Ci sono videogiochi che cercano disperatamente di inseguire le ultime tendenze e altri che scelgono di guardare al passato per costruire qualcosa di diverso. Voivod: The Nuclear Warrior appartiene decisamente alla seconda categoria. Abbiamo provato la demo di questo action-adventure ispirato alla leggendaria band metal canadese e la prima sensazione è stata quella di ritrovarci davanti a un gioco che avrebbe potuto tranquillamente arrivare sugli scaffali ai tempi del Commodore Amiga. E non è assolutamente una critica: il suo stile rétro, l’immaginario fantascientifico e l’anima metal rappresentano alcuni degli elementi più interessanti di questa produzione.

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Voivod, una band che ha sempre guardato oltre i confini del metal

Per capire perché questo videogioco sia così particolare, bisogna partire dai Voivod. Nati nel Québec nel 1981, i musicisti canadesi hanno costruito nel corso dei decenni un’identità inconfondibile, muovendosi tra thrash metal, progressive metal e suggestioni fantascientifiche. La loro musica non è mai stata soltanto una questione di riff e velocità: album come Dimension Hatröss e Nothingface hanno contribuito a definire un universo artistico fatto di viaggi cosmici, mutazioni, incubi tecnologici e visioni distopiche.

A rendere riconoscibile la band è anche il suo immaginario visivo, legato in modo particolare alle illustrazioni di Michel “Away” Langevin, batterista e storico componente del gruppo. Un mondo nel quale esseri biomeccanici, macchine, scenari apocalittici e creature aliene sembrano fondersi in un’unica, inquietante visione. È proprio questo patrimonio artistico a costituire la base ideale per un videogioco.

Voivod: The Nuclear Warrior non si limita quindi a utilizzare il nome di una band famosa per attirare gli appassionati di musica. L’obiettivo è trasformare in un’esperienza interattiva un universo che, per caratteristiche estetiche e narrative, sembra nato appositamente per un’avventura videoludica.

Un videogioco italiano che sembra arrivare direttamente dagli anni Novanta

Un altro aspetto che ci fa piacere sottolineare è la provenienza del progetto. Voivod: The Nuclear Warrior è sviluppato da Chaosmonger Studio, realtà guidata dall’italiano Nicola Piovesan. Non si tratta quindi di una produzione proveniente da un grande editore internazionale, ma di un progetto indipendente che punta su una forte identità artistica e su una collaborazione con una band dalla personalità davvero particolare.

Il risultato è un gioco che non cerca di nascondere la propria ispirazione rétro. Anzi, la mette in primo piano attraverso la grafica in pixel art, le ambientazioni fantascientifiche e un’impostazione che richiama l’epoca in cui i videogiochi a 16 bit erano capaci di costruire mondi enormi con risorse tecniche limitate.

Guardandolo, è facile pensare al Commodore Amiga e a quella stagione in cui l’azione, l’esplorazione e le atmosfere cupe potevano convivere con una rappresentazione visiva essenziale ma piena di carattere. Naturalmente, il gioco non è un prodotto del passato: è una produzione moderna che sceglie deliberatamente di recuperare quel linguaggio.

Ed è proprio questa scelta a funzionare. In un mercato nel quale tante produzioni indipendenti sembrano rincorrere le stesse formule, un titolo che abbraccia senza esitazioni la propria anima metal e rétro ha già un elemento distintivo importante.

Il gameplay: azione, esplorazione e anima metroidvania

Al di là dell’aspetto estetico, Voivod: The Nuclear Warrior si presenta come un’avventura action con elementi run-and-gun e metroidvania. Non siamo quindi davanti a un semplice omaggio musicale costruito attorno a qualche livello da completare, ma a un gioco che vuole proporre esplorazione, combattimenti e progressione del personaggio.

L’ambientazione è quella di un futuro post-apocalittico nel quale la realtà sembra essere precipitata in un incubo tecnologico. Il protagonista si muove attraverso scenari ostili, affronta creature mostruose e si confronta con un universo che riprende le atmosfere più oscure e visionarie dei Voivod.

La componente metroidvania è importante perché aggiunge un motivo per tornare sui propri passi, scoprire passaggi e approfondire la conoscenza delle ambientazioni. È una struttura che può convincere chi ama i giochi nei quali l’esplorazione non rappresenta soltanto una pausa tra un combattimento e l’altro, ma costituisce una parte fondamentale dell’esperienza.

La demo permette di assaggiare questa combinazione di azione e scoperta. È naturalmente troppo presto per considerare ogni elemento definitivamente rifinito: ritmo, precisione dei combattimenti, bilanciamento e risposta ai comandi sono aspetti sui quali il lavoro di sviluppo può ancora fare la differenza. Proprio per questo, il nostro giudizio riguarda le potenzialità del progetto e ciò che la versione di prova lascia intravedere, non una valutazione definitiva del gioco completo.

La musica e l’identità dei Voivod fanno la differenza

Un gioco dedicato a una band metal rischia facilmente di diventare una semplice operazione commerciale se la musica e l’estetica vengono trattate come elementi accessori. Qui, invece, il legame con l’universo dei Voivod è parte integrante della proposta.

Il progetto prevede reinterpretazioni della musica della band con sonorità ispirate ai videogiochi dei primi anni Novanta. Una scelta particolarmente azzeccata: il suono elettronico e sintetico dell’epoca si sposa naturalmente con l’immaginario fantascientifico del gruppo canadese, creando un ponte tra la storia del metal e quella dei videogiochi.

La presenza di un’identità così marcata può diventare un vantaggio anche sul piano del gameplay. Non serve conoscere ogni album dei Voivod per comprendere il fascino di un mondo fatto di mutazioni, tecnologia fuori controllo e scenari alieni. Allo stesso tempo, chi segue la band da anni può riconoscere un’attenzione al materiale originale che va oltre il semplice utilizzo del marchio.

È questo il tipo di contaminazione che ci piace vedere nel panorama indipendente: un progetto che parte da una passione autentica e cerca di trasformarla in qualcosa che abbia senso anche come videogioco.

Voivod: The Nuclear Warrior è soltanto per i fan della band?

La risposta è no, ed è probabilmente uno degli aspetti più interessanti emersi dalla prova della demo. Certo, chi conosce i Voivod parte con un vantaggio emotivo: riconosce l’universo artistico, apprezza il collegamento con la storia del gruppo e può cogliere riferimenti che per altri giocatori passeranno inosservati.

Ma l’idea alla base del progetto può funzionare anche con chi non ha mai ascoltato un disco della band. Gli appassionati di metroidvania, in particolare, potrebbero trovare qui una proposta capace di distinguersi grazie alla combinazione tra pixel art, azione, esplorazione e atmosfere fantascientifiche.

Il paragone con i videogiochi del Commodore Amiga non deve essere interpretato come una limitazione. È piuttosto una dichiarazione d’intenti: il gioco sceglie un’estetica precisa e cerca di costruire attorno a essa la propria personalità. Per chi ama le produzioni indipendenti che non hanno paura di essere riconoscibili, questo è un punto a favore.

Resta da verificare quanto la versione completa saprà mantenere le promesse sul fronte del combattimento e della varietà, perché una bella ambientazione da sola non basta a sostenere un metroidvania per tutta la sua durata. La demo, però, offre motivi sufficienti per continuare a seguire il progetto.

Il nostro giudizio sulla demo di Voivod: The Nuclear Warrior

Un omaggio al metal che può conquistare anche i videogiocatori

Voivod: The Nuclear Warrior ci ha incuriosito soprattutto per la capacità di trasformare un immaginario musicale molto particolare in un’avventura dal sapore rétro. La grafica che richiama l’epoca del Commodore Amiga, le atmosfere fantascientifiche e la forte identità dei Voivod sono gli ingredienti che rendono il progetto riconoscibile.

La demo va considerata per quello che è: un assaggio di un titolo ancora in sviluppo, con aspetti del gameplay che dovranno dimostrare la loro solidità nell’esperienza completa. Non assegniamo quindi un voto numerico, ma possiamo già individuare il pubblico che dovrebbe tenerlo d’occhio.

Per i fan dei Voivod è un progetto da seguire con grande interesse. Per gli appassionati di metroidvania e di videogiochi rétro può essere una sorpresa capace di andare ben oltre il richiamo musicale.

Quando esce Voivod: The Nuclear Warrior?

Voivod: The Nuclear Warrior è previsto per l’inizio del 2027 su PC e console. La demo offre un primo assaggio del progetto e permette di farsi un’idea della direzione artistica e delle sue meccaniche principali.

Il consiglio è di tenerlo d’occhio se amate i metroidvania, la fantascienza cupa o quella stagione dei videogiochi nella quale un’identità visiva forte poteva fare la differenza. E se siete anche fan dei Voivod, il legame tra musica, immaginario e gameplay rende questa produzione italiana ancora più interessante.

Non sarà necessario avere una collezione completa della band per apprezzarlo, ma conoscere i Voivod potrebbe rendere il viaggio ancora più speciale.




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