Detroit Become Human – La Recensione per Playstation 4

Postato Giu 21 2018 - 9:28am da ITG

10 su 10. Senza alcuna esitazione, è proprio questo il voto che abbiamo deciso di dare a Detroit Become Human, esclusiva di Playstation 4, uscita già da qualche settimana. Ma come 10 su 10 vi starete forse chiedendo. Un titolo perfetto? Assolutamente no, sia chiaro ma quando un prodotto riesce a portare così avanti alcuni elementi rispetto a quanto visto fino ad oggi in modo così straordinario, è giusto premiarlo.

Detroit Become Human infatti è il miglior rappresentante della tradizione di Quantic Dream, la software house francese che negli anni ci ha proposto un certo tipo di interazioni videoludiche. Qualcuno è arrivato a definirli film interattivi visto che il focus è stato sempre sulla narrazione, sulla profondità dei personaggi, sulle emozioni e non sull’aspetto più tipicamente interattivo e di gameplay.

Già questo può farvi capire che Detroit Become Human (qui tutte le recensioni italiane) non è un titolo per tutti e come tale ha profondamente diviso anche l’accoglienza che ha ricevuto sulle varie testate. Chi ha in mente una visione piuttosto tradizionale del videogioco quasi sicuramente non apprezzerà la sua interazione limitata a vari quick time events, una esplorazione limitata in stile avventura grafica e sequenze relativamente action ma pur sempre molto ridotte.

Detto questo però Detroit Become Human (DBH da questo momento) eccelle in ogni elemento. Più che parlare di film interatttivo, è bene utilizzare il termine di serie TV interattiva visto che siamo di fronte ad oltre trenta episodi in cui si intrecciano le storie di svariati personaggi con cui si creerà sicuramente una forte empatia con quello che accadrà.

Siamo in un futuro più o meno prossimo dove la tecnologia è riuscita a produrre androidi del tutto indistinguibili rispetto agli esseri umani. Queste macchine così evolute vengono utilizzati per i lavori più umili e se pur dall’aspetto e dalle caratteristiche umane, sono considerati alla stregua di un oggetto e dunque segregati sugli autobus oltre che utilizzati per qualsiasi volontà umana, anche la più perversa.

Solo che improvvisamente alcuni androidi si ribellano a questa situazione ed affrontano gli esseri umani nel momento in cui scatta qualcosa di inspiegabile (almeno inizialmente…) in loro. Prima si pensa a casi singoli ma poi qualcosa di molto più grande sta per esplodere…

In tutto questo noi seguiremo le storie di tre androidi diversi: il primo, mandato dalla mega corporazione che costruisce gli androidi stessi, aiuta un poliziotto a risolvere il caso dei suoi simili “impazziti”. Il secondo inizialmente è l’inserviente di un vecchio pittore molto ricco mentre la terza è una semplice collaboratrice domestica di un papà single con problemi di tossicodipendenza che picchia la sua giovane figlia.

Non vi diciamo altro sull’intreccio narrativo nel caso in cui non abbiate ancora giocato a DBH ma siamo di fronte ad un plot e ad un suo svolgimento che davvero non ha nulla da imparare dalle migliori serie TV degli ultimi anni, tutt’altro. Vengono affrontati molti temi davvero delicati ponendo il giocatore a scegliere una strada o l’altra a volte con poco tempo a disposizione e relativi contraccolpi emotivi davvero importanti.

Per alcuni elementi (non tutti sia chiaro…), DBH rappresenta davvero un unicum nel mondo dei videogiochi anche se ci auguriamo che invece possa diventare presto soltanto il primo di una lunga serie di prodotti che toccano tematiche politiche, etiche, filosofiche e scientifiche con tali livelli di sensibilità e maturità.

La grandezza di DBH sta però anche nella realizzazione tecnica. Esattamente come capitato qualche tempo fa con God of War, se qualcuno ci avesse propinato DBH come un titolo di Playstation 5, gli avremmo creduto senza esitazione. Il motore grafico è straordinario in ogni suo aspetto ma si supera in modo sublime nella realizzazione dei volti e delle espressioni facciali. Non c’è NULLA di paragonabile su qualsiasi piattaforma di gioco a quanto si possa vedere in DBH e questo ovviamente supporta visivamente in modo fenomenale i contenuti dell’esperienza proposta.

Standing ovation per la colonna sonora semplicemente magistrale e per un doppiaggio in italiano di altissimo valore (tranne qualche piccola sbavatura) che completano il quadro davvero esaltante ed indimenticabile proposto da Detroit Become Human.

Da segnalare infine come servano almeno 20-25 ore a concludere il gioco per la prima volta. Successivamente potrete cambiare alcune scelte nei bivi e vedere l’effetto “sliding doors” dove ci avrebbe portato al termine della storia. La struttura dei bivi però non è stata realizzata per essere particolarmente “user friendly” e questo è l’unico aspetto che non ci ha convinti fino in fondo di DBH e migliorabile.

IN CONCLUSIONE
Sottolineando ancora una volta che un voto di 10 non rappresenta la perfezione ma un titolo capace di spostare alcuni parametri di riferimento nel mondo dei videogiochi, non possiamo che consigliare senza esitazione Detroit Become Human a tutti coloro che apprezzano la fantascienza e più in generale le esperienze interattive incentrate su emozioni, personaggi e narrazione. DBH, grazie anche ad una realizzazione tecnica davvero sensazionale, è una magnifica serie TV interattiva capace di trasmettere fortissime sensazione al giocatore come ben pochi altri giochi in passato. Standing Ovation per Quantic Dream.

VOTO: 10

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