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Nuova puntata del mistero Del Piero – Juventus. Lo scorso fine settimana avevamo vissuto lo strano caso della sinossi del suo nuovo libro, Giochiamo Ancora, smentito poi nel sito ufficiale dello stesso Del Piero. Oggi però è lo stesso Alex a confermare ufficialmente l’addio alla Juventus in una intervista a Vanity Fair in cui non nasconde la sua sorpresa per le dichiarazioni di Andrea Agnelli nello scorso ottobre. Inoltre, come potrete leggere di seguito da alcuni virgolettati, il capitano bianconero non nasconde la difficoltà nella gestione di questa stagione che l’ha visto in campo per scampoli di partita e molto difficilmente titolare.

Sognavo di chiudere la mia carriera qui. Ormai però le cose sono cambiate. Agnelli mi ha sorpreso. Ma un capitano non deve mai dimenticare i suoi doveri e quello che rappresenta. Questa è stata la stagione più complicata della mia vita. L’anno più complicato della mia vita, perché mi ha messo di fronte a una realtà che non avevo mai conosciuto: la realtà di chi gioca poco o niente. Nessuno pensa di meritare l’esclusione, e per quanto io abbia sempre pensato che se gioca un altro vuol dire che se lo merita, questo non significa rinunciare a lottare per conquistare quel posto“.
La Juventus è impegnata al massimo per vincere campionato e Coppa Italia. Non abbiamo bisogno di polemiche, che del resto non hanno mai fatto parte della mia carriera. Volevo chiudere alla Juve perché questi vent’anni sono stati ricchi di emozioni, con momenti straordinari e a volte duri: ho provato il brivido di scrivere quasi tutti i record bianconeri. Dal 30 giugno sono senza contratto. Non so immaginare il mio futuro, è un cambiamento enorme e un po’ mi spaventa, perché sarebbe come andare via di casa una seconda volta. Ma lo vivo come i videogiochi che mi piacevano da ragazzino: un nuovo livello da superare“.
Infine il suo commosso ricordo per Piermario Morosini:Davanti a una morte così assurda provo un senso di sgomento: la storia personale di Piermario rende questa tragedia ancora più inaccettabile, ci fa riflettere su quanto relativi siano i problemi di tutti i giorni, e quali realtà di vera sofferenza ci circondino. Non conoscevo Piermario ma tutti lo ricordano come un giovane buono, capace di superare le difficoltà della vita anche attraverso il calcio. Lo sport che, per tutti noi che ne viviamo, dovrebbe essere sempre e solo gioia condivisa in campo“.



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