Crackdown 3 – La Recensione

Postato Feb 20 2019 - 2:15pm da ITG

Ci sono voluti quasi 10 anni dall’uscita del secondo capitolo per vedere finalmente materializzarsi Crackdown 3. Disponibile con l’apprezzatissima formula del Live Anywhere (si compra una volta soltanto e si può giocare sia su PC con Windows 10 che su Xbox One), il titolo ha subito una lunga serie di ritardi ma ora finalmente è disponibile per tutti i gamer delle macchine targate Microsoft.

Crackdown 3 (qui tutte le recensioni italiane) è ambientato 10 anni dopo le vicende accadute nel suo predecessore, dunque un periodo simile al tempo di attesa a quanto gli appassionati della serie hanno dovuto aspettare nella realtà. Troviamo l’oramai iconico attore Terry Crews nei panni del comandante Jaxon che dovrà vedersela con una fitta rete di personaggi poco amichevoli nella città di New Providence in un futuro distopico.

Per quanto Crews si sforzi di dare intensità ai dialoghi, trovare le cut scene realizzate in stile fumetto interattivo è un elemento che ci ha fatto un po’ storcere il naso. Di stile e caratterizzazione ne troviamo veramente tanto ma indubbiamente siamo lontani a quelle scene di intermezzo a cui siamo abituati in casa Microsoft con i vari capitoli di Halo o Gears of War tanto per fare due nomi ovviamente non troppo a caso. Oltretutto la banalità della trama non aiuta di certo.

Sul fronte però del gameplay vero e proprio, Crackdown 3 però non ci ha delusi affatto. Il suo punto di forza rimane quello dei precedenti capitoli: lo sviluppo verso l’alto dei livelli, concedendo una caratterizzazione platform ben più netta rispetto ad altri titoli dello stesso genere. Con questa specificità, con un sistema di shooting adeguato e la presenza di vari mezzi, qualcuno potrebbe storcere il naso per una concezione un po’ old school dei free roaming ma secondo la nostra personale opinione, Crackdown 3 ha un level design piacevolissimo capace di mantenerci davanti alla TV o al monitor fino alla fine della campagna principale.

Sul fronte del multiplayer, di cui il marketing di Microsoft ha parlato a lungo nel corso di questi anni in merito all’applicazione del cloud gaming, in realtà non abbiamo trovato niente di strabiliante. Siamo di fronte anche in questo caso ad uno shooter con le più tipiche modalità online almeno al momento che come il single player ha nella verticalità il suo punto di forza e di specificità rispetto alla concorrenza.

Da un punto di vista tecnico, Crackdown 3 testato su PC con quasi tutti i dettagli al massimo si è rivelato un titolo discreto. Niente che faccia gridare al miracolo, tutt’altro, ma dietro alla facciata dello stile cel shading, si sviluppano ambienti di gioco piuttosto interessanti sempre legati al concetto di verticalità già precedentemente espressa. Anche la fluidità non viene mai messa in discussione neppure nelle situazioni più caotiche su schermo. Discreta anche la componente sonora sia sul fronte dell’accompagnamento musicale che dei dialoghi rimasti in inglese ma con i sottotitoli in italiano.

IN CONCLUSIONE
Crackdown 3 paga forse l’eccesso di hype generato dal marketing ed una lunga serie di ritardi accumulati da quando fu annunciato 5 anni fa. Cercando di essere il più obiettivi possibile, rimane un titolo più che discreto, ancora caratterizzato dalla verticalità dei suoi livelli che gli rende comunque una sua caratterizzazione difficilmente rintracciabile in altri titoli del genere. Da consigliare ai fan della serie e a quelli dell’iconico attore Terry Crews.

VOTO: 7.5

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