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Se non vi fosse bastata l’uscita del terzo capitolo di Assassin’s Creed 3 uscito da poco su Pc, Ps3 e Xbox 360, ecco che Ubisoft ci propone un capitolo pensato espressamente per PSVita. Questa uscita esclusiva ha in realtà diverse care da giocare a partire proprio dal protagonista, o sarebbe meglio dire “la” protagonista, visto che questa volta, per la prima in assoluto, vestiremo i panni della bella Aveline…

Anno 1765. Mentre al nord la Rivoluzione Americana è alle porte, gli spagnoli mirano a conquistare la Louisiana a sud, ma dovranno fare i conti con Aveline, un’abile Assassina che sfrutterà ogni arma e ogni abilità a sua disposizione per liberare la sua terra e il suo popolo.

Oltre al cambio di protagonista, la novità più eclatante riguarda l’introduzione degli Alias: in altre parola Aveline potrà, durante le missioni, cambiarsi d’abito per “diventare” un’Assassina, una schiava o una nobildonna. Ognuno dei tre travestimenti avrà il suo livello d notorietà che varierà in base al nostro comportamento in generale durante le missioni, ma che potrà anche essere modificato in base al costume indossato e nello specifico: togliendo i poster segnaletici nel caso della schiava, corrompendo i magistrati per quanto riguarda l’Assassina e uccidendo i testimoni delle nostre cattive azioni con la nobildonna.

Per il resto, dopo un inizio partito senza troppi preamboli (a differenza di quanto proposto in Assassin’s Creed 3) la struttura di gioco parte in maniera lineare per farci impratichire un po’ coi controlli per poi diventare di ampio respiro come nel caso della serie regolare.

A proposito di controlli, dobbiamo dire che la doppia leva analogica di PSVita si dimostra assolutamente funzionale a far sì che Aveline compia tutte quelle azioni acrobatiche degne di un vero assassino, come arrampicarsi con leggiadria su pareti verticali, correre e saltare da un tetto all’altro come nulla fosse e così via. I tempi di Psp sono ormai lontani, insomma, anche se dobbiamo dire che, rispetto ad Assassin’s Creed 3 questo spin-off perde qualche colpo per quanto riguarda le sezioni di combattimento.

Dal punto di vista tecnico, il gioco mostra alto e bassi: se da un lato infatti personaggi, animazioni ed ambienti sono realizzati superbamente, dall’altro non si può non notare un fastidioso effetto pop-up e dosi di aliasing di cui avremmo fatto volentieri a meno. Stesso discorso vale per le texture, visto che alcune sono dettagliatissime ed altre invece mostrano sfocature imbarazzanti. Buono il sonoro, con musiche che riescono a sottolineare a dovere le varie situazioni di gioco ed i cambi di ambientazione; buono anche il doppiaggio italiano, anche se qua e là soffre di qualche calo interpretativo.

IN CONCLUSIONE
Anziché presentarsi come un prodotto minore, Assassin’s Creed 3: Liberation si pone come capitolo a sé stante dotato di una sua personalità e dignità. Il protagonista in questo caso è una donna, la bellissima Aveline e, tra le varie aggiunta, quella maggiormente degna di nota riguarda gli Alias, che riescono a dare un tocco di diversificazione in più alle missioni. I controlli rispondono alla grande, eccezion fatta per qualche imprecisione qua e là, mentre l’aspetto visivo altalena alti e bassi. In definita, un titolo assolutamente consigliato a tutti i fan della serie, davvero non avranno di che pentirsene.
GLAMOUR 9
GRAFICA 8.5
SONORO 8.7
GAMEPLAY 8..3
LONGEVITA’ 8
TOTALE 8.8




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