Internet e velocità sono una coppia fissa, e questa salda intesa ormai ha conquistato anche il mondo del gaming, specialmente da quando sono arrivati i dispositivi mobile e le console di ultimissima generazione.
Le lunghe partite con gli amici o i solitari senza fine stanno ormai lasciando spazio a dirette streaming da piattaforme stile Twitch, ma anche a gare a tempo d’orologio e a minigiochi da desktop per brevissime pause.
In questo contesto dominato dal divertimento all’insegna della fugacità, si stanno imponendo alcune tipologie di gioco strettamente correlate al fattore tempo, come gli speedrun e i quick games.
Ma cosa si intende per speedrun, e perché questa modalità di gioco è divenuta in breve tempo così popolare tra la community dei gamers?
Le radici di questo successo sono retrodatate agli anni 80, quando Activision lanciò Dragster per Atari, un gioco di racing che, se completato in una manciata di secondi, dava diritto agli utenti di entrare – anche se solo per gloria – nel World Class Club di Dragster, una sorta di “Hall of Fame” dei migliori player. Dopo questo esordio sono arrivati Doom su PC e Super Mario 64 per Nintendo. Tutto il resto è storia videoludica dei giorni nostri, specialmente dal Duemila in poi.
Da allora infatti, il completamento in tempi rapidissimi di un titolo, anche gareggiando con altri utenti, per alimentare l’entusiasmo della sfida, ha dato il via a quelle che oggi vengono denominate “Speedrun”. Quando si parla di “Any %”, nello specifico, si fa riferimento a un gioco sviluppato in modo che questo possa essere portato a termine saltando alcune glitch, ma esiste anche la versione estesa “100%”.
In ogni caso, la finalità è sempre quella: battere gli avversari sul tempo di superamento delle prove e dei livelli. Il successo è a dir poco clamoroso: nel corso dell’ultima maratona di beneficenza AGDQ, Awesome Games Done Quick , sono stati raccolti 2,6 milioni di dollari da devolvere e, intanto, sono emersi titoli interessati da completare in breve tempo, su cui svettano Mirror’s Edge Catalyst, Super Mario Bros 3, Metal Slug. Non solo, alcuni speedrunner e twitcher come Gidano vantano un grande seguito tra gli amanti del genere, e si specializzano in alcuni titoli, affinando tecniche per fare sempre meglio e per battere gli avversari… sul tempo. I record dopotutto sono un must degli speedrun: un ultimissimo successo è stato quello di Mae, utente che su Baldur’s Gate 3 è riuscito a completare una missione speciale “piccante” nella categoria “Sex %”, con un tempo di 7 minuti e 54 secondi.
C’è chi vince la gloria e il rispetto dei fan, e chi, invece, può vincere denaro reale: sì perché anche nel campo del gioco a distanza si sono diffusi giochi impostati sulla velocità. Ne sono un esempio i quick games, nati a partire dal successo delle lotterie istantanee online per rispondere al bisogno di concedersi delle mini pause di svago, spesso rapidissime, durante il corso della giornata. I quick games sono caratterizzati da grafiche semplici, e da un tipo di gioco piuttosto intuitivo e ritmato, durante il quale si scopre subito se si è realizzata la vincita, un po’ come accade per il Gratta e Vinci. La differenza è che i quick games sono dei veri e propri mini videogames, come ad esempio Aviator gioco aereo, ormai popolarissimo, e Spaceman, sempre a tema stellare. Il funzionamento dei quick games è improntato su una certa semplicità, visto che si sceglie l’importo della puntata e si attende l’esito del gioco, la cui casualità è garantita dall’uso del sistema RNG, ovvero “random number generator”, a prova di trasparenza.
Non si tratta dunque di un gioco di abilità, ma di pura fortuna. In ogni caso gli operatori che ospitano i quick games nel loro palinsesto – dall’apripista Sisal a Snai, passando per altre piattaforme autorizzate da ADM – danno modo di utilizzare dei bonus promozionali senza deposito per gestire al meglio il conto di gioco, investendo poche somme o provando gratuitamente i titoli.
Quello che ha fatto dei quick games un successo diffuso è comunque una certa dose di divertimento, anche se si tratta di giochi basilari, visto che molti titoli tipo Aviator si ispirano ai crash games e sono anche piuttosto godibili graficamente. Esistono anche delle live chat per interagire con gli altri utenti, e delle statistiche aggiornate in tempo reale che fanno di questi mini giochi delle esperienze non troppo lontane da quelle dei più famosi videogiochi.
Tornando ai videogiochi in senso stretto, la velocità è un aspetto che ormai si lega indissolubilmente a tempi caratterizzati da esperienze videoludiche mordi-e-fuggi. E, sempre a proposito di classifiche, non mancano delle top list dei giochi più brevi di sempre. Solo per curiosità, tra questi si annoverano Sayonara Wild Hearts, A Short Hike – dal titolo emblematico -, The Gardens Between e Papers, Please. Si tratta di videogiochi che si possono concludere facilmente in piccole maratone di qualche ora, magari la sera: durano come un paio di film, e sono in grado di incollare il videogiocatore allo schermo, almeno fino al completamento di tutti i livelli.
Perché il tempo, si sa, soprattutto da grandi, non basta mai, ma la voglia di divertirsi è sempre la stessa di quando si era bambini.
