L’estate rovente non sembra intenzionata a mollare la presa. Nei prossimi giorni l’Italia resterà alle prese con temperature elevate, afa e una nuova fase di forte instabilità temporalesca soprattutto al Nord. Ma nelle ultime elaborazioni dei modelli meteorologici compare un elemento che potrebbe cambiare radicalmente lo scenario nella parte finale di agosto.
Il modello europeo ECMWF intravede infatti una possibile svolta a partire dal 24 agosto, con una diminuzione delle anomalie termiche su buona parte dell’Europa occidentale e anche sull’Italia. Una prospettiva che, dopo settimane caratterizzate da caldo insistente e diverse ondate subtropicali, fa inevitabilmente discutere.
Ma c’è un problema: il modello americano GFS non vede la stessa evoluzione. E proprio questa differenza rappresenta oggi il principale elemento di cautela.
Italia ancora nella morsa del caldo: la situazione non cambia subito
Partiamo dalle certezze, che in una previsione meteorologica a medio-lungo termine sono sempre poche. Nei prossimi giorni secondo Tempo Italia, l’anticiclone di matrice subtropicale continuerà a dominare gran parte della Penisola, mantenendo temperature decisamente elevate.
L’aria calda proveniente dal Nord Africa, attraversando il Mediterraneo, acquisisce inoltre una maggiore quantità di umidità. Il risultato è una combinazione particolarmente fastidiosa di temperature alte, afa e notti difficili da affrontare.
Le zone interne delle Isole maggiori, il Centro tirrenico e diverse aree lontane dall’influenza mitigatrice del mare saranno tra quelle maggiormente esposte. Anche nelle grandi città del Nord la situazione resterà pesante, soprattutto quando le temperature minime faticheranno a scendere durante la notte.
Insomma, non siamo ancora davanti alla fine dell’estate rovente. Anzi, il quadro dei prossimi sette-otto giorni resta improntato al caldo.
Temporali violenti al Nord: il caldo alimenta l’instabilità
La presenza dell’anticiclone non significa però cielo sereno ovunque.
Il forte riscaldamento del suolo, unito all’umidità disponibile nei bassi strati dell’atmosfera e alle temperature molto elevate del Mediterraneo, crea infatti condizioni favorevoli allo sviluppo di temporali anche molto intensi.
Il copione sarà abbastanza tipico: mattinate prevalentemente soleggiate, sviluppo delle nubi nelle ore centrali e successiva formazione di rovesci e temporali soprattutto lungo Alpi, Prealpi e Appennini.
La situazione più interessante riguarda però la Val Padana. Alcuni sistemi temporaleschi potranno organizzarsi nel tardo pomeriggio e in serata per poi spostarsi verso le pianure durante la notte.
E qui arriva un paradosso dell’attuale configurazione: il temporale può portare un vero calo termico, ma soltanto nelle aree direttamente interessate dai fenomeni. Non si tratta quindi di una rinfrescata generalizzata.
Gli elevati contrasti termici possono inoltre favorire fenomeni localmente violenti, con grandinate, forti raffiche di vento e intensa attività elettrica.
ECMWF e GFS concordano sulla pioggia, soprattutto al Nord
Uno degli elementi più interessanti delle attuali proiezioni riguarda le precipitazioni.
Secondo l’analisi riportata da Tempo Italia, sia ECMWF sia GFS individuano infatti il Nord Italia come una delle aree maggiormente interessate dalle precipitazioni nella seconda parte del mese.
Le zone alpine e prealpine, il Piemonte settentrionale, la Lombardia, il Trentino-Alto Adige, il Veneto settentrionale e il Friuli Venezia Giulia potrebbero ricevere quantitativi significativi di pioggia, in gran parte associati a fenomeni temporaleschi.
Il quadro cambia procedendo verso sud. Centro, Sud e Isole potrebbero rimanere molto più ai margini delle precipitazioni, mantenendo condizioni complessivamente più asciutte e calde.
È importante però non confondere queste indicazioni con una previsione puntuale: a queste distanze temporali la posizione dei temporali e soprattutto i quantitativi di pioggia possono cambiare sensibilmente da un aggiornamento all’altro.
Mari bollenti: il Mediterraneo diventa benzina per i temporali
Tra gli aspetti più impressionanti dell’attuale configurazione c’è anche la temperatura del mare.
Le analisi riportate dalla fonte indicano valori superficiali estremamente elevati in diverse zone del Mediterraneo, con temperature superiori ai 30°C e punte oltre i 33°C nell’area delle Baleari.
Un mare così caldo rappresenta una fonte enorme di energia e umidità per l’atmosfera. Quando una massa d’aria più fresca riesce a entrare in quota, il contrasto con gli strati inferiori molto caldi e umidi può diventare particolarmente marcato.
È uno degli ingredienti che possono favorire la nascita di temporali intensi e sistemi convettivi organizzati.
Per questo motivo, nella fase attuale, caldo estremo e temporali violenti non sono due fenomeni contraddittori: sono spesso due facce della stessa configurazione atmosferica.
La data da segnare sul calendario è il 24 agosto
Ed eccoci al punto più interessante delle nuove elaborazioni.
ECMWF intravede una possibile svolta proprio intorno al 24 agosto.
Le proiezioni del modello europeo mostrano, in quella fase, una riduzione delle anomalie positive sull’Europa occidentale. Francia, Germania, Regno Unito, Spagna settentrionale e parte dell’Italia potrebbero passare da condizioni molto più calde della norma a temperature più vicine alla media, o localmente inferiori.
Se lo scenario venisse confermato, si tratterebbe di un cambiamento importante nella circolazione atmosferica.
L’aria più fresca potrebbe infatti conquistare parte dell’Europa occidentale e successivamente interessare anche la Penisola, mentre il caldo verrebbe spinto maggiormente verso i Balcani, la Grecia e la Turchia.
Per milioni di italiani potrebbe quindi arrivare il primo vero respiro dopo una lunga sequenza di caldo anomalo.
Ma attenzione: il refrigerio del 24 agosto non è ancora una previsione
È qui che bisogna evitare il classico errore delle previsioni meteorologiche a lunga distanza.
Il possibile refrigerio individuato da ECMWF non può essere considerato una previsione affidabile del tempo che farà il 24 agosto. Siamo ancora troppo lontani e la distanza temporale rende inevitabilmente instabile lo scenario.
La stessa fonte sottolinea infatti quanto velocemente possano cambiare le proiezioni: nell’arco di appena 24 ore il modello europeo può modificare sensibilmente la propria visione della circolazione atmosferica.
Ed è proprio questo il punto più interessante.
Se una carta meteorologica a oltre dieci giorni mostra un possibile break, non significa che il break sia già deciso. Significa invece che nei calcoli atmosferici è comparsa una possibilità che merita di essere monitorata.
GFS frena gli entusiasmi: caldo ancora sopra la media
Il modello americano GFS, infatti, propone uno scenario differente.
Per la stessa fase di fine agosto, GFS mantiene sull’Italia temperature ancora superiori alla media, pur senza riproporre necessariamente gli estremi della fase più rovente.
Non sarebbe quindi una nuova esplosione del caldo africano, ma nemmeno quella rottura estiva che molti stanno aspettando.
Il confronto tra i due modelli produce così due scenari molto diversi:
- ECMWF: possibile importante ridimensionamento del caldo intorno al 24 agosto;
- GFS: temperature ancora sopra la media sull’Italia, seppur con un caldo meno estremo.
La distanza tra le due simulazioni è sufficiente per imporre prudenza.
Quindi quando finirà davvero il caldo?
La risposta, oggi, è che non possiamo ancora indicare una data certa.
Quello che emerge con maggiore chiarezza è che la fase calda continuerà ancora nei prossimi giorni, accompagnata da episodi temporaleschi soprattutto al Nord e sui rilievi.
Per la parte finale di agosto, invece, si è aperta una porta verso un possibile cambiamento. ECMWF la vede più chiaramente, GFS molto meno.
Ed è proprio questa divergenza a rendere interessante seguire i prossimi aggiornamenti.
Se nei prossimi giorni il modello europeo continuerà a confermare la discesa delle temperature e anche GFS inizierà ad avvicinarsi allo stesso scenario, allora il 24 agosto potrebbe davvero diventare una data importante per la fine della lunga fase di caldo intenso.
Se invece le successive elaborazioni dovessero cancellare il segnale, ci troveremmo davanti all’ennesimo falso allarme modellistico.
Caldo fino a Ferragosto, poi occhi puntati sulla fine del mese
Per il momento, dunque, niente illusioni.
L’Italia resta sotto l’influenza del caldo subtropicale e nei prossimi giorni l’afa continuerà a rappresentare uno dei principali problemi, soprattutto nelle grandi città e nelle aree interne.
Al Nord bisognerà inoltre prestare attenzione ai temporali, che potranno risultare localmente violenti proprio a causa dell’enorme quantità di energia presente nell’atmosfera.
La vera partita si giocherà però più avanti.
Il 24 agosto è diventato il nuovo appuntamento da osservare sulle carte meteorologiche. Non perché sia già stata decretata la fine del caldo, ma perché per la prima volta nelle proiezioni compare uno scenario capace di interrompere la lunga sequenza di temperature anomale.
Per ora è soltanto una possibilità.
Ma se ECMWF dovesse confermarla nelle prossime emissioni e GFS iniziasse a seguirla, potremmo essere davanti alla svolta meteo più importante della seconda metà di agosto.
Fonte: Tempo Italia, analisi dei modelli meteorologici ECMWF e GFS.
