Bioshock Infinite Recensione Playstation 3 Xbox 360 PC

Postato Apr 2 2013 - 12:00am da ITG

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Bioshock è stato un titolo epocale, in grado di catturare l’attenzione di critica e pubblico al punto tale da venire considerato, da alcuni, il miglior fps della storia. A prescindere se un’affermazione di questo tipo possa essere considerata o meno veritiera, va detto che Bioshock 2, nonostante le forti aspettative, non è riuscito a creare un vero e proprio caso come il suo predecessore, limitandosi a riipropoerne i punti di forza senza innovare in nulla. Ma ecco che le cose potrebbero cambiare proprio con Bioshock Infinite, forte del fatto che è stato lo stesso game designer Ken Levine a sbandierarne le qualità in un battage pubblicitario serrato ed interminabile…

Corre l’anno 1912. Con gli Stati Uniti che stanno emergendo come una potenza mondiale, la città galleggiante di Columbia è un simbolo potente che ben rappresenta l’eccellenza degli ideali americani, lanciato in grande stile fra le acclamazioni di un pubblico affascinato. Ma quello che inizia come un tentativo di speranza si trasforma ben presto in un disastro, con la città che scompare tra le nuvole. La sua ubicazione è ora sconosciuta, il più grande successo nella storia americana è dunque sparito senza lasciare traccia.

Ancora una volta la trama viene narrata in maniera a dir poco magistrale, grazie alle vicissitudini de personaggi ma anche alle registrazioni disseminate nell’ambiente, elementi che insieme riescono a costruire una struttura che stuzzica il giocatore aumentando continuamente in lui dubbi e domande e tessendo una ragnatela complessa e profonda.

E veniamo all’evoluzione più grande che il titolo ha subito, vale a dire l’ambientazione. In Infinite siamo agli antipodi del primo Bioshock: lì ci trovavamo sul fondo dell’oceano con Rapture, qui invece siamo in cielo (letteralmente) con Columbia. Ma se il senso di claustrofobia ed oppressione sembra all’inizio essere venuto meno, con il proseguire del gioco vi renderete conto che esso è presente quanto e più di prima, solo che viene instillato nella mente del giocatore a piccole dosi continue.

Anche il gameplay appare modificato, seppure in misura decisamente minore: le armi da fuoco sono decisamente di più, variegate e nettamente più precise (per quanto risultino ancora una volta sbilanciate), i plasmidi sono stati sostituiti dai tonici e i poteri risultano adesso essere decisamente più intuitivi da utilizzare rispetto al passato (per utilizzarli dovrete fare ricorso ad un’energia denominata “sale”).

Altre grossi novità sono il gancio del braccio ottenuto ad inizio gioco
(utile per spostarsi a grande velocità e raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili) e il personaggio di Elizabeth che vi farà compagnia nel corso dell’avventura e che vi aiuterà aprendo squarci dimensionali e raccogliendo per voi preziose risorse.

L’aspetto visivo è a dir poco sontuoso, con una Columbia rappresentata in modo a dir poco maniacale e arricchita da continue trovate geniali; inoltre la città volante è resa assolutamente viva dalla presenza e dal comportamento dei tanti abitanti che la vivono e che compiono mille azioni agli angoli delle strade
.

Non manca qualche bug minore, come le animazioni di Elizabeth che spesso passano attraverso oggetti solidi e muri; texture e modelli sono poi in generale un po’ sottotono: questo è però il prezzo da pagare per voler portare un progetto tanto ambizioso sull’attuale generazione di console. Di livello eccellente il sonoro, che si fregia non solo di un doppiaggio italiano di altissimo livello, ma anche di tracce musicali ispiratissime che ricalcano stili e temi dell’epoca, in grado di aumentare esponenzialmente il senso di estraneazione del giocatore.

IN CONCLUSIONE
Le aspettative che hanno accompagnato il lancio di Bioshock Infinite sono state a dir poco spaventose e quello che è più incredibile è che, ciononostante, gioco alla mano il titolo non solo non delude sotto nessun aspetto, ma riesce addirittura a sorprendere. La bellezza, la straordinarietà e, al tempo stesso, il senso di oppressione che Columbia riesce a trasmettere sono elementi inesprimibili a parole, per quanta maestria Irrational Games siano riusciti ad infondere in loro. I cambiamenti non si limitano solo all’ambientazione, ma vanno a toccare anche l’impianto narrativo (può sembrare incredibile, ma è più riuscito di quello del primo Bioshock), il gameplay (adesso più preciso e per certi versi intuitivo) e l’introduzione di importanti novità come il gancio del braccio e la presenza di Elizabeth. Senza mezzi termini, siamo di fronte ad un titolo da acquistare “senza se e senza ma”, in grado di coniugare gusto estetico con una giocabilità quantomai profonda e diversificata.

GLAMOUR 10
GRAFICA 9.5
SONORO 10
GAMEPLAY 9.7
LONGEVITA’ 9
TOTALE 10

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