Fifa e il supporto fisico: si avvicina l’ora della distribuzione digitale?

Postato Nov 26 2010 - 12:00am da ITG

Videogiochi e online da qualche tempo ormai camminano a braccetto, e non ci stiamo riferendo soltanto all’online-gaming, ma anche e soprattutto alla possibilità di poter sfruttare la Grande Rete per accaparrarsi il proprio gioco preferito.

Novità in questo senso le apporterà a brevissimo la serie di Fifa (al momento il massimo offerto da questo punto di vista è l’e-commerce, dove è possibile trovare il gioco a prezzi scontatissimi senza pagare le spese di spedizione) visto che Peter Moore, boss di EA Sports, ha spiegato che “«Personalmente credo che ci saranno ancora dischi fra cinque anni.

Ma in generale, certamente, verrà il giorno in cui FIFA sarà meno un disco che aspetterete a fine settembre, e più qualcosa che forniremo costantemente 365 giorni all’anno. Entro pochi avremo meno staff dedicato allo sviluppo e almeno altrettanto staff, se non di più, che segue tutte le procedure per l’online».

Le parole di Peter Moore aggiungono di sicuro nuova luce alle discussioni che stanno nascendo in seno alla community dei videogiocatori, divisa tra “tradizionalisti” e “innovatori” (passateci i termini). I vantaggi del digital delivery sono infatti indubbi, però una larga fetta di utenti è ancora molto legata al supporto fisico, soprattutto per ragioni di collezionismo, ma non solo: il possedere una copia fisica di un gioco significa anche poterla poi rivendere come bene usato ricavandoci soldi da poter magari reinvestire in giochi nuovi, alimentando in questo modo il mercato.

Altro aspetto da prendere in assoluta considerazione è poi il prezzo: i giocatori si aspettano che scaricando il codice sorgente del gioco senza avere in mano nulla di fisico possa permettere loro di accedere al medesimo bene con prezzi assolutamente favorevoli, ma per ora, tutte le operazioni effettuate in tale senso non sono andate in questo modo, perché acquistare la copia digitale ha sempre significato pagarla quanto quella pacchettizzata.

Ciononostante, il digital delivery rappresenta sicuramente il futuro della distribuzione, perché i vantaggi che comporta sono immensi (a partire da un abbattimento dell’impatto ambientale) ma è certo che distributori e publisher devono prendere in forte considerazione le esigenze e le richieste degli utenti, per evitare un tira e molla che rischia solo il dilazionarsi le tempistiche della sua affermazione.

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