Mentre l’industria videoludica si avvia verso un futuro sempre più digitale, un curioso gioco in Early Access prova a recuperare proprio ciò che rischiamo di perdere: il piacere di avere una collezione, sistemarla sugli scaffali e mostrarla agli altri.
Il dibattito sulla fine dei videogiochi in formato fisico è ormai entrato in una nuova fase. A luglio Sony ha annunciato che, a partire da gennaio 2028, interromperà la produzione dei dischi fisici per i nuovi giochi destinati alle console PlayStation, con le nuove uscite che saranno distribuite in formato digitale. La decisione non riguarda i giochi già pubblicati o quelli che arriveranno prima di quella data, ma rappresenta comunque un segnale importante sulla direzione intrapresa dall’industria.
Ed è proprio in questo scenario che un gioco come BOXROOM assume un significato particolare.
BOXROOM vuole salvare almeno virtualmente il piacere del collezionismo
Sviluppato da Nested Loop Studios e pubblicato da Pantaloon, BOXROOM è disponibile in Early Access su Steam e parte da un’idea tanto semplice quanto particolare: trasformare la propria libreria Steam in una vera stanza da arredare e personalizzare.
Il gioco importa infatti la propria libreria Steam reale e trasforma i videogiochi posseduti in vere e proprie confezioni virtuali da sistemare sugli scaffali. Non si tratta quindi del solito menu attraverso il quale scegliere quale gioco avviare: BOXROOM vuole ricreare l’esperienza di avere una stanza piena di videogiochi, proprio come accadeva nelle vecchie game room.
Il giocatore può costruire e organizzare la propria stanza, scegliere mobili e scaffali, sistemare le custodie, aggiungere poster, figurine, oggetti da collezione e creare una vera e propria esposizione personale.
E c’è anche un elemento particolarmente curioso: i giochi possono essere avviati direttamente dalla loro rappresentazione virtuale all’interno di BOXROOM. La propria libreria Steam diventa quindi qualcosa da esplorare e non soltanto una lista di titoli.
Non è soltanto un museo dei giochi Steam
È importante chiarire questo aspetto, perché definire BOXROOM semplicemente come un “museo virtuale della propria libreria Steam” sarebbe riduttivo.
Il progetto è prima di tutto una sorta di simulatore di arredamento e organizzazione dedicato al collezionismo digitale. Gli sviluppatori lo descrivono come un omaggio alle vecchie camere da letto e alle game room dove i videogiochi venivano esposti, organizzati e conservati.
La stanza può essere personalizzata con mobili, decorazioni e oggetti di vario genere. Esistono inoltre oggetti speciali, figurine e Collector’s Edition legati a determinati videogiochi. Il supporto a Steam Workshop permette poi di aggiungere contenuti e materiali personalizzati.
BOXROOM, inoltre, sta progressivamente andando oltre la semplice libreria videoludica: un aggiornamento recente ha introdotto anche il supporto alle librerie musicali, trasformando album MP3, WAV, FLAC e OGG in CD virtuali da inserire nella propria stanza.
Ora la propria stanza può diventare un vero museo
Ed è qui che entra in gioco il nuovo Museum Update, appena arrivato in Early Access.
L’aggiornamento introduce un nuovo Museum Catalogue, con una serie di elementi pensati proprio per trasformare la stanza virtuale in una piccola esposizione.
Tra le novità più interessanti troviamo la possibilità di utilizzare determinati oggetti come etichette informative personalizzabili. Il giocatore può interagire con un elemento dell’esposizione e scrivere il proprio testo, creando vere e proprie didascalie per accompagnare ciò che ha deciso di mettere in mostra.
Una soluzione che permette, per esempio, di creare una sala dedicata a una particolare saga, una collezione di videogiochi degli anni ’90, una parete dedicata alle proprie Collector’s Edition oppure una sorta di percorso storico attraverso le proprie passioni videoludiche.
Più libertà per costruire la propria collezione
Il Museum Update non si limita però agli elementi decorativi.
Ora gli oggetti possono essere ridimensionati durante il posizionamento, offrendo maggiore libertà nella costruzione delle esposizioni. Anche i soffitti diventano completamente personalizzabili, mentre le custodie dei videogiochi possono essere colorate direttamente dal menu di ispezione.
È inoltre possibile posizionare le confezioni sdraiate sugli scaffali utilizzando la modalità di posizionamento libero. L’aggiornamento introduce anche il supporto alle mod per i materiali personalizzati, che possono essere applicati agli oggetti compatibili.
Tra le altre correzioni troviamo miglioramenti alla gestione degli oggetti ridimensionati, la possibilità di avere più di due screenshot nelle confezioni e l’aggiunta del menu di ricerca mancante per i CD.
Il paradosso di BOXROOM: un museo virtuale nell’epoca del digitale
Ed è proprio qui che BOXROOM diventa particolarmente interessante nel dibattito sul futuro del videogioco.
Da una parte l’industria sta progressivamente abbandonando il supporto fisico. Dall’altra nasce un gioco che cerca di ricreare virtualmente proprio uno degli aspetti più affascinanti del vecchio modo di vivere i videogiochi: avere una collezione, sistemarla, guardarla sugli scaffali e costruire intorno ad essa uno spazio personale.
BOXROOM non può naturalmente sostituire una custodia reale, un disco, un manuale o una Collector’s Edition fisica. E non pretende nemmeno di farlo.
La sua idea è però curiosa: se il futuro del gaming sarà sempre più fatto di librerie digitali, perché non trasformare almeno quelle librerie in qualcosa che possa essere visto, organizzato, esplorato ed esibito?
Il risultato è una sorta di museo personale del videogioco, costruito utilizzando la propria collezione digitale.
BOXROOM è ancora in Early Access
BOXROOM è disponibile su Steam in Early Access e gli sviluppatori hanno già programmato ulteriori aggiornamenti e nuovi contenuti. L’obiettivo dichiarato è ampliare progressivamente le possibilità di personalizzazione, con un quantitativo di arredamento destinato a crescere sensibilmente rispetto alla versione iniziale.
Il progetto è quindi ancora in evoluzione, ma la sua idea di fondo è già piuttosto chiara: trasformare una libreria digitale in un luogo fisico virtuale, recuperando parte di quella dimensione collezionistica che il passaggio definitivo al digitale rischia di rendere sempre più difficile da vivere.
E forse è proprio questo il paradosso più interessante di BOXROOM: mentre il videogioco reale rischia di perdere i suoi scaffali, qualcuno sta costruendo scaffali virtuali per conservarne il ricordo.
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