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Apidya’ Special è uno di quei progetti che riescono a mettere d’accordo nostalgia e modernità. Il motivo è semplice: non siamo davanti a una semplice riedizione del classico shoot’em up del 1992, né a una versione emulata dell’originale. Team Apidya, il gruppo composto dagli autori che realizzarono il gioco originale, ha ricostruito completamente l’esperienza da zero, riportando sulle piattaforme moderne uno dei titoli più particolari e meno conosciuti della storia di Commodore Amiga.

Pubblicato da ININ Games, Apidya’ Special è disponibile dal 25 agosto 2026 su PC, PlayStation 5 (versione da noi testata), Xbox e Nintendo Switch. L’obiettivo è ambizioso: recuperare lo spirito dello shoot’em up pubblicato nel 1992, mantenendone intatti carattere, gameplay e atmosfera, ma allo stesso tempo arricchendolo con nuovi contenuti, una veste grafica completamente rinnovata e una serie di opzioni pensate per rendere l’esperienza più accessibile ai giocatori moderni.

Apidya’ Special – Un remake vero, realizzato dagli autori dell’originale

È proprio questo il primo aspetto che bisogna chiarire parlando di Apidya’ Special. Il progetto non nasce dalla volontà di prendere un vecchio gioco e inserirlo all’interno di un emulatore. Gli sviluppatori hanno ricostruito il titolo da zero, partendo dall’identità dell’Apidya originale e sviluppandola ulteriormente.

La differenza si percepisce immediatamente. Il remake conserva il particolare immaginario biologico del gioco del 1992, il suo stile grafico a pixel, le ambientazioni surreali e soprattutto quel modo assolutamente originale di interpretare il genere degli shoot’em up a scorrimento orizzontale.

È un approccio che ricorda quasi una sorta di “what if” videoludico: come sarebbe stato Apidya se lo sviluppo fosse continuato negli anni successivi? La nuova versione recupera infatti anche materiale grafico originariamente preparato per una versione console mai pubblicata, portandolo finalmente alla luce dopo oltre trent’anni.

Il risultato è un remake che non cerca di cancellare il passato. Al contrario, lo utilizza come base per costruire qualcosa che possa funzionare anche nel 2026.

Una trama semplice, ma ancora tremendamente efficace

Apidya’ Special non ha certo la pretesa di essere un gioco narrativo. La storia è essenzialmente un pretesto per catapultare il giocatore nell’azione: Ikuro deve salvare la moglie Yuri, vittima di un terribile avvelenamento, e per farlo dovrà affrontare un viaggio attraverso un mondo popolato da insetti, creature gigantesche e minacce sempre più assurde.

La particolarità è che il protagonista è stato trasformato in un’ape. E da quel momento in poi la scala del mondo cambia completamente.

Un prato diventa un territorio enorme, uno stagno si trasforma in un ambiente ostile e creature apparentemente innocue diventano giganteschi nemici da affrontare. È proprio questa prospettiva a rendere ancora oggi Apidya così riconoscibile.

Il gioco non ha bisogno di raccontare una storia complessa: sono le ambientazioni, i nemici, i boss e la progressione a costruire il suo universo. E, a distanza di oltre trent’anni, questo approccio continua a funzionare.

Apidya' Special

Apidya’ Special – Lo shoot’em up che non ha paura di essere difficile

Dal punto di vista del gameplay, Apidya’ Special rimane fedele alle proprie origini. Ci troviamo davanti a uno shoot’em up a scorrimento orizzontale nel quale bisogna attraversare livelli pieni di nemici, proiettili, ostacoli ambientali e boss.

Il sistema di potenziamento permette di migliorare progressivamente l’arsenale raccogliendo i power-up lasciati dai nemici. Armi più potenti, scudi e bombe diventano fondamentali per riuscire a sopravvivere alle sezioni più avanzate.

I controlli sono precisi e reattivi e questo è un aspetto fondamentale per un gioco nel quale anche un movimento sbagliato può significare la perdita di una vita. Apidya’ Special, infatti, è ancora un titolo difficile. Molto difficile.

I pattern dei nemici, gli ostacoli ambientali e soprattutto alcuni boss possono mettere seriamente alla prova anche chi ha una certa esperienza con gli shoot’em up. Le collisioni possono inoltre risultare talvolta severe e imparare i livelli diventa parte integrante dell’esperienza.

Fortunatamente, il remake non pretende che tutti debbano giocare necessariamente come nel 1992.

Una difficoltà moderna senza tradire il passato

Team Apidya ha inserito una serie di opzioni che permettono di adattare l’esperienza alle proprie capacità. È possibile intervenire sulla difficoltà, sul numero di vite e sulla gestione dei continue, oltre a utilizzare impostazioni pensate per rendere l’avventura decisamente più accessibile.

Esiste persino una modalità GOD, utile per chi vuole semplicemente godersi tutti i contenuti senza dover necessariamente superare ogni ostacolo secondo le regole dell’esperienza originale.

È una scelta intelligente perché permette di conservare intatta la sfida per gli appassionati più hardcore, senza trasformarla in una barriera per chi si avvicina oggi ad Apidya per la prima volta.

Il rovescio della medaglia è che alcune modalità più semplici possono escludere determinati livelli, una scelta che potrebbe far storcere il naso ai puristi. Nel complesso, però, il sistema funziona e rappresenta uno dei punti di forza di questa nuova versione.

Apidya’ Special – Cinque mondi, 20 boss e tante sorprese

L’avventura è organizzata attraverso cinque mondi: Meadow, Pond, Sewers, Cyber e Lair. Le ambientazioni cambiano radicalmente, passando dagli scenari naturali alle zone più inquietanti e surreali.

Il remake mette sul piatto 20 boss, livelli speciali nascosti ed eventi casuali che possono modificare alcune caratteristiche delle partite successive. La Night Mode, per esempio, introduce variazioni e nuovi design per alcuni nemici, aumentando ulteriormente la voglia di tornare sui livelli già completati.

Non aspettatevi comunque una campagna dalla durata enorme. Come accadeva con molti shoot’em up dell’epoca, la vera longevità di Apidya’ Special non sta nelle ore necessarie per arrivare ai titoli di coda, ma nella volontà di imparare i livelli, migliorare le proprie prestazioni e scoprire tutti i segreti.

Apidya' Special

Il ritorno della musica di Chris Hülsbeck

Se c’è un elemento capace di riportare immediatamente i giocatori nell’epoca d’oro del Commodore Amiga, quello è sicuramente il comparto musicale.

Chris Hülsbeck torna infatti protagonista con una colonna sonora che comprende le registrazioni originali Amiga, versioni rimasterizzate e nuovi arrangiamenti realizzati in studio.

Il risultato è eccellente. Le musiche mantengono il carattere dell’originale ma beneficiano di una produzione moderna, accompagnando perfettamente la progressione attraverso i diversi mondi.

Per gli appassionati dell’Amiga rappresenta un enorme viaggio nella memoria, ma anche chi non ha mai giocato l’originale può apprezzare la qualità delle composizioni.

Due anime grafiche per un solo Apidya

Dal punto di vista visivo, il lavoro effettuato dagli sviluppatori è probabilmente uno degli aspetti più interessanti del remake.

È possibile scegliere in qualsiasi momento tra una modalità HD widescreen e una modalità 4:3 che richiama molto più da vicino l’esperienza originale su Commodore Amiga.

La prima rappresenta naturalmente la scelta migliore per chi vuole godersi il remake nella sua veste più moderna, con scenari più ampi, nuovi elementi grafici ed effetti di parallasse. La seconda, invece, è un autentico regalo per gli appassionati di retro gaming.

A completare il pacchetto troviamo shader CRT opzionali, bloom e simulazione delle scanline. Non si tratta di semplici filtri messi lì per fare scena: l’intero sistema è stato pensato per permettere al giocatore di decidere quanto vuole avvicinarsi all’esperienza originale.

E soprattutto, la nuova veste grafica non snatura mai l’identità di Apidya. I pixel restano protagonisti e l’estetica volutamente bizzarra del gioco continua a essere uno dei suoi elementi distintivi.

Una modalità cooperativa che funziona

Tra le novità più interessanti troviamo anche la modalità cooperativa locale per due giocatori. Un secondo giocatore può unirsi alla partita controllando un’ape dotata di un proprio arsenale.

È un’aggiunta che si sposa perfettamente con la natura arcade del gioco. Non ci sono complicati sistemi multiplayer da imparare: si prende un controller, si entra in partita e si cerca semplicemente di sopravvivere insieme.

Una soluzione semplice, ma particolarmente azzeccata per un titolo di questo genere.

Apidya’ Special è un pezzo di storia dell’Amiga che torna a vivere

La cosa più importante da capire è che Apidya’ Special non vive esclusivamente di nostalgia. Sarebbe stato facile realizzare una semplice riedizione del gioco del 1992 e affidarsi al ricordo degli appassionati.

Team Apidya ha invece scelto una strada decisamente più ambiziosa: recuperare il proprio gioco, ricostruirlo da zero e aggiungere nuovi contenuti senza perdere l’identità che lo aveva reso speciale.

Il risultato è uno shoot’em up ancora oggi sorprendentemente originale. In un genere dominato da astronavi, alieni e guerre intergalattiche, l’idea di combattere attraverso prati, stagni, fogne e ambientazioni biomeccaniche nei panni di un’ape armata continua a essere qualcosa di assolutamente fuori dagli schemi.

La difficoltà può rappresentare un ostacolo per i giocatori meno esperti, mentre la durata della campagna non è certamente quella di un moderno blockbuster. Ma sono limiti che vengono compensati da una quantità notevole di contenuti, dalla possibilità di personalizzare l’esperienza e soprattutto da un gameplay che, nonostante siano passati più di trent’anni, dimostra di avere ancora qualcosa da dire.

Apidya’ Special Recensione – IN CONCLUSIONE

Apidya’ Special è uno dei remake più interessanti per chi ama la storia dei videogiochi e, in particolare, quella del Commodore Amiga. Il fatto che sia stato ricostruito da zero dagli autori dell’originale gli conferisce un valore particolare: non è un’operazione commerciale costruita semplicemente sulla nostalgia, ma un vero tentativo di riportare in vita un progetto al quale il suo stesso team di sviluppo è ancora profondamente legato.

La nuova grafica HD è convincente, la modalità 4:3 è perfetta per i nostalgici, la musica di Chris Hülsbeck è splendida e le nuove modalità, i contenuti aggiuntivi, i boss e la cooperativa locale arricchiscono concretamente l’esperienza.

Resta uno shoot’em up duro, a tratti spietato e volutamente legato a una filosofia di gioco che appartiene a un’altra epoca. Ma proprio grazie alle nuove opzioni di difficoltà, Apidya’ Special riesce a essere contemporaneamente un omaggio al passato e un videogioco perfettamente fruibile nel presente.

Per chi ha vissuto l’epoca Amiga è un ritorno che merita di essere celebrato. Per chi non conosceva Apidya, invece, questa è finalmente l’occasione per scoprire uno dei più curiosi e originali shoot’em up nati negli anni ’90.

Apidya’ Special Recensione – VOTO: 8.5

Pro

  • Un vero remake realizzato da zero dagli autori dell’originale
  • Identità visiva ancora oggi originale e riconoscibile
  • Ottima modalità HD widescreen e convincente modalità 4:3
  • Colonna sonora di Chris Hülsbeck straordinaria
  • 20 boss, cinque mondi e numerosi contenuti aggiuntivi
  • Modalità cooperativa locale per due giocatori
  • Numerose opzioni per personalizzare difficoltà e accessibilità

Contro

  • La difficoltà può risultare davvero elevata
  • Alcune collisioni sono piuttosto severe
  • La durata della campagna non è particolarmente elevata
  • Alcune modalità semplificate non includono tutti i livelli
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