Il fenomeno gambling assume nuove forme e nuove sfaccettature. Stiamo acquisendo sempre più importanza i social games, che hanno come vantaggio il poter essere utilizzato tramite gli ormai diffusissimi social, come Facebook. Ma qual è la principale caratteristica di questi giochi? Quella di poter giocare tramite soldi finti. Si può fare l’esempio del poker. In molti si sono avvicinati a questo mondo proprio grazie alla versione virtuale, in cui ne esistono vari tipologie: Texas Hold’em, Zynga Poker e il più recente Bingo Friendzy.

Secondo una ricerca condotta dall’Information Services Group, la piattaforma più utilizzata per giocare è Facebook (83%), seguita da My Space (24%), Bebo (7%) e Friendster (5%). Continuando a parlare di dati, appare opportuno dire che la maggior parte degli utenti si dedica a quest’attività per divertimento. Sono pochi coloro che giocano per rilassarsi e per mettersi in competizione con altri. Inoltre, la metà delle volte in cui si utilizza un social network, si accede ad un gioco. Andando ad analizzare le statistiche dei singoli Stati, si nota come negli Stati Uniti gli utenti tra i 16 ed i 64 anni dichiarino di essersi intrattenuti con i social games. Anche l’Italia è uno dei Paesi più attivi nel gioco tramite i social network, e a dirlo sono i dati di Facebook stesso.

Casual game, Candy Crush, Farmville: questi sono alcuni degli esempi più diffusi di questa tipologia di gioco. I primi sono caratterizzati da una struttura semplice, dalla semplicità e dalla chiarezza dello stile grafico e dalla brevità delle partita. Il vecchio solitario della Microsoft ne è il modello principale. Il secondo è stato il gioco più popolare di Facebook dello scorso anno. L’obiettivo è quello di assemblare caramelle. Le mosse, che possono essere orizzontali e verticali, consistono nello spostare i dolcetti in modo da allinearne almeno tre dello stesso colore. Andando avanti con i livelli, il giocatore deve essere abile nel sbloccarne sempre dei nuovi e può chiedere assistenza, ossia le famose vite extra, agli amici. Il terzo non è altro che una simulazione della vita da agricoltore, che permette a chi ci gioca di piantare, far crescere, raccogliere piante e alberi virtuali e allevare animali.

Ma esiste una legislazione sui social games? Al momento no. Le parole del Dr. Mark Griffiths, professore al Gambling Studies at Nottingham Trent University’s International Gaming Research Unit, spiegano perfettamente la situazione: “Per quanto riguarda il gioco d’azzardo social al momento, a causa del fatto che non si sta giocando per soldi, la Gambling Commission ha determinato che non è necessario un regolamentato”, sostiene il Dr. Griffiths. “Non credo che ci siano dati empirici o scientifici a sufficienza per dimostrare che ce ne sia bisogno [ma] è un problema che sto notando, stanno notando molte persone e che la Gambling Commission ha promesso di tenere sotto controllo. Certamente, quello che stiamo osservando è una diminuzione sempre più evidente dei confini tra il gioco d’azzardo, il gioco d’azzardo social ed i social games”. Insomma, pare che ci siano tre mondi abbastanza simili e vicini del gambling pronti ad unirsi, a diventare una cosa sola. Il tutto grazie al fenomeno social.