Eccoci finalmente alla trattazione del Demo di Dead Space 2 (in arrivo il prossimo gennaio e già prenotabile sin da ora su Playstation 3, Xbox 360 e PC su Multiplayer.com dove non pagate nulla per le spese di spedizione e ricevendo il gioco al day one), uno dei titoli più attesi del prossimo anno: prima di iniziare cogliamo l’occasione per segnalarvi che qui trovate uno Speciale con tutti i giochi più importanti in uscita nel 2011!

Chi si scrive considera il primo Dead Space un vero e proprio Capolavoro che riuscì, 2 anni fa, a dare una bella boccata d’aria al genere dei survival horror di stampo action: l’unico difetto imputabile al titolo Visceral Games era la sua natura fortemente derivativa, difetto che comunque veniva ampiamente superato dagli enormi pregi del gioco, sia a livello di grafica che di gameplay.

In questo secondo capitolo impersonificheremo nuovamente Isaac (ma non era morto alla fine del primo?) ed all’inizio ci verrà offerto un riassunto di quanto accaduto precedentemente (ottima cosa per un demo, visto che spesso e volentieri ci si trova in medias res senza introduzione alcuna) e verremo a scoprire che sono trascorsi tre anni dalla passata, epica avventura. Questa volta però, saremo a bordo della Sprawl, che è una vera e propria stazione spaziale: ne consegue che gli ambienti sono meno claustrofobici, più aperti e decisamente più illuminati (quasi sempre per lo meno, a giudicare dalla demo).

Troveremo un Isaac molto più confuso che in passato, perché il Marchio ha lasciato segni evidenti nella sua mente. Questo stratagemma è tornato utile agli sviluppatori per creare momenti di tensione e panico maggiori che in passato: infatti, spesso, cambiando stanza, Isaac vedrà per alcuni istanti i cadaveri prendere vita, dimenarsi, urlare…in quelle che altro non sono che sue allucinazioni. Tutto molto efficace, in grado di creare tensione nel giocatore sin dall’inizio (spesso infatti l’atmosfera “pesante” viene percepita in alcuni titoli solo dopo diverso tempo dedicato all’esplorazione).

Ma è anche più massiccio, Isaac, lo si vede sin da subito, perché dotato di una nuova tuta, o meglio, della vecchia potenziata: grazie a questa adesso il nostro protagonista potrà spostarsi a proprio piacimento nelle fasi a gravità zero, grazie a dei Jet Direzionali dall’indubbia efficacia. Il gameplay è tornato con la stessa prepotente lubrificazione del primo capitolo: tutto funziona alla perfezione e camminare mentre si tiene puntata la pistola per mirare/illuminare l’ambiente è ancora una volta assolutamente funzionale e galvanizzante al tempo stesso. Anche i Necromorfi hanno gli stesi punti deboli di un tempo, ma anche in questo caso vengono apprezzate le loro più o meno originali entrate in scena che, se anche spesso sanno di già visto, mantengono comunque la loro efficacia.

Non mancano poi gli enigmi, da risolvere il più delle volte grazie alla combo “neuroni" più stasi, quest’ultima in grado di rallentare gli oggetti e i nemici, casomai ce ne fosse bisogno. Dulcis in fundo, la componente tecnica è, ancora una volta, strepitosa: quasi mai si riesce ad avere la sensazione di una solidità degli ambienti come accade in questo titolo, il tutto poi arricchito da effetti luce e particellari assolutamente spettacolari, in grado di regalare ancora maggiore profondità al tutto.

E’ vero, non ci sono reali cambiamenti o rivoluzioni da segnalare, ma “soltanto” migliorie un po’ a tutti gli aspetti del gioco, e questo, detto di un titolo, il primo Dead Space, che già di per sé rasentava la perfezione, è quanto di meglio si potesse desiderare da questo sequel: le carte per un ritorno di Isaac in grandissimo stile ci sono tutte e per fortuna Gennaio è già alle porte…

Nicola “Demon’s Souls” Coccia




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