Ci sono videogiochi che invecchiano, altri che diventano cult e poi ci sono quelli che, dopo oltre vent’anni, riescono ancora a farci sentire come bambini davanti a un televisore, con un controller in mano e la voglia irresistibile di vedere Godzilla distruggere tutto quello che incontra. Godzilla: Destroy All Monsters Melee Remastered riporta in scena uno dei più amati videogiochi dedicati al Re dei Mostri, recuperando il classico del 2002 e aggiornandolo per le piattaforme moderne. Una produzione che punta soprattutto sulla nostalgia, sul combattimento tra creature gigantesche e sul piacere di trasformare intere città in giganteschi campi di battaglia. Ma questa operazione di recupero riesce davvero a essere all’altezza dei ricordi?
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Il titolo originale, pubblicato nel 2002 per Nintendo GameCube e successivamente arrivato anche su Xbox, aveva una formula tanto semplice quanto irresistibile: prendere alcuni dei mostri più celebri dell’universo cinematografico giapponese e metterli uno contro l’altro in combattimenti spettacolari, senza dimenticare che sotto i loro piedi si trovavano città intere pronte a essere rase al suolo.
La nuova versione mantiene questa filosofia, ma interviene sulla presentazione grafica, introduce alcune migliorie e riporta online una componente multiplayer che può rappresentare uno dei motivi principali per tornare a giocare. Sviluppato nuovamente da Pipeworks Software e pubblicato da Atari, Godzilla: Destroy All Monsters Melee Remastered è disponibile dal 3 novembre 2026 su PC, PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch e Nintendo Switch 2.
La domanda, naturalmente, è una: abbiamo davanti un semplice esercizio di nostalgia oppure un picchiaduro tra mostri giganti ancora capace di divertire nel 2026?
Il ritorno di un classico: Godzilla e i suoi nemici tornano a combattere
Partiamo da quello che rende speciale questa produzione: il suo immaginario. Godzilla non è semplicemente un personaggio cinematografico, ma una vera e propria icona della cultura pop mondiale. Dal debutto del 1954, il gigantesco mostro radioattivo ha attraversato generazioni, interpretazioni cinematografiche e differenti universi narrativi, diventando il protagonista di una quantità impressionante di produzioni.
Destroy All Monsters Melee prende ispirazione proprio da questa ricchezza e la trasforma in un videogioco di combattimento tridimensionale nel quale possiamo finalmente mettere le mani su alcuni dei Kaiju più riconoscibili della saga.
La premessa narrativa è volutamente essenziale e non pretende di essere il punto centrale dell’esperienza. Una razza aliena chiamata Vortaak ha invaso la Terra, liberando i mostri di Monster Island e prendendo il controllo di diverse creature. Il nostro compito sarà affrontare questa minaccia, superare una serie di combattimenti e arrivare allo scontro decisivo con la minaccia finale.
È una storia che sembra uscita direttamente da uno dei film più spettacolari della saga, senza troppe pretese e con tutta la sana ingenuità che ci aspettiamo da un’avventura dedicata ai Kaiju.
Non cerchiamo una narrazione particolarmente elaborata, personaggi approfonditi o colpi di scena memorabili. Qui vogliamo vedere Godzilla combattere, affrontare King Ghidorah, distruggere edifici e utilizzare il suo iconico soffio atomico contro avversari giganteschi.
E sotto questo punto di vista il gioco sa perfettamente cosa vuole essere.
Un roster di 12 mostri: chi possiamo controllare?
Uno degli aspetti più importanti di qualsiasi picchiaduro dedicato a una licenza così ricca è naturalmente la selezione dei personaggi. Godzilla: Destroy All Monsters Melee Remastered propone un roster di dodici Kaiju, con una selezione che attraversa alcune delle creature più amate dell’universo Toho.
Tra i protagonisti troviamo naturalmente Godzilla, ma anche Anguirus, Rodan, Gigan, Megalon, King Ghidorah e Mechagodzilla, oltre ad altre creature che faranno la felicità degli appassionati più attenti alla storia cinematografica del franchise.
Ogni mostro possiede caratteristiche e mosse differenti. Non siamo davanti a personaggi semplicemente diversi nell’aspetto: cambiano le possibilità offensive, le abilità speciali, la mobilità e il modo in cui possiamo affrontare gli avversari.
Godzilla rappresenta un combattente equilibrato, capace di alternare attacchi fisici e devastanti raggi atomici. Rodan può sfruttare la propria capacità di volare per muoversi rapidamente, mentre Gigan dispone di attacchi particolarmente aggressivi. King Ghidorah, con le sue tre teste e la sua imponenza, è naturalmente uno dei personaggi più spettacolari da utilizzare.
Anche Mechagodzilla merita una menzione particolare, grazie alla possibilità di combinare attacchi energetici e missili in un repertorio offensivo decisamente interessante.
Il roster non è gigantesco, soprattutto considerando l’enorme quantità di mostri presenti nell’universo cinematografico di Godzilla, ma offre una buona varietà di approcci e personalità.
La possibilità di sperimentare con creature differenti rappresenta uno degli incentivi più divertenti, soprattutto quando si gioca con altre persone e si cerca di capire quale Kaiju possa avere la meglio negli scontri.
Il limite è proprio il numero di combattenti disponibili. Dodici personaggi rappresentano una selezione discreta, ma avremmo certamente gradito una rosa più ampia, soprattutto considerando quanto sia ricco il patrimonio di creature che Toho potrebbe mettere a disposizione.
Il gameplay: quando due mostri giganti iniziano a darsele di santa ragione
Il cuore dell’esperienza è un sistema di combattimento tridimensionale che punta sull’immediatezza. Non aspettatevi un picchiaduro tecnico nel quale passare ore a studiare combinazioni complicate, frame di animazione e finestre di attacco estremamente precise.
Godzilla: Destroy All Monsters Melee Remastered sceglie una strada differente, più vicina a un gigantesco giocattolo digitale nel quale possiamo afferrare gli avversari, colpirli, scaraventarli contro gli edifici e sfruttare le caratteristiche ambientali per avere la meglio.
I comandi sono relativamente semplici da assimilare. Abbiamo attacchi fisici, calci, mosse più potenti e abilità speciali, mentre le diverse creature possono sfruttare le proprie caratteristiche per creare situazioni di combattimento differenti.
Particolarmente importante è la possibilità di raccogliere oggetti e parti dell’ambiente per utilizzarli come armi improvvisate. Un edificio può diventare un proiettile, un avversario può essere afferrato e lanciato lontano e gli scenari diventano parte integrante dello scontro.
Ci sono inoltre le modalità Rage, che permettono di scatenare attacchi particolarmente potenti e spettacolari, capaci di cambiare l’andamento di un combattimento.
La cosa più divertente è che non dobbiamo necessariamente giocare bene per divertirci. Anche uno scontro nel quale ci limitiamo a colpire ripetutamente l’avversario, lanciare oggetti e assistere alla distruzione dell’ambiente può regalare momenti di autentico divertimento.
Naturalmente, questa immediatezza porta con sé anche alcuni limiti. La profondità del sistema di combattimento non raggiunge quella dei migliori esponenti del genere e alcune meccaniche possono diventare ripetitive dopo diverse ore.
Non tutti i personaggi sono ugualmente convincenti e alcune mosse possono risultare eccessivamente efficaci, riducendo la necessità di sperimentare strategie particolarmente elaborate.
È un compromesso che dobbiamo accettare considerando la natura arcade della produzione. Il gioco non vuole trasformarci in professionisti dei picchiaduro, ma farci vivere il piacere di vedere creature gigantesche combattere in ambientazioni urbane completamente distruttibili.

Distruggere le città è ancora una delle cose più divertenti
Se c’è una componente che rappresenta perfettamente lo spirito di Destroy All Monsters Melee, è la distruzione ambientale.
Combattere in una città mentre intorno a noi crollano edifici, strutture e infrastrutture è una soddisfazione che continua a funzionare anche dopo tanti anni. Non siamo semplicemente all’interno di un’arena con uno sfondo decorativo: l’ambiente partecipa allo scontro e contribuisce a creare situazioni spesso imprevedibili.
Le dimensioni dei Kaiju rendono tutto ancora più spettacolare. Possiamo afferrare oggetti enormi, utilizzare gli edifici come armi e trasformare progressivamente lo scenario in un cumulo di macerie.
Le ambientazioni rappresentano alcuni dei luoghi più riconoscibili della tradizione cinematografica di Godzilla e sono costruite come piccoli diorami nei quali le creature possono muoversi e combattere.
C’è qualcosa di irresistibilmente divertente nel vedere un mostro gigantesco scaraventare un altro Kaiju attraverso un grattacielo. È un tipo di spettacolo che non richiede particolari spiegazioni e che rappresenta probabilmente la migliore ragione per provare questo gioco.
La modalità Destruction, in particolare, permette di concentrarsi proprio sulla devastazione, trasformando la distruzione degli ambienti nell’obiettivo principale della partita.
Non tutto deve necessariamente essere sofisticato per funzionare. A volte vogliamo semplicemente prendere Godzilla e lasciare che il mondo intorno a lui venga completamente distrutto.
Le modalità di gioco: non soltanto combattimenti uno contro uno
Godzilla: Destroy All Monsters Melee Remastered offre diverse modalità che cercano di dare varietà all’esperienza, sia per chi preferisce giocare da solo sia per chi vuole affrontare altri giocatori.
La modalità Adventure rappresenta il percorso narrativo principale. Possiamo affrontare una serie di avversari con differenti livelli di difficoltà, progredendo verso gli scontri più importanti e scoprendo gradualmente nuovi contenuti.
La modalità Survival ci mette invece davanti a una sequenza di avversari da sconfiggere, cercando di resistere il più a lungo possibile. È una proposta adatta a chi vuole mettere alla prova le proprie capacità e migliorare progressivamente la conoscenza del personaggio scelto.
La modalità Destruction, come abbiamo già visto, mette al centro la possibilità di devastare le ambientazioni e accumulare punti attraverso la distruzione.
Non manca naturalmente la possibilità di affrontare combattimenti personalizzati e di allenarsi per familiarizzare con i movimenti e le abilità delle diverse creature.
Il vero valore aggiunto è però rappresentato dal multiplayer.

Multiplayer locale e online: il vero motivo per tornare a giocare
Se dobbiamo individuare l’elemento che può prolungare maggiormente la vita di Godzilla: Destroy All Monsters Melee Remastered, la risposta è abbastanza semplice: il multiplayer.
Il gioco permette di affrontare altri giocatori sia in locale sia online, con la possibilità di organizzare combattimenti che trasformano il salotto di casa in una gigantesca arena per Kaiju.
Ed è proprio qui che la formula esprime il meglio di sé.
Giocare contro l’intelligenza artificiale può essere divertente, ma affrontare amici e avversari umani mentre si lanciano mostri attraverso interi quartieri è un’esperienza decisamente più coinvolgente.
Il multiplayer locale conserva quel sapore da videogioco di un’altra epoca, quando bastava invitare qualche amico, accendere una console e trascorrere un pomeriggio tra sfide, risate e rivincite.
La componente online permette invece di ritrovare questa dimensione anche senza avere necessariamente qualcuno accanto sul divano.
Sono presenti inoltre modalità competitive e tornei che permettono di organizzare le sfide e stabilire chi sia davvero il Re dei Mostri.
La possibilità di giocare con altre persone è fondamentale perché il sistema di combattimento, pur non essendo particolarmente profondo, riesce a generare situazioni divertenti e imprevedibili.
È anche il motivo per cui consigliamo di valutare attentamente questa componente prima dell’acquisto: chi cerca soprattutto un’esperienza single player particolarmente ricca potrebbe trovare qualche limite, mentre chi ama i giochi da condividere con gli amici avrà molte più ragioni per apprezzare il ritorno di questo classico.
Il sistema di progressione e gli sblocchi: il principale difetto della rimasterizzazione
Arriviamo a uno degli aspetti meno convincenti della produzione. Per rendere più duratura l’esperienza, gli sviluppatori hanno introdotto un sistema di progressione e ricerca attraverso il quale possiamo sbloccare nuovi mostri, arene e contenuti.
L’idea, almeno sulla carta, non è sbagliata. Avere obiettivi da raggiungere può rappresentare uno stimolo per continuare a giocare e sperimentare con le diverse modalità.
Il problema è che il sistema rischia di diventare eccessivamente ripetitivo.
Per ottenere tutti i contenuti dobbiamo affrontare numerosi combattimenti e dedicare parecchio tempo ad attività che, una volta comprese le meccaniche principali, non offrono necessariamente stimoli sempre nuovi.
Il grinding diventa quindi uno dei difetti più evidenti di Godzilla: Destroy All Monsters Melee Remastered.
È una scelta che appare particolarmente discutibile considerando la natura immediata e arcade del gioco originale. Un titolo pensato per offrire divertimento immediato rischia così di trasformarsi in un’esperienza nella quale dobbiamo ripetere determinate attività per ottenere contenuti che vorremmo semplicemente poter utilizzare.
È vero che il sistema di ricerca è stato rivisto rispetto al passato e permette di scegliere con maggiore libertà quali contenuti sbloccare prioritariamente. Tuttavia, questo miglioramento non elimina completamente il problema della ripetitività.
La progressione dei personaggi attraverso l’Adventure Mode aggiunge comunque un ulteriore incentivo, con la possibilità di migliorare le caratteristiche dei Kaiju e ampliare le loro possibilità offensive.
Avremmo però preferito una gestione degli sblocchi più generosa e meno legata alla necessità di ripetere continuamente gli stessi combattimenti.
La grafica in Unreal Engine 5: un Godzilla decisamente più moderno
Una rimasterizzazione deve necessariamente confrontarsi con una domanda fondamentale: quanto è cambiato rispetto all’originale?
Nel caso di Godzilla: Destroy All Monsters Melee Remastered, il passaggio a Unreal Engine 5 permette di intervenire in maniera significativa sulla presentazione visiva.
I modelli dei mostri sono stati aggiornati, le ambientazioni risultano più definite e l’intera produzione beneficia di una maggiore pulizia visiva rispetto alla versione del 2002.
Le creature mantengono la propria identità e risultano immediatamente riconoscibili. È importante perché una parte consistente del fascino del gioco dipende proprio dalla possibilità di controllare versioni differenti dei personaggi cinematografici più amati.
Anche le arene sono state riviste e presentano una resa più moderna, con scenari che valorizzano meglio le dimensioni dei combattenti e la distruzione degli edifici.
Non siamo però davanti a una produzione che vuole competere con i più recenti picchiaduro tripla A. Il risultato è quello di una rimasterizzazione che cerca di rispettare l’impostazione originale, migliorandone soprattutto la presentazione.
In alcune situazioni la resa estetica può apparire un po’ artificiale e non tutte le scelte visive risultano altrettanto convincenti. I modelli dei mostri sono generalmente ben realizzati, ma alcune ambientazioni e determinati elementi grafici non raggiungono lo stesso livello qualitativo.
Il salto generazionale è comunque evidente e permette al gioco di presentarsi dignitosamente sulle piattaforme moderne.
Anche la fluidità delle battaglie rappresenta un elemento importante, soprattutto considerando quanto possa diventare movimentata l’azione quando più creature combattono contemporaneamente.

Audio e colonna sonora: il ruggito del Re dei Mostri
Quando si parla di Godzilla, il comparto sonoro ha un’importanza particolare. Il ruggito del protagonista, i rumori dei combattimenti e le sonorità associate ai diversi mostri fanno parte di un patrimonio cinematografico riconoscibilissimo.
La rimasterizzazione recupera diversi elementi sonori legati alla tradizione della saga, con effetti che accompagnano i combattimenti e contribuiscono a restituire l’atmosfera dei film.
Sentire Godzilla ruggire mentre utilizza il proprio attacco atomico contro un avversario è una di quelle piccole soddisfazioni che un appassionato difficilmente può ignorare.
Anche le musiche contribuiscono a mantenere il collegamento con l’immaginario cinematografico, con richiami alla tradizione musicale del franchise.
Qualche limite emerge invece sul fronte della caratterizzazione vocale. L’assenza di un’opzione audio giapponese rappresenta un’occasione mancata per chi avrebbe preferito un’esperienza ancora più vicina alla produzione Toho.
Nel complesso, comunque, il comparto sonoro svolge adeguatamente il proprio lavoro e contribuisce a rendere gli scontri più spettacolari.
La modalità Director: trasformarsi nel regista di un film di Godzilla
Tra le aggiunte più interessanti troviamo anche la modalità Director, una sorta di evoluzione della tradizionale modalità fotografica che permette di intervenire sulla telecamera durante i combattimenti.
Possiamo modificare l’inquadratura, gestire la velocità dell’azione e cercare di costruire immagini spettacolari dei nostri Kaiju preferiti.
È una funzionalità che potrebbe sembrare secondaria, ma che si sposa perfettamente con la natura cinematografica del franchise.
Chi ha sempre sognato di dirigere il proprio film di Godzilla può divertirsi a costruire inquadrature particolari, immortalare gli scontri e valorizzare le animazioni delle creature.
Non è certamente una caratteristica che da sola giustifica l’acquisto, ma rappresenta una piacevole aggiunta che dimostra una certa attenzione verso gli appassionati della saga.
Godzilla: Destroy All Monsters Melee Remastered vale la pena?
Arrivati alla conclusione della nostra analisi, possiamo dire che il ritorno di Godzilla: Destroy All Monsters Melee rappresenta una notizia positiva per tutti gli appassionati dei videogiochi dedicati ai mostri giganti.
Il lavoro di recupero conserva la filosofia dell’originale, migliora sensibilmente la presentazione grafica e permette di tornare a divertirsi con una formula che, nonostante il passare degli anni, possiede ancora una sua precisa identità.
Il combattimento è immediato, la distruzione ambientale continua a essere spettacolare e il multiplayer rappresenta una componente capace di regalare parecchie ore di divertimento.
Non tutto funziona altrettanto bene. Il roster di dodici creature avrebbe potuto essere più generoso, il sistema di combattimento non raggiunge una profondità particolarmente elevata e la progressione basata sugli sblocchi rischia di diventare eccessivamente ripetitiva.
Anche l’esperienza single player avrebbe meritato maggiore varietà, soprattutto considerando che una parte importante della longevità viene affidata alla ripetizione delle attività necessarie per ottenere tutti i contenuti.
C’è poi una questione di fondo: stiamo parlando di una rimasterizzazione di un videogioco del 2002. Chi si aspetta un nuovo capitolo completamente ripensato, con un roster enorme, una campagna articolata e meccaniche di combattimento moderne potrebbe rimanere deluso.
Chi invece desidera tornare a controllare Godzilla, Gigan, Rodan e gli altri Kaiju in combattimenti spettacolari troverà esattamente quello che cerca.
Non è il videogioco definitivo dedicato al Re dei Mostri, ma è un ritorno che apprezziamo e che ci auguriamo possa rappresentare il primo passo verso nuove produzioni dedicate a questo straordinario universo.
Godzilla: Destroy All Monsters Melee Remastered – IN CONCLUSIONE
Godzilla: Destroy All Monsters Melee Remastered Recensione – IN CONCLUSIONE
Il Re dei Mostri è tornato e, nonostante qualche acciacco dovuto all’età, sa ancora come farsi rispettare! Godzilla: Destroy All Monsters Melee Remastered recupera un classico del 2002 e lo ripropone sulle piattaforme moderne con una veste grafica rinnovata, combattimenti spettacolari e una componente multiplayer che rappresenta uno dei suoi maggiori punti di forza.
Il roster di dodici Kaiju permette di controllare alcune delle creature più amate della saga, mentre le arene distruttibili e le abilità speciali rendono gli scontri immediatamente divertenti. Il sistema di combattimento non è particolarmente profondo, ma riesce a restituire quella sensazione di spettacolo e distruzione che ci aspettiamo da un videogioco dedicato a Godzilla.
La rimasterizzazione in Unreal Engine 5 migliora la presentazione visiva e introduce alcune piacevoli novità, tra cui la modalità Director. Il multiplayer locale e online offre inoltre un’importante ragione per continuare a giocare anche dopo aver completato le modalità principali.
Non mancano però le criticità. La progressione basata sul grinding è eccessivamente ripetitiva, il roster avrebbe potuto essere più ampio e l’esperienza single player non offre sempre una varietà sufficiente per mantenere alta l’attenzione nel lungo periodo. Anche il sistema di combattimento avrebbe meritato qualche intervento più ambizioso.
Un ritorno piacevole per il Re dei Mostri: quando Godzilla e i suoi avversari iniziano a combattere, il divertimento è ancora assicurato, soprattutto in compagnia degli amici.
Avremmo voluto una rimasterizzazione più coraggiosa sul fronte dei contenuti e della progressione, ma il fascino della formula originale rimane intatto. Per gli appassionati di Godzilla e per chi ama i giochi arcade da condividere con gli amici, si tratta di un ritorno assolutamente da prendere in considerazione.
Il nostro voto è 7,5/10: Godzilla: Destroy All Monsters Melee Remastered è un divertente ritorno del Re dei Mostri, impreziosito da una grafica rinnovata e da un multiplayer coinvolgente, ma frenato da una progressione troppo ripetitiva e da un gameplay che avrebbe meritato un’evoluzione più profonda.
Godzilla: Destroy All Monsters Melee Remastered Recensione – VOTO: 7,5
Un ritorno nostalgico e divertente per gli appassionati del Re dei Mostri. La rimasterizzazione migliora la grafica, conserva il fascino dei combattimenti tra Kaiju e offre un multiplayer capace di regalare momenti molto divertenti. Le ambientazioni distruttibili e la varietà delle creature contribuiscono a rendere gli scontri spettacolari.
Il roster limitato, la profondità non particolarmente elevata del combat system e soprattutto il grinding necessario per sbloccare i contenuti rappresentano i principali limiti di una produzione che avrebbe potuto fare qualcosa in più per modernizzare davvero l’esperienza.
Godzilla: Destroy All Monsters Melee Remastered – PRO e CONTRO
PRO
- Il fascino intramontabile dei combattimenti tra i Kaiju dell’universo Godzilla.
- Dodici mostri giocabili con caratteristiche e abilità differenti.
- Ambientazioni distruttibili che rendono gli scontri spettacolari.
- Grafica rinnovata grazie al passaggio a Unreal Engine 5.
- Multiplayer locale e online divertente e coinvolgente.
- Modalità di gioco differenti per variare l’esperienza.
- La simpatica modalità Director per creare inquadrature cinematografiche.
- Una formula arcade immediata e adatta anche alle sessioni in compagnia.
CONTRO
- Il roster di dodici Kaiju poteva essere più ampio.
- Il sistema di combattimento non raggiunge una grande profondità tecnica.
- Il grinding per sbloccare personaggi, arene e contenuti è eccessivamente ripetitivo.
- La componente single player non offre sempre sufficiente varietà.
- Alcuni personaggi e alcune mosse risultano meglio bilanciati di altri.
- La rimasterizzazione avrebbe potuto introdurre cambiamenti più ambiziosi.
- Assenza dell’audio giapponese.
LEGO Godzilla: il Re dei Mostri diventa anche un gigantesco modello da costruire!
Se siete appassionati del gigantesco Kaiju giapponese, c’è anche un’altra interessante novità da tenere d’occhio. Godzilla è infatti protagonista di un progetto LEGO davvero impressionante: un modello composto da ben 5.363 pezzi, con un’altezza di circa 70 centimetri.
Una costruzione destinata a diventare un pezzo da collezione particolarmente interessante per tutti gli amanti del franchise, soprattutto per chi desidera affiancare alla propria passione per i videogiochi anche un oggetto da esposizione dedicato al Re dei Mostri.
Abbiamo approfondito tutti i dettagli, le caratteristiche e le informazioni sulla disponibilità in questo nostro articolo:
LEGO Godzilla è realtà: 5.363 pezzi per il mostro da 70 centimetri, ecco quando arriva!
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