Berzerk Recharged Recensione della nuova rivisitazione in casa Atari di un altro titolo assolutamente leggendario nella storia dei videogiochi. Considerata una delle pietre miliari dell’era d’oro del gaming di fine anni ’70 e inizio anni ’80, l’originale Berzerk era uno sparatutto multidirezionale con visuale dall’alto, che vedeva i giocatori intenti a combattere armate di robot all’interno di un labirinto senza fine dai confini elettrificati.
Disponibile per Nintendo Switch (la versione da noi testata), PC Windows, PlayStation 4 e 5, Nintendo Switch e Atari VCS, la rivisitazione sviluppata da Sneakybox per Atari, riprende il concetto base dell’esperienza originale ma aggiungendoci qualcosa di nuovo che andremo a scoprire nei prossimi paragrafi.
Siamo così di fronte ad uno shooter roguelike, affrontabile anche in coop (ma esclusivamente in locale con un altro player) dove è fondamentale muoversi, eliminare gli avversari (non siamo costretti ad eliminarli tutti ma una tattica troppo prudente ha comunque delle controindicazioni visto che solo togliendo di mezzo i robot di vari tipo otterremo vari tipi di potenziamenti) e trovare un’uscita per il livello successivo di questa sorta di labirinto futuristico e quello dopo ancora cercando di migliorare il proprio high score (magari da confrontare con i punteggi presenti nella leaderboard globale) e fare attenzione al temibilissimo Evil Otto, storico cattivone del gioco divenuto una sorta di icone per nerd, che però rispetto al “villain originale” è divenuto meno temibile visto che non può più attraversare i muri.
Oltre al gioco principale, questa nuova riproposizione propone alcune variazioni sul tema rappresentate da venti challenge con una serie di obiettivi da completare in livelli questa volta creati da essere umani e non in modo procedurale. Forse leggermente troppo poco per dare più robustezza all’esperienza di gioco ma comunque siamo di fronte ad un videogame che costa meno di 10 euro sia su PC e che su console e quindi come tale va considerato.
Per quanto riguarda infine la realizzazione tecnica, niente che possa far surriscaldare le schede video di PC e Console. Siamo di fronte ad una riproposizione più moderna della grafica originale e così doveva essere avendo visto come sono state proposte le altre operazioni Recharged di Atari. Sonoro discreto, in buona empatia con l’azione su schermo.

Berzerk Recharged Recensione – IN CONCLUSIONE
La prima cosa da fare per giudicare al meglio Berzerk Recharged è inquadrare la produzione. Stiamo infatti parlando di un videogame che costa meno di 10 euro e quindi come tale va considerato. Quello che ha fatto il team di Sneakybox è stato prendere il materiale originale, dargli una rinfrescata dal punto di vista audiovisivo ed aggiungere qualche modalità extra, mantenendo il gameplay sostanzialmente fedele al classico di Atari. Il gioco dunque risulta essere piacevole per rapide sessioni (soprattutto per questo abbiamo scelto di provarlo su Nintendo Switch) in cui migliorare il proprio high score. Non un capolavoro dunque e neppure una mega produzione tripla A ma un piacevole shooter con cui ingannare qualche minuto alla ricerca di performance sempre migliori.
VOTO: 7
