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I capitoli originari di Medal of Honor sono stati i capostipiti che hanno dato vita al genere degli fps a sfondo bellico ambientati durante le Guerre Mondiali, decretando molte delle caratteristiche che oggi sono base comune proprio di questo genere. Un tempo regina indiscussa, oggi con il tempo la serie ha dovuto fare i conti con un’agguerritissima concorrenza, in particolare dell’acclamatissimo Call of Duty.
Proprio per questo, nel 2010 la serie compie una decisa virata portando l’azione in Afghanistan e impegnando ben due team di sviluppo, uno per l’online e uno per l’offline. Nonostante il buon riscontro sia di critica che di pubblico, Electronic Arts decide di rivedere completamente il predecessore: vediamo con quali risultati.
Medal of Honor Warfighter racconta la storia dell’Operatore U.S. Tier 1 “Preacher” e del suo ritorno a casa dalla missione vista nel precedente episodio, che lo porta a ritrovare la sua famiglia distrutta da tutti gli anni di separazione causati dal suo lavoro. Mentre cerca di raccogliere i pezzi per salvare quel che resta del suo matrimonio, Preacher si ricorda di ciò per cui combatte: la sua famiglia. Ma quando un esplosivo estremamente pericoloso (PETN) oltrepassa il confine e i suoi due mondi collidono, Preacher e i suoi compagni sono inviati a risolvere il problema…
Se dovessimo giudicare Warfighter dalla prima mezz’ora di gioco, dovremmo dire di essere di fronte ad un capolavoro: le sequenze iniziali, che prendono vita in una missione in piena notte, sono assolutamente adrenaliniche e spettacolari e ci mostrano navi mercantili che affondano, container che esplodono, gigantesche strutture metalliche che ci crollano adosso…
Le cose però sono destinate a cambiare: con l’arrivo della luce del sole le armi mostrano tutta la loro “leggerezza”, sembrando quasi giocattoli e la possibilità di avere sostanzialmente accesso a munizioni infinite toglie ogni profondità al gameplay.
Anche sul fronte dell’intelligenza artificiale nasce qualche problema: in particolare i nemici non attuano contro di voi alcuna strategia situazionale, ma si limitano il più delle volte a lanciarvi contro delle granate prima di fare fuoco. Il problema dell’IA coinvolge anche i vostri compagni, che spesso e volentieri non riescono a colpire i nemici nemmeno quando questi sono allo scoperto e sono a distanza ravvicinata. Ciò non vuol dire che il gioco non risulti divertente, anzi, alcune missioni sono assolutamente piacevoli da giocare, come quella nelle Filippine, tanto per fare un esempio; il problema però è che alcune scelte sono piuttosto discutibili ed alcuni aspetti del gioco meritavano maggiore attenzione.
Sul versante online, il multiplayer, sia cooperatico che competitivo, pur non offrendo novità degne di rilievo, svolge egregiamente il proprio compito. Per quanto riguarda in particolare il competitivo, troviamo: Cattura la Bandiera, Controllo, Deathmatch a Squadre, Punti Caldi e Missione di Combattimento.
Dal punto di vista grafico il titolo si difende piuttosto bene, grazie all’utilizzo del Frostbite 2 , che regala modelli dei soldati piuttosto particolareggiati e stupendamente animati. Anche gli scenari sono realizzati in maniera convincente, ma le fasi di distruzione sono purtroppo affidate ad eventi scriptati anziché al motore fisico. Più che buono il doppiaggio in italiano, con performance che non mancano di sottolineare a dovere i dialoghi in base alle diverse situazioni; anche le musiche, ben orchestrate per quanto non memorabili, aiutanto il giocatore ad entrare nell’atmosfera di gioco in modo soddisfacente.
IN CONCLUSIONE
Visti i buono risultati ottenuti da Medal of Honor, era lecito aspettarsi da questo Warfighter un passo in avanti sulla stessa strada. Così non è stato ed inspiegabilmente Electronic Arts ha deciso ancora una volta di prendere una strada nuova. Ciò che ne deriva non è proprio entusiasmante, soprattutto per quanto riguarda l’intelligenza artificiale di nemici e compagni e la possibilità di accedere a munizioni sostanzialmente infinite. Un vero peccato, perchè la spettacolarità c’è tutta, ma manca la profondità e diversi bug qua là stanno a dimostrare che alcuni aspetti del gioco meritavano sicuramente maggior attenzione.
GLAMOUR 8
GRAFICA 8.4
SONORO 8
GAMEPLAY 7
LONGEVITA’ 7.3
TOTALE 7.5
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