della squadra. Rotola, rimbalza, prende velocità, si danneggia e può diventare tremendamente difficile da controllare quando il terreno decide di metterci lo zampino.

Ed è qui che il gioco riesce a essere particolarmente divertente.

Una discesa affrontata male può trasformarsi in una folle rincorsa dietro alla vostra preziosa palla. Un compagno può spingerla nella direzione sbagliata. Un ostacolo può farla deviare. E quando finalmente pensate di aver recuperato la situazione, è molto probabile che qualcosa vada nuovamente storto.

Il bello è proprio questo.

Non sempre gli errori sembrano davvero degli errori: spesso diventano momenti esilaranti da raccontare agli amici dopo la partita. La fisica è volutamente imprevedibile e proprio per questo riesce a generare una quantità enorme di situazioni emergenti. È un approccio che ricorda quei party game nei quali il divertimento non nasce soltanto dal superare il livello, ma soprattutto dal modo completamente folle in cui si arriva alla fine.

In cooperativa cambia tutto

È praticamente impossibile parlare di Dung Ho! senza parlare della cooperativa.

Il gioco può essere affrontato anche in solitaria, ma è insieme ad altri giocatori che la formula trova la sua dimensione ideale. Fino a sei scarabei possono collaborare per portare a destinazione la palla, e naturalmente più persone significa anche più possibilità di combinare disastri.

Serve comunicazione. Serve coordinazione. E, soprattutto, serve qualcuno da accusare quando la palla finisce giù da una montagna.

Il sistema è semplice da capire, ma richiede un minimo di affiatamento per essere padroneggiato. Bisogna decidere chi spinge, chi controlla la traiettoria e chi interviene quando il carico comincia a prendere una direzione decisamente poco rassicurante.

Il risultato è una cooperativa genuina, nella quale non esiste necessariamente un “eroe” della situazione. Tutti contribuiscono e tutti possono contemporaneamente essere responsabili del prossimo disastro.

Ed è proprio questa la parte più divertente.

Pirates of the Veld aggiunge altra follia

La versione Pirates of the Veld non si limita a riproporre la formula originale, ma introduce nuovi contenuti che aumentano ulteriormente il livello di caos.

Arrivano infatti nuovi nemici a tema piratesco, nuovi percorsi e nuove situazioni nelle quali la già delicata gestione della palla diventa ancora più complicata. Tra le novità c’è anche Bobbin’s Nightmare, una modalità verticale che mette alla prova la capacità dei giocatori di controllare la fisica durante una lunga scalata: un singolo errore può infatti costringere a perdere una buona parte dei progressi ottenuti.

È una modalità che aggiunge anche una componente di tensione interessante. Se nelle normali partite un errore può semplicemente provocare una risata, durante una scalata particolarmente avanzata può significare vedere tutto il proprio lavoro rotolare letteralmente verso il basso.

Ed è difficile non ridere, soprattutto quando la responsabilità dell’accaduto è chiaramente di un vostro amico.

Personaggi davvero fuori di testa in Dung Ho! – Pirates of the Veld 

Un altro elemento che rende Dung Ho! immediatamente riconoscibile è il modo in cui presenta i suoi protagonisti.

Non abbiamo soldati, guerrieri, supereroi o protagonisti tormentati dal proprio passato. Abbiamo piccoli scarabei impegnati in una missione che, vista attraverso i loro occhi, assume proporzioni gigantesche.

Ed è proprio questo contrasto a funzionare benissimo.

Il gioco riesce a prendere una situazione assolutamente normale nel mondo naturale e a trasformarla in una vera e propria epopea cooperativa. La direzione artistica contribuisce a mantenere questo tono leggero, con un’atmosfera che richiama volutamente quella di un documentario sulla natura, ma filtrato attraverso una lente decisamente più comica.

È difficile non sorridere davanti alla serietà con cui questi piccoli insetti affrontano quella che, per loro, è evidentemente una missione fondamentale.

Non è tutto perfetto in Dung Ho! – Pirates of the Veld 

Naturalmente Dung Ho! – Pirates of the Veld non è esente da qualche limite.

La stessa fisica che rappresenta il principale elemento di divertimento può occasionalmente diventare anche fonte di frustrazione. Quando si deve essere particolarmente precisi, alcuni comportamenti imprevedibili della palla possono trasformare una situazione divertente in un momento un po’ meno piacevole.

Anche l’esperienza in solitaria perde parte del suo fascino. Senza amici con cui condividere errori, urla e improbabili tentativi di recupero, una parte importante della magia del gioco inevitabilmente viene meno. Le sessioni, generalmente contenute, si prestano infatti soprattutto alle serate in compagnia.

Non è quindi un titolo che consigliamo indistintamente a tutti. Se cercate un’avventura narrativa, un sistema di combattimento profondo o un’esperienza estremamente competitiva, probabilmente dovrete guardare altrove.

Dung Ho! – Pirates of the Veld, la Recensione

Conclusioni: Dung Ho! è strano. Ed è proprio questo il bello

Dung Ho! – Pirates of the Veld è uno di quei giochi che non ha bisogno di inventarsi chissà quale complessa giustificazione per essere divertente. Prende una premessa completamente folle, costruisce attorno a essa un sistema basato sulla fisica e aggiunge una cooperativa capace di trasformare ogni partita in una piccola storia da raccontare.

Non è perfetto e la sua natura molto particolare inevitabilmente ne limita il pubblico. Ma se amate i giochi basati sulla fisica, le esperienze cooperative e soprattutto quei titoli capaci di trasformare un semplice errore in cinque minuti di risate, qui potreste trovare una piccola sorpresa.

Perché alla fine non capita tutti i giorni di passare un’ora a discutere con gli amici sul modo migliore per trasportare una gigantesca palla di sterco.

E, sorprendentemente, potrebbe essere molto più divertente di quanto immaginiate.

Voto: 7.5/10

Consigliato a: chi ama i giochi basati sulla fisica, le esperienze cooperative, i party game e le situazioni completamente fuori di testa.

Non consigliato a: chi cerca un’esperienza principalmente single player o un gameplay estremamente preciso e tradizionale.

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