Grand Theft Auto 6 potrebbe avere un nemico che Rockstar non può eliminare a colpi di pistola: la realtà. Dopo oltre dieci anni di sviluppo, infatti, la software house si trova davanti a un problema decisamente particolare. Il mondo reale cambia così rapidamente che alcuni riferimenti politici, meme e modi di parlare rischiano di diventare vecchi ancora prima che il gioco arrivi sul mercato.
E Rockstar lo sa bene.
In una nuova intervista, Rob Nelson, head of development e co-studio head di Rockstar North, ha spiegato quanto sia delicato oggi costruire la satira di un gioco come GTA 6. La serie continuerà naturalmente a prendere in giro la società americana e la cultura contemporanea, ma lo studio vuole evitare di legarsi troppo a elementi estremamente specifici del momento.
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Rockstar: “Dobbiamo stare attenti con la satira”
Il ragionamento di Rockstar parte da un principio piuttosto semplice: GTA 6 deve riuscire a far ridere anche tra diversi anni.
Secondo Nelson, gli elementi più generali della società contemporanea possono essere facilmente trasformati in satira. Il problema arriva quando si decide di puntare su un evento politico preciso, su un meme particolarmente popolare o su uno slang legato a un determinato periodo.
Il rischio è che quello che oggi sembra irresistibilmente attuale possa risultare incomprensibile o semplicemente fuori tempo massimo quando il gioco sarà ancora giocato tra cinque, dieci o quindici anni. Rockstar ha sottolineato che persino il modo in cui parlano i personaggi è stato valutato con attenzione, proprio per evitare di legarli troppo al linguaggio del momento.
Il paradosso di GTA 6: la realtà è diventata troppo assurda?
Ed è qui che la questione diventa decisamente più interessante.
GTA è nato anche per prendere in giro la realtà. Politica, consumismo, televisione, celebrità, criminalità, capitalismo, social network e cultura americana sono da sempre alcuni dei bersagli preferiti di Rockstar.
Ma cosa succede quando la realtà diventa talmente assurda da rendere difficile persino inventare una parodia?
È probabilmente uno dei problemi più curiosi che Rockstar si è trovata ad affrontare durante lo sviluppo di GTA 6. Il gioco è stato concepito in un mondo che, rispetto al 2013 di GTA 5, è cambiato radicalmente. Social network, influencer, meme, politica e comunicazione digitale hanno accelerato enormemente il loro ciclo di vita.
Un meme può diventare globale in poche ore e sparire nel giro di qualche settimana. Un modo di parlare può diventare popolare sui social e diventare immediatamente imbarazzante pochi mesi dopo.
Ma GTA 6 non è un gioco che viene scritto in pochi mesi.
Trump, COVID e i riferimenti che potrebbero invecchiare male
Il discorso diventa ancora più evidente pensando ad alcuni degli eventi che hanno caratterizzato gli ultimi anni.
La pandemia di COVID-19, le enormi trasformazioni politiche degli Stati Uniti e la figura di Donald Trump sono elementi impossibili da ignorare quando si parla della cultura americana contemporanea. Eppure, proprio per la loro natura estremamente legata al momento storico, rappresentano anche esempi perfetti del problema descritto da Rockstar.
Alcune delle indiscrezioni emerse dalle recenti anteprime suggeriscono infatti che Rockstar abbia scelto di non costruire la satira di GTA 6 attorno a riferimenti politici troppo specifici, preferendo bersagli più generali e potenzialmente più duraturi.
Non significa che GTA 6 sarà improvvisamente un gioco politicamente corretto.
Anzi, sarebbe probabilmente impossibile immaginare un GTA senza provocazioni.
Il punto è un altro: Rockstar vuole che le sue provocazioni abbiano una vita più lunga della notizia che le ha ispirate.
GTA 6 sarà meno cattivo di GTA 5?
Questa è probabilmente la domanda che farà discutere maggiormente i fan.
Perché se da una parte la scelta di Rockstar ha perfettamente senso, dall’altra c’è un rischio concreto: una satira troppo prudente potrebbe essere meno efficace.
GTA V non si è mai fatto troppi problemi a prendere di mira la società americana e le sue contraddizioni. Il gioco utilizzava personaggi, missioni, dialoghi e programmi televisivi fittizi per costruire una caricatura spesso esagerata della realtà.
GTA 6 sembra voler continuare su questa strada, soprattutto attraverso la rappresentazione della Florida, dei social media, degli influencer e di una società ossessionata dalla propria immagine. Ma Rockstar sembra voler evitare che il gioco diventi una semplice fotografia del 2026.
Ed è una decisione comprensibile.
Ma è anche una scelta che potrebbe dividere i fan.
Il vero problema di Rockstar è il tempo
Forse, quindi, la frase più importante non è nemmeno quella sulla satira.
È il fatto che GTA 6 arriva dopo un ciclo di sviluppo lunghissimo.
GTA V è uscito nel 2013. Nel frattempo il mondo è cambiato, sono esplosi TikTok e la cultura degli influencer, sono arrivati nuovi social, sono cambiate le modalità con cui le persone comunicano e la politica americana è diventata ancora più polarizzata.
Rockstar deve quindi fare qualcosa di molto complicato: raccontare il presente senza diventare prigioniera del presente.
È una sfida che probabilmente nessun altro grande gioco può affrontare allo stesso livello.
GTA 6 deve prendere in giro il mondo senza diventare vecchio
Ed eccoci al paradosso.
Più Rockstar cercherà di rendere GTA 6 attuale, più rischierà di renderlo datato.
Più invece punterà su una satira universale, più il gioco potrebbe riuscire a conservare la propria efficacia nel corso degli anni.
La sfida sarà trovare il punto esatto tra le due cose.
Perché GTA 6 dovrà necessariamente parlare del mondo in cui viviamo oggi. Ma se Rockstar vuole che il gioco venga ancora citato e discusso tra dieci anni, dovrà riuscire a fare qualcosa di molto più difficile: prendere in giro non il meme del momento, ma il motivo per cui quel meme è diventato possibile.
E forse è proprio questa la satira migliore.
Non quella che invecchia insieme alla notizia, ma quella che riesce a diventare ancora più vera con il passare del tempo.
GTA 6 riuscirà a essere davvero “politicamente scorretto”?
La risposta arriverà soltanto quando il gioco sarà nelle mani dei giocatori. Per ora, però, le parole di Rockstar hanno aperto un interrogativo interessante: GTA 6 sarà davvero il GTA più irriverente di sempre oppure il lungo sviluppo ha costretto Rockstar a essere più prudente?
Una cosa è certa: con un mondo reale che cambia alla velocità dei social network, prendere in giro l’America potrebbe essere diventato più difficile che mai.
