Si è conclusa da pochi giorni “Pop Culture #1 – Video Games”, la prima asta istituzionale europea dedicata ai videogiochi gradati, promossa da The Games Market, la prima realtà italiana specializzata nel collezionismo videoludico, organizzata da Galleria Allegrini e Meeting Art a Vercelli. A fronte di una stima pre-asta stimata a €35.000, l’asta ha registrato aggiudicazioni per 69.500 €, con una percentuale di aggiudicazione pari al 100%, confermando l’interesse crescente per il collezionismo videoludico come asset emergente nel mercato dei collectibles, che si presume possa superare i 500 miliardi entro il 2033.
I 50 lotti in catalogo sono stati interamente aggiudicati e sono in fase di finalizzazione per la consegna ai nuovi proprietari, registrando una crescita dei valori rispetto alle stime iniziali e confermando una domanda sempre più strutturata e consapevole. L’asta ha coinvolto un totale di 26 bidder attivi con una distribuzione geografica che conferma forte radicamento domestico con apertura europea. Il profilo degli aggiudicatari (partecipanti totali all’asta) registra l’85% composto da mercanti d’asta, collezionisti d’arte moderna e gallerie d’arte pubblico professionale e fidelizzato, con competenze consolidate nel mercato dell’arte e una frequentazione abituale dei circuiti d’asta nazionali e internazionali, mentre il restante 15% è composto da investitori e collezionisti che guardano all’arte e ai collectibles come asset class alternativa. L’alta partecipazione riflette un trend già consolidato nei mercati più maturi, come quello USA, dove il videogioco è ormai riconosciuto come asset collezionabile di fascia alta.
Riepilogo complessivo dell’asta: i dati chiave
Due sessioni per un totale aggiudicazioni nette complessive pari a: 55.600 € (69.500 € lordi comprensivi dei diritti della casa d’aste). Media per lotto: 1.112 €, mediana: 700 €. 26 bidder da 4 paesi europei (Italia, Germania, Francia, Inghilterra), 88% online. 156 offerte totali, media 3,1 rilanci per lotto. Il 78% dei lotti era certificato TGM (processo di grading proprietario di The Games Market), che ha generato l’87% delle aggiudicazioni con una media di 1.241 € per lotto contro i 655 € dei grader americani.
Risultati e trend: prima fase di chiusura – 18 marzo 2026
Il 18 marzo si è chiusa la prima sessione di asta con 35.200 € di aggiudicazioni nette (esclusi i diritti d’asta pari al +25% del prezzo di aggiudicazione, che portano il lordo a 44.000€) su 25 lotti, tutti aggiudicati: il mercato ha assorbito l’intero catalogo, dai pezzi da 150 € a quello da 8.900 €. In questa fase l’asta ha coinvolto 18 bidder attivi, con una netta prevalenza della partecipazione online (15 partecipanti, l’83,3%) rispetto alla sala (3, il 16,7%). Il 66,7% dei bidder proveniva dall’Italia, il 22,2% dalla Germania e l’11,1% dalla Francia, con un livello di competizione elevato (120 offerte complessive sui primi 25 lotti, pari a una media di 4,8 rilanci per lotto e 6,7 offerte per partecipante). Il profilo demografico rivela quasi esclusivamente uomini over 40: un dato coerente con il target generazionale del collezionismo videoludico di chi oggi ha il potere d’acquisto per competere in asta.
I due lotti più cari di questa prima fase sono stati due titoli LucasArts per FM Towns in edizione giapponese che rappresentano appena l’8% del catalogo ma pesano per il 42% delle aggiudicazioni totali (14.800 € su 35.200 €): Monkey Island 2, battuto a €8.900, e Indiana Jones Fate of Atlantis, battuto a €5.900.
Alcuni titoli meritano una lettura che va oltre il prezzo dell’aggiudicazione: la Sony PlayStation SCPH 9002-C, primo bundle europeo con logo Dual Shock, NIB (new in box, ossia scatola aperta per ispezione ma dentro nuova) e certificata 9.2, è stata aggiudicata a 2.000 €. Nel 1998 costava circa 300.000 lire (155 €). In 28 anni il valore si è moltiplicato per 13.
Golden Sun L’Era Perduta in prima stampa italiana chiude a 2.200 €, mentre Golden Sun a 1.700 €. Jordan vs Bird: One On One per IBM (1988) a 800 € non è il lotto più caro, ma è forse il più iconico: è il primo videogioco ufficiale con in copertina Michael Jordan, uscito un anno prima della celebre versione NES. Chi lo ha acquistato ha acquistato un pezzo di storia dello sport. Donkey Kong per Intellivision (UK, 1983) a 1.400 € e Buck Rogers per Colecovision (USA, 1983) a 750 € sono entrambi POP 1: un solo esemplare certificato al mondo. Sono pezzi da museo e il mercato li ha valorizzati come tali;
Ikari Warriors per Atari 2600 è stata la sorpresa della sessione: aggiudicata a 400 €, quasi il triplo delle attese, dopo una contesa serrata tra più bidder.
Risultati e trend: ultima fase di chiusura – 19 marzo 2026
Il 19 marzo si è chiusa la seconda e ultima sessione, con 20.400 € di aggiudicazioni nette (25.500 € lordi con diritti d’asta al +25%) su 25 lotti, tutti aggiudicati. Per la seconda volta consecutiva il mercato ha assorbito l’intero catalogo, confermando la domanda registrata nella prima sessione. In quest’ultima manche sono stati coinvolti 8 bidder attivi, tutti online (100%), tutti uomini. La distribuzione geografica vede l’Italia all’87,5% (7) e l’Inghilterra al 12,5% (1). Il livello di competizione ha prodotto 36 offerte complessive su 25 lotti, pari a una media di 1,4 rilanci per lotto e 4,5 offerte per partecipante. Numeri più contenuti rispetto alla sessione 1 (120 offerte, 18 bidder), coerenti con un catalogo orientato su pezzi retro di fascia media e con una platea più selezionata.
La struttura delle aggiudicazioni riflette lo stesso schema della sessione 1. I cinque lotti più cari rappresentano il 20% del catalogo ma il 51% delle aggiudicazioni totali (10.400 € su 20.400 €), e sono: Taro Maru a 3.500 € (Saturn, 1997, il Sega Saturn come cassaforte del collezionismo. Top lot della seconda sessione e conferma di una tendenza nota ai collezionisti più esperti: il catalogo Saturn giapponese è una delle nicchie a più alto valore del mercato. Taro Maru è un action platform con ambientazione feudale giapponese che ha avuto una tiratura limitata già all’epoca), Tekken a 2.600 € (prima stampa EU -PS1, 1996- Un vero paradosso: Tekken ha venduto milioni di copie nel mondo, ma a fare schizzare il suo valore è il grading che tramuta il titolo commerciale in bene raro. Il dato è particolarmente rilevante perché mostra che il mercato non premia solo la rarità intrinseca del titolo ma la rarità della condizione.), Metal Gear Solid a 1.600 €, Micro League Wrestling a 1.600 € (C64, 1987, non è il gioco più raro in senso assoluto, ma è un pezzo che si colloca all’intersezione di tre mondi collezionistici: videogiochi, wrestling e memorabilia sportiva: è il primo videogioco con licenza ufficiale WWF e la prima cover in assoluto di Hulk Hogan su un videogame nel 1987, al culmine della Hulkamania. Quando il videogioco incrocia un’icona culturale, il valore si moltiplica.), e Luigi’s Mansion (1.100 €).
Il lotto più sorprendente del catalogo ha trasformato il grading in arte: Mario Galaxy 1 e 2 Custom Box (Switch, 2025) battuto a 500 €. Si tratta di un gioco di nuova generazione dal valore commerciale di 90/80 €, trasformato in un oggetto da 500 € dalla teca TGM. Non è il titolo a fare il prezzo, né la rarità, né il vintage, ma la presentazione: la custom box TGM è una teca che si espone come un quadro, si appende in casa, si vive come un pezzo d’arredamento. Chi ha comprato questo lotto non ha comprato un videogioco, ha comprato un’opera da esposizione. Il moltiplicatore è di oltre 6x sul valore commerciale del gioco, generato interamente dalla certificazione e dal formato espositivo. È la dimostrazione più diretta di cosa può fare il grading quando smette di essere solo una garanzia di conservazione e diventa arte.
L’impatto del grading sul valore dei titoli
Diversi titoli hanno superato le stime iniziali, evidenziando una competizione attiva tra bidder e un crescente interesse per titoli gradati: sigillati, rari e in condizioni ottimali. In questo contesto, The Games Market gioca un ruolo centrale grazie al suo TGM Grading: il primo sistema certificato per la gradazione e la valutazione professionale di videogiochi da collezione, conforme a standard ISO 9001, dotato di raggi X a bassa intensità e certificato da Bureau Veritas. Il grading rappresenta un passaggio chiave nella trasformazione del videogioco da oggetto nostalgico a bene patrimoniale certificato. Attraverso un processo strutturato di sei fasi – esame visivo, scansione interna non invasiva, verifica tecnica dei componenti, attribuzione del grado, incapsulamento in teca antimanomissione e certificazione digitale tracciabile – il titolo viene gradato, valutato e reso comparabile sul mercato. Sui primi 25 lotti, 21 erano certificati TGM, 3 WATA e 1 VGS (i due principali grader americani), e i 5 lotti più cari dell’intera asta sono tutti gradati da TGM, incluso il top lot da 8.900€ .
L’asta è stata occasione per far emergere e consolidare nuove tendenze intorno a un mercato che sta guadagnando sempre più terreno in Italia, accorciando le distanze con gli Stati Uniti, da sempre in prima linea in questo settore. I collezionisti d’arte italiani hanno risposto positivamente a questo primo esperimento locale ma dal respiro internazionale, preparando il terreno per scalare anche all’estero. Il grande interesse per il retrogaming e le copie sealed, così come l’attenzione verso gli item con certificazione e tracciabilità sono conferme di come il videogioco si stia evolvendo da mero oggetto nostalgico a bene patrimoniale certificato, sempre più affine alle logiche dell’arte e dei collectibles.
“Questi risultati rappresentano un primo passo concreto verso la legittimazione del mercato europeo del collezionismo videoludico,” dice Alberto Trussardi, fondatore di The Games Market, “L’asta ha evidenziato l’ingresso di un nuovo profilo nel mercato del collezionismo videoludico: il collezionista e mercante d’arte. Questa prima iniziativa, promossa da The Games Market e organizzata da Galleria Allegrini e Meeting Art, conferma l’esistenza di una domanda concreta, capace di riconoscere il valore culturale ed economico del videogioco, soprattutto quando inserito in un contesto istituzionale e supportato da certificazioni.”
“Siamo molto soddisfatti dei risultati di questa prima asta dedicata ai videogiochi da collezione certificati: 50 lotti proposti, 50 aggiudicati con metriche complessive che hanno superato ogni nostra aspettativa. Abbiamo registrato una partecipazione attiva e competitiva, con oltre 120 rilanci nella sola prima sessione e un interesse concreto da parte di collezionisti provenienti da Italia, Germania, Francia e Inghilterra. È la conferma che il mercato europeo del collezionismo videoludico certificato è maturo, reale e pronto per crescere. L’obiettivo che ci eravamo posti, dimostrare che questo segmento merita un contesto d’asta istituzionale, è stato pienamente raggiunto.” dice Pablo Carrara, Presidente di Meeting Art.
