Killer is Dead Recensione Playstation 3 Xbox 360

Postato Set 4 2013 - 12:00am da ITG

Per ogni lamentela che riguarda il mondo dei videogiochi, la sua eccessiva massificazione e la latitanza cronica di nuove idee c’è sempre e solo una risposta: Suda 51! Questo talentuoso game designer giapponese si è fatto conoscere in Europa grazie ai due capitoli di No More Heroes e da allora ha dato vita a svariati giochi di diversi generi tuttavia legati da uno stello filo conduttore: la follia pura.

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A proposito di follia, la trama è quanto di più bizzarro vi possa essere capitato di vedere in un videogioco, spezzettata e frammentata fino all’inverosimile. Tuttavia, nei suoi minimi termini, diciamo che il gioco è ambientato in un futuro non troppo remoto, simile (ma non uguale) al mondo che conosciamo oggi.

Il nome del nostro alter ego è Mondo Zappa, un spietato killer che brandisce una spada giapponese nella mano destra e varie armi intercambiabili nel suo braccio sinistro artificiale, con l’unico obiettivo di giustiziare efferati criminali sparsi per il mondo e oltre.

Il concept del gioco risulterà familiare a chi ha già giocato a No More Heroes: si tratta di affrontare tutti gli scagnozzi di un determinato livello per poi affrontare, alla fine dello stesso, il boss. Il sistema di combattimento è basato sulla pressione del tasto quadrato, grazie al quale potrete affettare direttamente tanto gli attacchi veloci che quelli potenti, in base alla velocità di pressione.

Mondo ha poi al posto dell’arto sinistro un braccio meccanico che, se all’inizio vi permetterà semplicemente di sparare alcuni colpi, col progredire del gioco potrete potenziarlo in modo tale da avere a disposizione, tra le altre cose, una devastante trivella, un fucile a pompa congelante e un cannone energetico esplosivo.

Lo stile combattimento risulta da subito divertente, rivelandosi un’evoluzione di quello visto nel già citato No More Heroes: il tempismo è assolutamente fondamentale, così come sapersi destreggiare con maestria tra schivate, parate ed attacchi per poter uscire dagli scontri nel modo migliore.

Dal punto di vista visivo dobbiamo fare un distinguo tra tecnica vera e propria e design. Nel primo caso infatti troviamo modelli poligonali poco dettagliati, animazioni non sempre fluide, qualche rallentamento qua e là e soprattutto un fastidioso tearing che affligge quasi tutte le schermate di gioco.

Diverso il discorso per quanto riguarda invece la componente più “artistica”, in cui Killer is Dead eccelle senza mezze misure: il character design è ai massimi livelli, l’intero impianto visivo è realizzato in uno stile anime-like e il design dei livelli è assolutamente folle (nel senso migliore del termine), originale e incredibilmente esaltante.

Magistrale il sonoro, con doppiaggio sia inglese che giapponese di qualità elevatissima ed una soundtrack, ad opera del mitico Yamaoka, memorabile, con brani che spaziano da Dvorak al rock più spinto. Assolutamente sublime.

IN CONCLUSIONE
Killer is Dead è un prodottto 100% Suda 51: il genio del game designer giapponese è infatti visibile e continuamente presente più che in altri suoi prodotti. A partire da una trama folle, spezzettata ed assolutamente fuori dall’ordinario, il gioco riesce ad estasiare il giocatore come poche altre produzioni grazie ad un gameplay raffinato e profondo e ad un impianto artistico, sia visivo che sonoro, ai massimi livelli. Unico neo dell’ultima creatura Grasshopper è da ricercarsi nella pochezza del comparto tecnico, ma è un aspetto assolutamente trascurabile rispetto alla magnificenza di tutto il resto. Chi cerca un videogioco carico di personalità, divertente, entusiasmante ed originale non può lasciarselo sfuggire.

GLAMOUR 10
GRAFICA 9
SONORO 10
GAMEPLAY 9.5
LONGEVITA’ 8
TOTALE 9.3

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