Devil in Me Recensione del nuovo capitolo della serie The Dark Pictures Anthology già disponibile su console Playstation (noi lo abbiamo testato proprio su PS5), Xbox e PC.

The Dark Pictures può considerarsi un’antologia di alcune delle più iconiche leggende horror rivisitate da Supermassive con una formula a metà strada tra il film interattivo ed il videogame. Vi mostriamo subito i primi minuti di gioco di House of Ashes e poi ne parliamo in dettaglio.

Come avrete visto dal video, il gioco parte con un salto indietro nel tempo partendo da una storia reale di cronaca nera con protagonista il famigerato serial killer americano, H. H. Holmes. Da lì si torna nel presente dove vestiremo i panni dei membri della troupe della Lonnit Entertainment, una società di produzione di documentari a basso costo, attirati su un’isola dove è stato ricostruito “l’hotel degli orrori” con la promessa di assistere a qualcosa di davvero unico, che potrebbe aumentare notevolmente gli ascolti del proprio show dedicato al crimine.

Il nuovo capitolo di Dark Pictures Anthology si muove su coordinate molto simili rispetto ai precedenti capitoli anche se rispetto al retrogusto vagamente action di House of Ashes, qui si è scelto di muoversi maggiormente su dinamiche tipiche da avventura grafica “semplificata”. L’interazione proposta è composta da una serie di quick time events (alcuni incredibilmente spettacolari), qualche enigma elementare da risolvere, un minimo di esplorazione condita anche da elementi da raccogliere e varie scelte da prendere a volte con poco tempo a disposizione.

Due sono le opzioni disponibili per il multiplayer. La prima ci consente di condividere l’esperienza di gioco con un amico online. L’altra invece offline permette da un minimo di due ad un massimo di 5 giocatori di controllare i vari protagonisti che si alterneranno nel corso dell’avventura dando così modo a tutti di partecipare attivamente all’avventura, segnalando il momento in cui arriva il proprio turno.

Confrontando Devil in Me con il già citato House of Ashes, abbiamo trovato quest’ultimo con un ritmo più elevato mentre Devil in Me ha sin troppi momenti di stanca. DiM però è pure il capitolo di tutta la serie capace di spaventare di più ed incutere davvero paura al giocatore. E chi ama l’horror questo vuole da una produzione di questo tipo. Ispirato chiaramente dalla serie di Saw ma non solo, possono passare venti minuti dove non accade nulla se non leggere fogli in stanze abbandonate per poi fare un salto dalla sedia come raramente ci è capitato con un videogame!

Nel confronto Devil in Me esce sconfitto anche sotto il profilo grafico. Introdotta la possibilità di scegliere una modalità performance o qualità ma a differenza di come giochiamo di solito, abbiamo optato per la seconda visto che questo è uno dei pochi casi in cui i 60 frame al secondo non servono e troppo era il gap qualitativo.

I personaggi come sempre sono realizzati splendidamente con le espressioni facciali e la qualità delle sequenze animate che svolgono in modo eccellente il loro compito dandoci a volte l’impressione di essere più di fronte ad un film con attori in carne ed ossa piuttosto che di fronte ad un prodotto in computer grafica. Peccato però che in talune occasioni le ambientazioni abbiano un ritardo di aggiornamento che da un titolo del genere non ci aspettavamo proprio.

Il doppiaggio in italiano ha una qualità altalenante che nell’insieme raggiunge un livello discreto. Peccato che ci siano taluni momenti (diciamo una volta all’ora circa…) in cui alcune frasi vengono interpretate in inglese, cosa che ovviamente toglie un po’ l’effetto di “sospensione della realtà dalla finzione” di cui l’horror ha ancora più bisogno di altri generi videoludici / cinematografici.

Devil In Me Recensione – IN CONCLUSIONE
Rispetto ai precedenti capitoli della saga di The Dark Pictures Anthology, abbiamo trovato Devil in Me meno ottimizzato sotto vari punti di vista e con molti più momenti di stanca. D’altra parte però DIM è pure il capitolo capace di spaventare di più ed incutere davvero paura al giocatore. E chi ama l’horror questo vuole da una produzione di questo tipo.

Devil In Me Recensione VOTO: 8