L’assemblea metropolitana della capitale Giapponese ha approvato un’ordinanza nata per frenare un fenomeno che, secondo i politici locali, sta diventando una tendenza fuori controllo; l’ordinanza comunale che dovrebbe entrare in vigore nel luglio prossimo, prevede il divieto di vendita e distribuzione di pubblicazioni considerate nocive, di materiali che stimolano la sessualità, incoraggiano la crudeltà e/o potrebbero portare al suicidio o comportamenti criminali verso i minorenni, punendo i trasgressori con una multa di 300 mila yen (2.700 euro).
Nel mirino sono finiti soprattutto i cosiddetti sex comics che esaltano eccessivamente gli atti sessuali, quali stupri e altre forme di violenze, il sesso incestuoso. Questo divieto è stato subito duramente attaccato dagli autori ed editori di manga, che parlano di censura e freno alla creatività e alcune di esse, tra cui la casa editrice Shueisha (Death Note, Capitan Tsubasa – Holly e Benji, Dragon Ball, Kenshiro solo per citare i più conosciuti) ha annunciato che non sarà presente al prossimo Tokyo International Anime Fair.
Dall’altra parte il Governo centrale, che per la prima volta dal dopoguerra ha un primo ministro di matrice progressista, Naoto Kan, auspica uno sforzo ed un dialogo maggiore tra le parti coinvolte per il bene sia dell’educazione delle giovani generazioni giapponesi che per la promozione dei manga nel mondo, un veicolo importantissimo e forse il metodo più efficacie, insieme ai videogiochi, per far conoscere la cultura del sol levante.
Giovanni Sannino.
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