Donkey Kong Country Tropical Freeze Recensione Nintendo Wii-U

Postato Feb 22 2014 - 4:21pm da Nicola Coccia

Nintendo ha creato svariati personaggi che hanno fatto la storia dei videogiochi, come Mario, Wario, Link e Donkey Kong, tanto per fare solo alcuni esempi; a questi nomi corrispondono altrettante filosofie di gioco, altrettanti generi e più in generale diverse sfumature legate al modo di intendere la giocabilità. Dati questi presupposti, Nintendo ha sempre affidato i relativi sviluppi a team interni, a parte rare eccezioni, come accaduto in questo caso con i retro Studios, che hanno dato vita alle incarnazioni tridimensionali di Metroid Prime…

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Mentre Donkey Kong è in compagnia di Diddy Kong, Dixie Kong e Cranky Kong nella sua capanna, una flotta di navi vichinghe si avvicina minacciosa all’Isola di Donkey Kong…
I Nevichinghi, un’armata di animali provenienti dalle regioni polari, stendono una coltre glaciale sull’isola e Donkey Kong e compagni vengono catapultati via dalla loro amata terra. E come se non bastasse Donkey Kong non può più accedere alla sua amata scorta di banane!

Il gameplay è rimasto sostanzialmente invariato rispetto a Donkey Kong Country Returns (uscito prima su Wii e poi su Nintendo 3Ds): ci troviamo di fronte ad un platform di stampo classico, soltanto che il salto, che in giochi come Mario è calcolato in modo millimetrico, è qui un “floaty jump”, un salto cioè che permette al giocatore di fluttuare per alcuni istanti in aria in modo da correggere il tiro in modo certosino.

Per quanto riguarda lo spostamento, il nostro amato gorilla ad inizio di corsa tenderà a scivolare, vista la sua stazza, ed avrà bisogno di prendere rincorse e fare capriole per effettuare salti di una certa importanza; ma attenzione, quanto appena scritto nono vuole mettere in dubbio la giocabilità del titolo, al contrario, grazie a questi “espedienti” Tropical Freeze richiede al giocatore molta precisione, ricompensandolo con altrettanta profondità.

Passando agli stage, dobbiamo sottolineare come questi siano sempre animati: pareti che crollano, correnti subacquee, rinoceronti impazziti e tanto altro vi daranno del filo da torcere, costringendovi ad imparare a memoria i vari pattern e ad usarli a proprio vantaggio, pena la morte certa. Il tutto risulta divertente e galvanizzante (in più di un’occasione resterete affascinati dalle soluzioni ludiche messe a punto dagli sviluppatori) ma va da sé che riuscirà a dare del filo da torcere anche agli utenti più esperti.

A livello visivo il titolo appare solo più che discreto: certo, la grafica è coloratissima e il nuovo hardware viene sfruttato per repentini cambi di inquadratura che rendono alcuni frangenti di gioco ancora più imprevedibili, ma tolti alcuni preziosismi tecnici, sembra di avere davanti agli occhi una versione upscalata di Returns. Di tutt’altro spessore invece il sonoro, che oltre alla variegata e convincente effettistica, offre una lista di brani che talmente orecchiabili che entreranno nel vostro cervello per non uscirne più.

IN CONCLUSIONE
I Retro Studios dimostrano ancora una volta di meritare tutta la fiducia di Nintendo, grazie alla loro capacità, ampiamente dimostrata con Tropical Freeze, di saper costruire titoli che fanno della giocabilità il proprio portabandiera. C’è solo un piccolo appunto da fare: se è vero che il titolo risulta eccezionalmente profondo e divertente, non possiamo però esimerci dal notare come gli sviluppatori siano rimasti un po’ troppo legati al passato, senza provare ad inserire elementi in grado di impreziosire questa produzione, tanto a livello visivo che ludico.

GLAMOUR 9
GRAFICA 7
SONORO 9.5
GAMEPLAY 9
LONGEVITA’ 8
TOTALE 8.8

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