Bloodstained Ritual of the Night, già disponibile su Playstation 4, Xbox One (la versione da noi testata), Nintendo Switch e PC, è il ritorno in pompa magna nella scena videoludica contemporanea di Koji Igarashi, storico ideatore della serie di Castlevania e di cui in qualche modo qusto BRotN è sostanzialmente l’erede spirituale.

Oltre alla firma di “Iga“, ad impreziosire la produzione ci sono anche due leggendari autori di colonne sonore di videogames cult come Mirichu Yamane (Castlevania: Symphony of the Night) e Ippo Yamada (Resident Evil). Se il buongiorno si vede dal mattino dunque, Bloodstained Ritual of the Night si è rivelato quel potenziale capolavoro che in tanti attendevano? Continuate a leggere i prossimi paragrafi per scoprirlo!

Ovviamente i vecchi fan di Castlevania, non saranno rimasti affatto sorpresi di trovarsi tra le mani un “metroidvania” in due dimensioni, in perfetto stile “cara vecchia scuola”. Sotto vari punti di vista, il titolo davvero è fedele alla linea in modo ortodosso a cominciare da una difficoltà davvero elevata per poi passare anche ad una trama che guarda al passato in chiave fantasy.

Il videogame è infatti ambientato in un 1700 alternativo (o se preferite multiverso…) dove il nostro pianeta è stato attaccato da mortali demoni che però vengono respinti dagli “shardbinder”, delle persone speciali capaci di acquisire i poteri proprio di tali creature sovrannaturali e combatterli dunque ad armi pari.

Dopo una lunga battaglia, sono soltanto due gli shardbinder sopravvissuti e quando uno, Gebel, viene a sua volta posseduto dai demoni, sarà la nostra alter ego Miriam ad essere l’ultima speranza di tutta l’umanità. Comincia così l’esperienza di gioco che vedrà la nostra Miriam collezionare i cristalli capaci di potenziare i suoi parametri lasciati dai vari demoni in maniera casuale mentre quelli dei boss sono stati stabiliti a priori.

Poteri ma anche vere e proprie build da gestire in battaglie: questo è l’aspetto indubbiamente più lontano dalla tradizione e di avvicinamento del gioco alle caratteristiche del gaming contemporaneo. Niente che dovrebbe far gridare al tradimento, tutt’altro, ma un giusto compromesso tra radici ancorate all’old school con l’inserimento di alcuni aspetti più attuali tra cui vanno annoverate anche la presenza di subquest in parallelo all’avanzamento della storia principale.

Passando infine alla realizzazione audiovisiva, non possiamo che lodare nuovamente la colonna sonora, semplicemente tra le cose più belle sentite negli ultimi anni all’interno di un videogame ed ovviamente perfettamente in empatia con le atmosfere del videogame e dell’azione su schermo.

Riguardo la realizzazione tecnica invece bisogna fare qualche distinguo. Sorprende in primis che il titolo, sostanzialmente 2D, al massimo 2,5, in realtà sia mosso da un motore grafico completamente tridimensionale. Detto di questa particolarità, bisogna notare però un livello qualitativo nell’insieme sul discreto ma con vorticosi sali e scendi che vanno dall’eccellenza alla mera funzionalità sia per quanto riguarda le ambientazione che la realizzazione dei personaggi.

IN CONCLUSIONE
Nonostante qualche leggero abbassamento qualitativo grafico e qualche nemico meno ispirato, Bloodstained Ritual of the Night non tradisce affatto le attese, proponendosi come l’erede spirituale di Castlevania che tutti attendevano. Fedele alla vecchia scuola in fatto di gameplay e difficoltà piuttosto elevata, il titolo guarda anche all’attualità del gaming con un livello di personalizzazione decisamente inaspettato. Un titolo da consigliare senza esitazione dunque ai “vecchi” fan di Koji Igarashi, così come a chi cerca una sfida impegnativa ed entusiasmante con un videogame.

Bloodstained Ritual of the Night VOTO: 8.5

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