Anthem Recensione fuori dal coro

Postato Mar 1 2019 - 9:23am da ITG

Non è certo facile scrivere la recensione di Anthem. La ragione? Presto detto. Il titolo di Bioware ed Electronic Arts già disponibile per Playstation 4, Xbox One e PC (quest’ultima la versione da noi testata) non ha certo ricevuto voti molto alti sia a livello internazionale che nazionale (tutte le recensioni italiane le trovate come sempre aggregate nella scheda di ItaliaTopGames cliccando qui) ed invece chi vi sta scrivendo questo articolo lo ha trovato decisamente esaltante pur riconoscendo che alcuni aspetti del titolo siano migliorabili ma che non inficiano l’immensa gradevolezza dell’esperienza videoludica proposta.

Cominciamo subito con il dire che di davvero originale, Anthem ha veramente poco. Come capita sempre più frequentemente, anche questo videogame prende elementi da vari universi immaginifici e li mescola assieme per un risultato che però si dimostra incredibilmente gradevole. Sotto l’aspetto interattivo, la prima definizione che ci viene alla mente per definire il gioco è un simulatore di Iron Man. Avete capito bene, l’alter ego meccanico – elettronico di Tony Stark di casa Marvel.

Dopo che avrete inizialmente scelto il vostro tipo di classe (che in larga parte ricordano le varie armature dell’amatissimo personaggio di fumetti e film), scoprirete che quello che dovrete fare nel gioco è volteggiare in un universo immaginifico inedito volando in ogni dove e poi affrontare vari tipi di nemici con un arsenale di armi sempre più letale in vista di nemici sempre più ostili. La risposta e la mappatura dei comandi risulta inebriante e se pur non ci sia alcuna licenza ufficiale, secondo l’opinione di chi sta scrivendo, siamo di fronte al miglior gioco di un simil super eroe o quanto meno alla capacità di immergerci davvero nelle loro super capacità.

Tutto questo però avviene in una ambientazione inedita anche se fortemente influenzata sia da varie saghe cinematografiche (Star Wars su tutte) che dallo stesso Mass Effect sempre di casa Bioware. Anthem vive all’interno di un contest fantascientifico – fantasy che ricorda anche per certi aspetti un gran bel titolo come Horizon: Zero Dawn dove ad una tecnologia molto più evoluta della nostra, fa da contraltare una organizzazione della società umana molto simile a quella tribale dove all’aspetto hi-tech si mescola quello della magia e da lì per l’appunto emerge anche la sua componente fantasy. Nell’insieme Anthem si lascia molto apprezzare anche dal punto di vista narrativo pur non mantenendosi sempre sugli stessi apici qualitativi (in particolare alcuni dialoghi con i personaggi non giocabili a volte arrivano a noia) che a volte risultano davvero esaltanti.

Dopo avervi fatto una analisi generale di Anthem, andiamo a sviscerare maggiormente l’esperienza sul campo. Chi vi sta scrivendo questa recensione ci ha iniziato a giocare dal day one e dopo relativa patch. Sarà fortuna o un hardware su PC piuttosto standard (CPU Intel e scheda video NVidia) ma dei tanti bug di cui si è letto in questi giorni neppure l’ombra. Nessun tipo di problema nel gameplay, nella connessione o nei menù. Niente di niente.

Vero che i caricamenti non sono proprio ridottissimi ma neppure così disturbanti e lesivi dell’esperienza di gioco. Esperienza di gioco che si potrà liberamente trasformare in un videogame single player o multiplayer cooperativo per 4 giocatori per molte delle possibilità di gioco previste. All’inizio di ogni missione, Anthem richiede come si vuole giocare se da soli, con compagni di team casuali o scelti tra i propri amici.

Questa libertà di affrontare grossa parte del gioco come si vuole (anche alternando le varie possibilità) a chi sta scrivendo questa recensione è sembrata davvero un’ottima scelta, non precludendo a nessuno la possibilità di vivere l’esperienza di gioco come si vuole. A discapito di tutti i presunti trend, sono ancora tantissimi i videogiocatori probabilmente più in avanti con l’età che preferiscono le esperienze di gioco single player e i grandi successi di vendita per titoli quali God of War o Spider-Man lo testimoniano e dunque dar modo di giocare Anthem anche o soltanto in solitario è un valore aggiunto importante.

Quando poi si entra nel vivo della battaglia, Anthem propone un gameplay non troppo sofisticato ma capace di sfruttare appieno la verticalità data dalla corazza del nostro alter ego capace di muoversi rapidamente nello spazio tridimensionale e sfruttare tutte le caratteristiche della propria classe scelta in partenza che sia la velocità o la potenza di fuoco. Sul fronte dell’esperienza di gioco in senso stretto, però emerge anche il primo evidente difetto del gioco: il level design è piuttosto incostante con alcune missioni intriganti e piacevoli, altre molto più scialbe e troppo ripetitive. Da questo punto di vista si poteva fare sicuramente di più e ci aspettiamo che i contenuti previsti nelle prossime settimane e mesi abbiano un innalzamento verso l’alto in fatto di ispirazione.

Anche sul fronte della crescita del nostro alter ego e della nostra attrezzatura bellica (e Bioware ha già comunicato di essere al lavoro su cambiamenti a riguardo), della comunicazioni con gli altri giocatori quando si gioca in cooperativa, dei menù ed in generale dell’interfaccia comandi non in game, si possono aspettare correzioni da parte di del team di sviluppo nei prossimi aggiornamenti ma sono tutti aspetti che, per quanto riguarda l’esperienza di chi vi sta scrivendo questa recensione, incidono soltanto marginalmente sull’aspetto esperienziale del gameplay in senso stretto.

Arrivati a questo punto, è poi importante parlare anche dell’aspetto tecnico – estetico di Anthem. Da questo punto di vista con un hardware di fascia oramai media (parliamo di una GTX 1070, scheda video uscita più di 2 anni fa), Anthem riempie davvero gli occhi, con ambientazioni particolareggiate e sufficientemente variegate per rimanere davvero estasiati di fronte a quello che si vede. Da alte montagne alle profondità marine, anche in questo caso forse non si è fatto troppo per essere originali ma anche dal punto di vista della qualità delle texture, degli elementi su schermo e dei vari effetti luce (compresi quelli meteo) si rimane davvero a bocca aperta e senza soffrire di particolari problemi di frame rate. Insomma, è quanto di meglio visto negli ultimi anni con davvero pochi rivali in ogni ambito videoludico.

Pura esaltazione infine per il sonoro: tra ritmi tribali e melodie classiche chiaramente ispirate dalle soundtrack cinematografiche, a volte si perde la lucidità nel giocare ad Anthem per soffermarsi sulle musiche che accompagnano la nostra azione. Saranno state anche le rivoluzionarie cuffie SXFI di Creative Labs, ma non possiamo che usare nuovamente il termine esaltante per la componente audio del gioco anche perché la localizzazione in italiano del gioco è tra le migliori di sempre.

IN CONCLUSIONE
La recensione fuori dal coro è giunta al termine. Come avrete “leggermente intuito” (citazione cinematografica…), chi ha scritto questa recensione è rimasto estasiato da quanto propone Anthem pur avvertendo alcune criticità che però non hanno inficiato un’esperienza che nell’insieme non può che dirsi esaltante. Saranno anche state le circostanze fortunate (non aver giocato prima della patch del day one) o altro ma davvero non possiamo che consigliare la nuova proposta videoludica di Bioware soprattutto a chi ha sempre sognato un “simulatore di Iron Man” visto che in fondo, pur in un contesto completamente differente, Anthem rappresenta soprattutto questo e la fa davvero bene.

VOTO: 9

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