Anthology of Fear Recensione del videogame approdato su Xbox dopo la prima release su PC di qualche mese fa ed in arrivo anche su Playstation entro la fine dell’anno.

Le premesse del gioco, rilasciato anche per le console di casa Microsoft ad un prezzo ultra budget, intrigano indubbiamente. Il gioco infatti narra la storia della scomparsa di Nathan e include numerosi sottotrame strettamente collegate all’evento appena descritto. Si vive tutto dalla prospettiva di suo fratello, Ethan, che lo sta cercando. Il protagonista conduce un’indagine individuale e cerca la verità, anche se ciò non è facile visto si troverà a confrontarsi con ciò che sembra lontano dalla “normalità” e difficile da comprendere.

Il tutto è avvolto dal mistero: comprendiamo soltanto che c’è di mezzo una clinica psichiatrica legata alla scomparsa e ben poco altro. Non c’è che dire: chi ha un minimo di curiosità nel proprio DNA si lascia affascinare da queste storie. Purtroppo però tali premesse non si tramutano in una trama convincente che risulta essere piena di buchi, banale e ben poco convincente.

Come se non bastasse nelle tre ore di gioco che servono per completare l’esperienza proposta, le dinamiche ludiche sono davvero ai minimi livelli e come se non bastasse, una longevità così bassa non ci fa risparmiare una buona eccessiva dose di backtracking negli ambienti separati ermeticamente che AoF propone. 

Inoltre quello che dovrebbe essere il principale “villain” del gioco risulta davvero poco convincente sia nelle sue fattezze che nella sua pericolosità tanto da poter essere catalogato più come un fastidio che un vero avversario. L’aspetto più riuscito del gameplay, o forse sarebbe dire megli meno peggio, riguarda i puzzle da risolvere che risultano comunque una buona variazione sul tema all’esplorazione decisamente non convincente proposta.

Il lato tecnico è di livello leggermente migliore. Niente che faccia ovviamente gridare al miracolo ma quanto meno si mantiene su livelli di funzionalità, nonostante non manchi qualche bug. Prima di chiudere vi vogliamo lasciare però con una nota esclusivamente positiva: il gioco è stato localizzato in italiano tramite i sottotitoli e non è poi così frequente in questo tipo di produzioni “indie”.

Anthology of Fear Recensione – IN CONCLUSIONE
Anthology of Fear è a tutti gli effetti un walking simulator a tinte horror con delle discrete premesse (e qualche puzzle da rivolsere…) che però non si tramutano in una trama convincente. Oltretutto il comparto tecnico è MOLTO antiquato. Se però volete fare una nuova esperienza “de paura” e non volete un gameplay troppo complicato, dalla sua almeno ha un prezzo molto ridotto anche in questa nuova versione Xbox. Però noi vi abbiamo avvertito su tutti i suoi limiti…

VOTO: 5